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«Il medico risponde»: asma, malattia infiammatoria cronica da non sottovalutare

Sintomi, diagnosi e cure. La dottoressa, pneumologa: «Un punto importante è capire se il paziente assume correttamente la terapia inalatoria perché spesso gli asmatici sottovalutano la malattia e l’efficacia dei farmaci»

Cinzia Franciò

Email:

cfrancio@laprovinciacr.it

30 Aprile 2022 - 21:21

CREMONA - Torna l’appuntamento settimanale con la rubrica «Il medico risponde». Protagonista di questa puntata è la dottoressa Monia Betti, pneumologa della UO di Pneumologia dell’Ospedale di Cremona.

«L’asma è una malattia infiammatoria cronica delle vie aeree, caratterizzata da periodi di sintomaticità, con tosse e dispnea di tipo sibilante, e periodi in cui il paziente è completamente asintomatico» spiega la dottoressa Betti.

La caratteristica dell’asma è proprio la bronco-ostruzione reversibile che si risolve dopo il trattamento con farmaci inalatori o, nelle fasi più gravi dell’asma, con farmaci corticosteroidi (cortisone) per via orale.

COME SI ARRIVA ALLA DIAGNOSI?

«La diagnosi di asma parte sempre dalla corretta raccolta anamnestica - precisa la specialista - quindi valutare il paziente, ascoltare la tipologia di sintomatologia che riferisce, la raccolta di fattori anche di comorbilità (quali reflusso gastroesofageo, obesità, rinite eccetera). E’ necessaria e indispensabile l’esecuzione di prove spirometriche, un esame funzionale, che diagnostica l’asma andando a valutare un’ostruzione delle vie aeree sia a livello basale sia dopo la somministrazione di broncodilatatori».

Dato che in certi periodi il paziente è asintomatico, la spirometria potrebbe essere nella norma, la valutazione diagnostica deve essere completata eseguendo un test alla metacolina.

«Bisogna poi caratterizzare ulteriormente l’asma stabilendo se ha un’origine allergica o meno, presupposto che avrà un risvolto nella scelta terapeutica» chiarisce la dottoressa Betti. «Il paziente asmatico ha una terapia di mantenimento composta da farmaci corticosteroidi inalatori più broncodilatatori e una terapia al bisogno durante le fasi di riacutizzazione dell’asma. In questi casi, quindi, oltre alla terapia abituale che può essere massimizzata, per alcuni pazienti si rende necessario introdurre i corticosteroidi orali per un breve periodo di tempo».

Un punto importante è capire se il paziente assume correttamente la terapia inalatoria, «perché spesso i pazienti sottovalutano la malattia e l’efficacia dei farmaci».

La video rubrica dedicata alla salute - in collaborazione con l’Asst di Cremona - tratta tutte le settimane un argomento specifico con l’aiuto di uno specialista. Informazioni sulla UO di Pneumologia dell’Ospedale di Cremona sul sito (www.asst-cremona.it).

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