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Lettere al Direttore del 5 Marzo

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gbonali@laprovinciacr.it

07 Marzo 2018 - 12:27

Lettere al Direttore del 26 Gennaio

Ma non era facile votare?
In quel seggio ho visto disorganizzazione
Signor direttore,
ieri, ore 10, scuola Monteverdi seggio 18, storie di disorganizzata follia!
Una coda (solo in quel seggio) che ti fa spendere un’ora per poter votare: scrutatori che non sanno come leggere le carte d’identità e che ogni volta chiedono lumi ai colleghi, difficoltà a gestire i registri dei votanti sia prima del voto che dopo la consegna delle schede per l’immissione nell’urna, persone anziane costrette a restare in piedi in fila... se questa è l’alba di un nuovo governo, abbiamo poco in cui sperare.
Antonella Speroni
(Cremona)


Il passaggio dalla lira
‘Euro delirio’ di tutti. Non solo di Prodi
Egregio direttore,
sabato è apparsa sul suo quotidiano la lettera del signor Pietro Ferrari inerente il cambio lira-euro. Ferrari afferma che la colpa di tutto questo sfacelo economico non è da imputarsi all’euro stesso, ma bensì al cambio scellerato che è stato fatto dai vari ‘Prodi politici’, come lui li definisce. Storia vecchia e patetica mi si è accapponata la pelle, la colpa sempre e solo di Prodi? Subito preciso che essendo orgogliosamente di estrema destra non voglio prendere le difese di Prodi, ma vorrei sapere dove vive il signor Ferrari? Sulla luna? Durante il periodo di passaggio dalla lira all’euro il popolo bue era letteralmente in euro delirio con le testate dei quotidiani che sapientemente titolavano ‘tutti pazzi per l’euro, tutti in visibilio per l’euro’ e cosi via, quindi solo colpa di quel mammone di Prodi?
Punto secondo. La lira era frazionata per decimi la moneta più piccola era il 50 lire mentre un euro equivale a 1936,27 lire quindi frazionato in millesimi ed è logico pensare come solo il cambio sia una fregatura già in partenza. Anche un bambino appena nato lo capirebbe, ma non il popolo bue che in euro delirio ha voluto pienamente e consapevolmente l’euro. Quindi non solo Prodi...
Marco Pedrabissi
(Trescore Cremasco)


Asse Prc-Pd a Piadena
Volpi consegnò la vittoria a Cavazzini
Signor direttore,
ancora una volta intendo abusare della sua pazienza in ‘Spazio aperto’ per rispondere al Segretario locale del Prc circondario di Piadena.
Sarebbero molte le questioni da ribattere con vivacità e prontezza al giovane segretario ma la principale la si deve annoverare nella sfera della coerenza intellettuale e politica. Voglio ricordargli che nelle elezioni amministrative locali del 2014 in contrapposizione alla candidatura della Cavazzini (arcinota tesserata del Pd), nell’ambiente della sinistra ci furono dei dissenzienti i quali avverso ai diktat impositivi che emersero, raccolsero ben 70 firme per stimolare una ricerca democratica del candidato sindaco. Questo sparuto gruppo invocava le primarie. Ebbene la questione posta fu scartata con i metodi e le sfumature tipiche dell’area politica sinistrorsa e il tentativo di democrazia interna per lo svolgimento delle primarie, fu gettato alle ortiche. Il pragmatismo di sinistra che probabilmente contraddistingue la sezione locale del PRC piadenese da quando Volpi ne è divenuto il segretario proprio nel 2014, non ebbe nulla da dire e incassò silenziosamente il colpo in nome del potere, della poltrona e della vittoria certa. Il motto che PRC di Piadena fece e fa tuttora circolare e quello di: ‘Uniti si vince’. Volpi pur di sedersi sugli scranni comunali e aderire allo slogan del Pd locale che recita: ‘Voi sarete la nuova classe dirigente di Piadena e non solo’, dimentica che nelle prossime politiche il suo partito si riposiziona in Potere al popolo e alle regionali in Sinistra per la Lombardia, partiti questi che nei loro simboli fanno abbondare le stelle rosse di infausta memoria. Questa gente alla pari del loro maestro un po’ decaduto Bertinotti, non disdegna il potere in tutte le sue forme esteriori, proprio scimmiottando l’attuale Pd che si è rivelato da tempo una riedizione della vecchia Democrazia Cristiana dove abbondavano le insaziabili correnti interne. I predecessori del Volpi si sono sempre opposti alla commistione col Pd ma una volta cambiato il suo porta vessillo, qualsiasi contraddizione deve essere accolta ed accettata. A Piadena e circondario il PRC è composto da quel che rimane del Pc di Berlinguer, un manipolo di vetero comunisti che non si arrendono alla realtà ormai sancita dal fallimento dei Soviet e soprattutto dal tramonto del sol dell’avvenire. Al giovane segretario, che per sua autonoma decisione piace fare da puntello all’attuale coalizione sinistrorsa camuffata da lista civica, vorrei fare appello alla sua memoria affinchè risponda alla richiesta circolata nel 2014 circa la scelta tombale del candidato sindaco dove parlando di primarie si affermava: ‘...vogliamo il confronto democratico e non gli accordi di partito presi sotto banco’. Rimasero inascoltati e Volpi consegnò la vittoria alla Cavazzini ricevendone in cambio la poltrona.
Dante Benelli
(Castelfranco d’Oglio)


