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Lettere al Direttore

Betty Faustinelli

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bfaustinelli@laprovinciadicremona.it

24 Maggio 2015 - 08:54

IL CASO
Parlamentari assenti? arlamentari assenti? Stipendio ridotto...
Egregio direttore,
alcuni anni fa, quando facevo ancora parte delmondo dellavoro, micapitava difrequente direcarmiaRoma perpartecipare a delle riunioni di lavoro. Naturalmente utilizzavo come mezzo di trasporto, molto comodo, il treno chiamato ‘Pendolino’ che partiva da Cremona alle ore 8.45 (mezzo che come tutte le cose che nel nostro Paese funzionano vengono logicamente eliminate) e che arrivava alla stazione Termini verso mezzogiorno. Su quel treno riconoscevo, dai loro vistosi fazzoletti verdi, i parlamentari leghisti ma senza alcun dubbio altri parlamentari di altri partiti politici viaggiavano su quel treno. A volte mi capitava di fermarmi a Roma per alcuni giorni e di ritornare il giovedì. Sul treno ‘Pendolino’ per Cremona-Brescia-Bergamo ritornavano a casa stanchi dalle fatiche di due giorni di lavoro anche loro, i parlamentari che avevo incontrato all’andata.
Tutto questo per dire cosa? Sul suo quotidiano di venerdì 22 maggio a pagina 2 è pubblicata una fotografia che riguarda le votazioni che si sono svolte allaCamera in merito alddl anticorruzione. Ebbene, i presenti alla votazione risultano essere 344 mentre il numero dei deputati eletti e stipendiati con i nostri quattrini e che dovrebbero essere presenti èdi 630.Dov’erano irimanenti 286? E perché, come succede in una qualsiasi altra azienda, quando un lavoratore non si presenta sul posto di lavoro, non gli viene decurtato lo stipendio. Ai posteri l’ardua sentenza.
Giovanni Gatti
(Cremona)

La sua domanda è legittima. Politicamente quella votazione non era in dubbio: alla Camera, infatti, la maggioranza di governo conta un margine di ampia sicurezza ma resta il fatto che un ddl così importante, quello sull’anticorruzione, meritava un’aula gremita.

LA PROPOSTA
Piazza della Costituzione mi pare meglio di Piazza Cadorna
Egregio direttore,
dovrò, in questa mia missiva, esporre concetti lunghi e forse noiosi ai più. Me ne scuso in anticipo. Parlo a nome della parte di cittadinanza più onesta, colta e ragionevole. Mi trova perfettamente d’accordo l’iniziativa di Giuseppe Termenini e del caro e geniale collega Rodolfo Bona di abolire il nome di ‘Piazza Cadorna’ alla vecchia Porta Po. Perché nessuno che abbia una vaga coscienza di quel nome ne può più. Tante volte, sentendomi con i compagni, ho detto loro: ‘Amici, ci troviamo in Piazza Cadorna per la manifestazione antimilitarista?’.
A me pare un ossimoro. Mi pare tragicomica. Perché nell’immaginario popolare, e c’è da credergli, Cadorna era un mostro. Vi prego di ascoltare le canzoni dell’epoca, specialmente ‘Il General Cadorna’ e ‘Gorizia tu sia maledetta’. E non solo cambierei il nome alla piazza, ma anche al corso antistante, perché in definitiva ora l’Italia è una repubblica. E mi farò carico, dopo tale cambiamento, di guidare la cittadinanza in una passeggiata di civiltà da Piazza Stradivari a Corso della Repubblica, fino a Piazza della Costituzione e a Viale Po. I nuovi nomi? A me Porta Po pare immediato, corretto ma un po’ scontato perché la storia è andata avanti. Piazza dell’Unità è bello e non farebbe una piega. Piazza Caduti della Grande Guerra, la mia proposta, potrebbe fare il doppione con Porta Romana, detta Piazza 4 Novembre. Che dire? Attendiamo risposte dalla giunta.
Igor Paulinich
(Cremona)

Sedicenti volontari animalisti Attenzione, non sono della Lav
Egregio direttore,
approfitto della sua rubrica per un appello. Nelle province di Cremona e limitrofi, girano sedicenti volontarie animaliste che spacciandosi per responsabili della LAV di Cremona si fanno consegnare animali da persone che non hanno più la volontà o la possibilità di tenerli, soprattutto cani, di cui non si conosce poi la destinazione: si suppone siano destinati a fare numero in strutture abusive per raccogliere offerte impietosendo le persone sensibili o peggio ancora venduti nel commercio illegale destinato alla vivisezione. Oltre a diffidare tali personaggi a continuare in questa loro attività illegale, informo i lettori a non cedere cani e gatti che avrebbero un triste destino, ma a rivolgersi ad associazioni serie e realmente presenti sul territorio. Se qualcuno avesse avuto l'esperienza in oggetto, chiedo di mettersi in contatto con il numero 3311642032.
Maria Pia Superti
(LAV Cremona)

