L'ANALISI
01 Marzo 2026 - 05:30
CREMONA - Protagonista della rubrica ‘Il medico risponde’ è la dottoressa Antonella Laiolo, direttore Vaccinazioni e Sorveglianza Malattie Infettive di Asst Cremona.
Cos’è il Papilloma virus? È molto diffuso?
Il Papilloma virus è molto diffuso ed è un virus a DNA, che contiene quindi questo filamento tipico di questa categoria. Infetta principalmente gli epiteli squamosi, cioè la parte più superficiale della pelle e delle mucose, come ad esempio la cervice uterina, dove avviene una transizione cellulare di tipo squamoso. Esistono molti tipi, detti genotipi: appartengono alla stessa categoria ma si differenziano per alcune caratteristiche. I più ‘cattivi’ sono i ceppi 16 e 18, perché presentano il rischio più alto. L’infezione può manifestarsi subito con condilomi, cioè verruche genitali, oppure rimanere latente e, dopo anni, evolvere in lesioni tumorali; i ceppi 16 e 18 sono quelli più inclini a questo sviluppo. Il virus si trasmette principalmente per contatto sessuale, prediligendo gli epiteli dei genitali, sia interni sia esterni, ma anche altre zone che possono entrare in contatto, come gola e corde vocali. Otto persone su dieci, nel corso della vita, entrano in contatto con il virus: non tutte sviluppano la forma tumorale, ma contribuiscono a mantenerlo in circolazione. La trasmissione è molto facile, e circa la metà delle donne contrae il virus entro due o tre anni dal primo rapporto, perciò è consigliabile proteggersi prima dei primi rapporti sessuali.
Quali problemi comporta?
«Può provocare condilomi, cioè verruche genitali non dolenti, che rappresentano il segnale dell’infezione e dell’azione del virus sulle cellule, potenzialmente destinata a evolvere in lesione tumorale. È stato classificato come secondo agente patogeno principale nella causa di tumori: provoca quasi tutti, il 99%, dei tumori della cervice. È inoltre responsabile del 95% dei tumori anali, del 70-75% dei tumori orofaringei e delle corde vocali e della metà dei tumori dei genitali esterni, rappresentando quindi un problema che interessa sia maschi sia femmine».
Come ci si può difendere?
«L’unica difesa è la vaccinazione. L’uso del profilattico non è sufficiente, perché il contatto non avviene solo nelle parti coperte. Il vaccino non è vivo, quindi non contiene germe attivo e non si può contrarre l’infezione tramite la somministrazione: si tratta di una risorsa di prevenzione. È più efficace se somministrato prima del primo rapporto, ma riduce anche le recidive e la ricorrenza neoplastica in chi ha già avuto lesioni. Si può somministrare dai 9 anni in su, senza limiti di età. Nel 12º anno di vita maschi e femmine ricevono la chiamata attiva. Fino ai 15 anni sono previste due dosi, dai 15 anni in su tre dosi. Il vaccino garantisce protezione di lunga durata e non richiede richiami, con un’efficacia che rasenta il 100%. Nei Paesi che lo hanno introdotto si è osservata una riduzione fino all’89% dei tumori della cervice nelle giovani donne».
Ci sono problemi legati al vaccino?
«È molto ben tollerato. L’unico limite è la gratuità: in Lombardia è gratuito fino ai 26 anni, oltre i 27 anni si perde la gratuità salvo condizioni di rischio clinico come HIV, lesioni tumorali già presenti o immunodepressione. Funziona meglio se usato a scopo preventivo. Nelle donne già trattate per lesioni di alto grado si è vista una riduzione delle ricorrenze dal 40 all’80%. È un ottimo prodotto».
Un consiglio da lasciare?
«È importante cogliere l’occasione della vaccinazione nel 12º anno di vita. Il Codice europeo contro il cancro, stilato dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, al punto 11 raccomanda di assicurarsi che i figli partecipino ai programmi di vaccinazione contro Epatite B e Papilloma virus. Secondo Tedros Ghebreyesus, direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ‘Si può sconfiggere il cancro del collo dell’utero come problema di salute pubblica solo se uniamo potenza degli strumenti disponibili e ferrea determinazione ad aumentarne l’utilizzo a livello globale’».
La rubrica, realizzata insieme ad Asst di Cremona, può essere ascoltata sul sito del quotidiano La Provincia di Cremona e di Crema e sul suo canale YouTube.
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