E' un fatto grave
Cimitero di Cremona. Neve non rimossa
Gentile direttore,
ieri mattina ho accompagnato mia mamma al cimitero di Cremona e, con sorpresa, ho visto che nei vialetti non era stata rimossa la neve. A mio parere questa cosa è inaccettabile. C’erano in prevalenza persone di una certa età la possibilità di scivolare e di farsi male era molto alta. E per fortuna non c’era ghiaccio. Mi auguro che l’Amministrazione comunale provveda al più presto affinché venga fatta un’adeguata pulizia. Grazie!
Cristina Bodini
(Cremona)


La realtà va pensata
Le idee e i progetti come semi da curare
Caro direttore,
per semplificare al massimo onde facilitare la comprensione di come funziona la creazione della realtà, parliamo di coltivare un’idea, un progetto, i cosiddetti sogni. È da comprendere che occorre tenerci molto. Se assimilate bene questo concetto, questo principio capite che il pensiero o idea che si tende a manifestare o conseguire è qualcosa di più di un ragionamento positivo o ottimistico momentaneo. Bensì deve essere perseguito, come se si fosse piantato un seme e si continuasse ad innaffiarlo fino a quando prende la forma di un germoglio. Si pensa e si sviluppa l’idea, finché diventa un obiettivo. La realtà si crea o si costituisce solo se qualcuno la pensa. Così è stato sin dall’inizio, purché a quell’idea ci si tenga. Noi siamo simili a lui poiché manifestiamo, nel senso che creiamo, ciò a cui teniamo. Perciò ciò di cui siamo convinti, ciò in cui crediamo. Se recepiamo la grandezza della nostra origine diventiamo consapevoli del grande dono ricevuto e la gratitudine si accompagna alla consapevolezza della nostra vera natura che è essenzialmente e primariamente, spirituale, ossia divina.
Claudio Maffei
(Fasano del Garda)


Siete stati grandissimi
Sono felice per Giulio e per il suo papà
Caro direttore,
conosco il papà di Giulio, ex allievo del convitto della Scuola casearia di Pandino, che ha scritto la lettera a ‘Spazio aperto - lettere al Direttore’ pubblicata sul quotidiano di ieri, domenica 4 marzo, e voglio dirgli che sono felice con lui: un grande papà e un grandissimo Giulio! Bravissimi.
Marmilia Gatti Galasi
(Pandino)

IL CASO
Il maestro Morassi ha reso grande Cremona nel mondo
Ma ai suoi funerali nessun rappresentante del comune