Cadorna figura controversa La piazza cambi nome
Egregio direttore,
ho appreso dell’intenzione espressa da alcuni esponenti delle locali forze politiche di cambiare la denominazione dell’attuale piazza Cadorna. Personalmente mi sono sempre chiesto come mai una piazza della città fosse intitolata ad un personaggio così controverso. Gli storici militari sono concordi nel ritenere che Cadorna non sia stato nè un buon generale nè un buon comandante, anche se molti dei suoi generali, ad esempio Badoglio, contribuirono alle sue scelte sbagliate. Tra l’altro giustificò, nei primi anni del suo comando, la pratica della barbara punizione dei suoi soldati tramite la ‘fucilazione per decimazione’di cui parlava mio nonno Attilio Spotti soldato del Genio Pontieri della guerra del ‘15-‘18.
Pertanto sono favorevole al cambiamento proposto e mi piacerebbe che si chiamasse ‘Porta Po’. Forse un poco di cremonesità, oggi, non stonerebbe proprio.
Attilio Boldori
(Cremona)

Prelievi tagliati/1. Per fare certe scelte pure dirigenti ben pagati
Signor direttore,
leggere il vostro articolo dedicato ai tagli del dipartimento attività socio sanitarie sulla assistenza domiciliare, in merito ai prelievi, è quanto di più divertente, in termini di aberrazione, si potesse ad oggi scoprire. L’articolo 32 della Costituzione di questo povero Paese, sancisce che: ‘La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti’. Ora: coloro che si propongono di gestire l’aspetto vitale di ogni essere umano, la salute, devono prima chiedere a se stessi se sono persone serie e mature, se hanno un’idea del momento storico, politico ed economico nel quale vivono ed operano, se hanno una capacità empatica (...e non solo aritmetica) , che il ruolo che ricoprono richiede loro. Avere un curriculum zeppo di declamatori gradi di conoscenza, non fa di un politico una persona seria e capace.
Buttare 270.000 euro annui di soldi pubblici per pagare un dirigente sanitario ed uno sociale, che poi fanno scelte devastanti di questa portata, mi pare cosa assai criminosa.
alstor61@gmail.com

Prelievi tagliati/2. Meno servizi Gli stipendi dei capi ‘resistono’
Signor direttore,
non mi stupisce la scelta di un’azienda pubblica che tagli le cosiddette spese superflue (chi è malato questo rappresenta nell’Italietta dei furbetti!). Da anni ormai vedo il servizio pubblico in caduta libera, tranne gli stipendi di coloro che, pomposamente, lo governano, definendosi dirigenti, con tanto di lauree di ogni tipo, salvo poi dimostrare il loro bassissimo spessore professionale e soprattutto umano. Il prossimo passaggio che mi aspetto da questi robottini superpagati, con il sudore dei nostri sforzi quotidiani, specie in termini di pensioni, sarà quello di definire in modo ancora più appropriato il target di coloro che potranno usufruire gratuitamente di servizi al domicilio: avere i capelli biondi, gli occhi azzurri, avere mobili in casa che coprano almeno il 75% della superficie calpestabile, non avere finestre che danno sui giardini, sapere in modo corretto almeno tre lingue straniere, compreso il greco antico.
Sandro Misano
(Cremona)

Sulla resistenza cremonese memoria offuscata dalle bugie
Egregio direttore,
scrivendo di fatti concreti, nella mia lettera del 9 maggio, alludevo alla recente intensificata campagna celebrativa della fantomatica «resistenza cremonese», iniziativa che ha moltiplicato le contraddizioni per le quali chi è stato, per gli uni, un eroe, per altri è stato un filibustiere e viceversa. I partiti sono stati trasformati in popolo, le vergogne in virtù e le viltà in eroismi. Il tutto sotto un cielo offuscato dalle menzogne. A questo proposito, il signor Massimo Pelizzoni, nel suo predicozzo dell’11 maggio non si è accorto di scrivere spudoratamente di se stesso affibbiando le sue prerogative —come ignoranza ed arroganza —a chi contesta le giaculatorie di coloro che non hanno mai avuto il coraggio di raccontare alle nuove generazioni una verità ragionata, storicamente fondata e che consenta di conoscere le esperienze e le ragioni degli avversari. Un esempio di quanto è veramente accaduto, dalle nostre parti negli ultimi giorni dell’aprile 1945, si può leggere su La Provincia del 22 aprile dove Mario Belviolandi di Soresina racconta come si trovò, a 15 anni, armato fino ai denti, girovagando nelle vie e nei paraggi soresinesi. Non mi meraviglierei se gli avessero appioppato, poi, riflettendo sugli stessi pensieri, che somministra ai lettori, la qualifica di partigiano.
Claudio Fedeli
(Cremona)

