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LA VIDEO RUBRICA

«Il medico risponde», Bronchiolite: a rischio i bambini sotto i due anni

Il dottor Cavalli, direttore dell'Unità Operativa di Pediatria dell'Asst di Cremona, descrive la malattia, i sintomi e le terapie. La preoccupazione: «Nel prossimo inverno potrebbe esserci un'epidemia importante»

Cinzia Franciò

Email:

cfrancio@laprovinciacr.it

26 Ottobre 2021 - 15:37

CREMONA - Torna l’appuntamento domenicale con la video rubrica dedicata alla salute «Il medico risponde». Protagonista di questa puntata è il dottor Claudio Cavalli - direttore dell’Unità Operativa di Pediatria dell’Asst di Cremona - che ci parla di «Bronchiolite», ossia l’infiammazione delle piccole vie aeree, i bronchioli, tubicini che portano l’aria nei polmoni, successivi ai bronchi.

CHE COS'E' LA BRONCHIOLITE. «La Bronchiolite colpisce tipicamente prima dei due anni di vita e può portare a una grave difficoltà respiratoria - chiarisce il dottor Cavalli -. La diagnosi è un punto di arrivo di questa malattia che ha un andamento evolutivo. Si parte con un raffreddore, a cui si aggiunge un’ipersecrezione nasale tipica dei bimbi della prima infanzia e dopo 48-72 ore si manifesta una difficoltà respiratoria con una frequenza alta, ossia i bambini arrivano a respirare 70-75 volte al minuto».

Si può anche avere un bambino con cianosi e alcuni casi gravi finiscono anche in rianimazione. «Le terapie - sottolinea il dottor Cavalli - sono cambiate moltissimo negli ultimi 20-22 anni. Si usavano cortisonici che oggi si è dimostrato non servire assolutamente a nulla. In casi selezionati servono i broncodilatatori».

MALATTIA STAGIONALE. La Bronchiolite ha una stagionalità piuttosto evidente: «E’ una malattia che colpisce da novembre ad aprile, dipende anche dall’umidità e da come si comporta il meteo. La stagionalità è molto spiccata, nei mesi estivi è praticamente impossibile avere dei casi, mentre c’è una variabilità da anno ad anno - chiarisce il dottor Cavalli -. C’è una dimostrazione statistica, per esempio, che da quando è comparso il Coronavirus, la Bronchiolite è scomparsa. Sono circa venti mesi che non vediamo Bronchioliti e questo è vero a Cremona, così come a Bergamo, Brescia, a Roma e in Sicilia. Un abbattimento dei casi dalla comparsa della pandemia viene spiegato dal fatto che c’è stata una scarsa circolazione del virus responsabile della bronchiolite per l’applicazione delle regole di distanziamento e protezione. Abbiamo però timore che ci sia una scarsa circolazione anche di anticorpi contro questo virus respiratorio sinciziale e che si possa verificare un’epidemia importante di questa malattia già nel prossimo inverno».

La video rubrica dedicata alla salute - in collaborazione con l’Asst di Cremona - tratta tutte le settimane un argomento specifico con l’aiuto di uno specialista e può essere ascoltata anche sul nostro canale YouTube. Informazioni sulla Unità Operativa di «Pediatria» sul sito (www.asst-cremona.it).

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