Egregio direttore,
al Boschetto sabato si sono svolti - in una chiesa gremita che non poteva contenere i tanti amici ed ex allievi provenienti anche da lontanissime nazioni come Cina, Giappone, Corea - le esequie del maestro liutaio Gio Batta Morassi, unanimemente riconosciuto come uno dei più grandi Maestri contemporanei tanto che molti hanno dovuto e voluto starsene sul sagrato sotto una intensa nevicata per tutta la durata della cerimonia
Presenti con la loro fascia tricolore nella chiesa ai primi banchi anche alcuni sindaci del Friuli.
Sconcerto quindi a mio avviso per l’incomprensibile assenza del Sindaco di Cremona o di qualsiasi rappresentanza della giunta della città che Gio Batta Morassi ha contribuito a rendere in questi anni famosa con le sue opere e come unanimemente riconosciuto anche recentemente e di ogni segno del Comune di Cremona .
Ancora una volta a mio avviso un non giustificabile atteggiamento che getta ombre nei confronti della liuteria di cui tanto la città si vanta, di un maestro grandissimo e difficilmente superabile e di una associazione liutaria molto importante da lui fondata e che porta e porterà sempre il nome di Cremona nel mondo.
Gualtiero Nicolini
(Presidente Anlai)
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L’assenza è stata notata dalla folta presenza di liutai cremonesi che hanno voluto salutare il Maestro Morassi. Lo stesso intervento di Anna Lucia Maramotti ha messo in evidenza l’amore del decano dei liutai per la città di Cremona che l’ha formato e che lui ha contribuito a rendere grande nel mondo. Per questo l’assenza delle autorità dell’amministrazione comunale ha fatto rumore.

LA LETTERA
Arriva l'8 Marzo. La festa della donna insegni qualcosa agli uomini

Caro direttore,
anche la festività dell’8 marzo dedicata alle donne come quella del 14 febbraio dedicata agli innamorati, è ormai soggiogata dal consumismo che subordina ogni nobile avvenimento ai fini materialistici. Ciò che in questa lieta circostanza occorre evidenziare è che la rivoluzione femminile da tempo è ormai in atto. Una rivoluzione che irrompe ovunque in Occidente, come un torrente in piena, malgrado l’ostruzionismo maschilista che, ahimè si rileva ancora nelle istituzioni pubbliche e in molti settori della società. È lontano il tempo delle temerarie lotte e giuste istanze delle suffragette che suscitavano la derisione di molti uomini. Oggi la donna si fa ascoltare, rispettare, amare e spesso anche temere da certi uomini, che sovente non riescono ad andare oltre allo sberleffo o a un commento ironico. Donne colme di virtù, sempre più audaci e intraprendenti che, con o senza particolari requisiti fisici, riescono spesso a far parlare di sé. Donne che sono apprezzate per quel che fanno e come lo fanno, dei loro progetti, dei loro sogni e ambizioni, dimostrando talvolta singolare determinazione e capacità di suscitare invidia e sconcerto in molti uomini in crisi di identità. Non più la donna prevalentemente relegata in casa ad accudire alle faccende domestiche e a badare ai propri figli. Sempre più donne a gestire aziende, enti pubblici, la Giustizia e quant’altro in modo ineccepibile. Insomma donne dinamiche che non rinunciano alla propria femminilità, e in certe situazioni critiche, riescono a dimostrare più ardimento di tanti uomini. Donne al passo coi tempi, che, avvalendosi anche del proprio fascino e della dolcezza delle proprie movenze, riescono ad infondere in tanti uomini quella sicurezza necessaria per affrontare scabrosi problemi della nostra quotidianità. L’8 marzo è una Festa che non deve essere fine a se stessa, ma perpetuarsi anche negli altri 364 giorni dell’anno, non tanto per porre nell’ombra gli uomini e sminuirne le loro capacità, ma soprattutto per dare alla nostra società un aspetto diverso e migliore.
Le donne danno la vita e la gioia di vivere, e danno anche dei pensieri. Però, se non ci fossero, bisognerebbe inventarle!
Viva l’8 Marzo e le Donne.
Carlo Capurso
(Cremona)

Caro direttore, le invio una foto del mio giardino: una pianta che ospita tutta una famigliola di cimici verdi, credo che siano state importate, sono terribili mangiano e divorano tutto.
Raffaele Rosano
(Ca d’Andrea)

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