Soresina, insensate eredità dietro determinati passaggi
Signor direttore,
riguardo al signor Francesco G., non riesco a capire come lei possa permettersi di nominare persone, quando non ha nemmeno il sensato e leale coraggio di scrivere per esteso il suo. (...)
Mi permetto di asserire che le cause di determinati passaggi sono frutto di insensate eredità. Verifichi invece, con caparbietà se le è propria, cosa si è trovata, come pacco regalo, nel 2006 l’amministrazione Armelloni dalle precedenti amministrazioni. Dovendo rimanere alle sue semplicistiche conclusioni, visto che la sua analisi si ferma solo a determinate date, negli armadi da lei enunciati il vestito di arlecchino era monocromo bianco, i colori spariti. Si informi prima di scrivere, ripeto con faziosità, ricordandole che le persone da lei nominate e valutate con acredine, si sono sempre esposte palesemente in prima persona, ricevendo ovunque stima per il loro provato e capace impegno civico.
Bruno Basso Rizzi
(Soresina)

Fra truffe e scandali il pallone si è bucato
Signor direttore,
ed è così che in Lega Pro e nella serie D sono scattate le manette per 50 persone e oltre una trentina di partite sono sotto la lente degli inquirenti. Quanto alla serie A, è recente il caso dello ‘zingaro’. Successivamente a Calciopoli ce ne sono state altre. Allenatori, giocatori, dirigenti. E fino a quando il presidente della Lega Dilettanti Felice Belloli non si dimetterà dalla sua carica. Lui le ha definite ‘quattro lesbiche’. E le richieste di dimissioni sono venute anche dal suo sponsor, Carlo Tavecchio, presidente della Figc e sfiduciato da tutto il Consiglio. E che dire di lui, in merito alla sua famosa frase: ‘Che vogliono questi negri, hanno mangiato banane fino a ieri e ora giocano in serie A’. Le sue dimissioni sarebbero state doverose, invece è rimasto al suo posto. Calcio femminile, negri, ect. per questi uomini del calcio italiano tutto fa brodo. Ma cosa succede in questo mondo del calcio sempre più gravemente malato? Finalmente ancora una volta è arrivata la Finanza e vuole vederci chiaro. Ci sarebbe da ripartire da zero. In altri Paesi e in altri sport è avvenuto. Sospensione dei campionati fino a che non sarà tutto chiaro, alla luce del sole. E tutti sotto la doccia. Ma fredda gelata, così da calmare i ‘bollenti spiriti’!
Andrea Delindati
(Cremona)

A Pizzighettone serve lavoro e il rilancio della scuola
Gentile direttore,
ho letto sulla vostra rubrica del 22 maggio una lettera a firma di Marco Sbaruffati dal titolo ‘A Pizzighettone serve un sindaco che dialoghi con i cittadini’. Condividendo i punti fondamentali posti, che secondo me devono essere i pilastri per l’agire del futuro sindaco, seguono tutta una serie di argomenti programmatici fondamentali:
1) Lo sviluppo da parte del Comune di vere politiche per il lavoro, togliendolo dall’isolamento odierno, tale per cui in nuovi insediamenti produttivi si sono tutti allocati nei paesi limitrofi, lasciando a noi i possibili aspetti negativi senza nessun vantaggio occupazionale per i nostri cittadini.
2) Il rilancio della nostra scuola, oggi abbandonata dall’attuale amministrazione, con il disastroso risultato della perdita dell’autonomia gestionale.
Non ultimo il rilancio dell’immagine del Made in Pizzighettone, valorizzando le attuali attività economiche sia produttive sia commerciali, che sono insieme alle associazioni di volontariato, gli elementi della rete socio-economica, presenti che dovrà diventare di nuovo il fiore all’occhiello di Pizzighettone. Mi sembra quindi evidente che ad oggi c’è tutto il tempo per ricercare luoghi e persone disponibili per mettersi a servizio dell’agire comune.
Roberto Sghirinzetti
(Pizzighettone)

Sulla Cremona-Mantova il Pd ha fatto un bella inversione
Egregio direttore,
apprendiamo dalla stampa locale che in una riunione di partito alla presenza di un eminente senatore, espressione del mondo politico cremonese, il Pd ha deciso che l’autostrada Cremona Mantova deve essere realizzata. Chi si ricorda le dichiarazioni in campagna elettorale di due anni fa del candidato alla presidenza della Regione Lombardia, Umberto Ambrosoli, il quale sosteneva che se fosse stato eletto quella tratta autostradale non si sarebbe fatta perché —a suo dire —la costruzione delle autostrade porta spesso con sé corruzione, malaffare, consumo di suolo, per non parlare del business legato alle cave di materiale lapideo da impiegare in edilizia, talvolta oggetto degli appetiti della criminalità organizzata?
Così vediamo evaporare come neve al sole la retorica di quelle forze politiche secondo le quali le decisioni relative alle grandi opere pubbliche vanno prese con la partecipazione dei cittadini e non nelle oscure stanze delle segreterie di partito.
E’evidente che, per una qualsiasi forza politica, l’atteggiamento da tenere verso le opere pubbliche va sempre adattato al ruolo di minoranza (che spesso porta al contrasto) o al ruolo di governo (che spesso porta alla decisione di costruire). Purtroppo ai cittadini, raramente è dato di conoscere le implicazioni tecnico-economiche delle grandi opere e le proiezioni nel tempo dei costi e dei benefici potenzialmente arrecati agli utenti.
G. A.
(Cremona)

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