L'ANALISI
28 Febbraio 2026 - 12:05
CREMONA - Sei mesi di partite, due terzi di campionato, e la Cremo ricomincia da zero. Zero punti di margine sulla zona retrocessione, zero sul conto in banca prosciugato come quello di uno scommettitore incallito, zero margini di errore rimasti.
E guarda caso, grazie a quella baggianata chiamata ritorno asimmetrico si ricomincia contro il Milan. Quel Milan battuto a domicilio alla prima di campionato, in una serata che adesso sembra irreale come un sogno di fine estate, dal quale siamo stati svegliati di soprassalto dalla sveglia della realtà. Anche il Milan allo Zini ricomincia da zero. Zero speranze di scudetto, dopo il ko interno col Parma.
La tradizione vuole i rossoneri spesso a disagio allo Zini. Ma realisticamente la speranza di non ritrovarsi da soli al terz’ultimo posto dopo questa giornata è tenuta in piedi dal fatto che il Lecce va a Como. E proprio al Lecce nel turno successivo si renderà visita in una partita sulla cui etichetta si legge in lettere scarlatte maneggiare con cura, rischio retrocessione.
E poi, in una specie di triangolare-salvezza, arriverà allo Zini la Fiorentina, squadra di taglia superiore ma alla quale l’impegno europeo potrebbe togliere qualche energia. Ma l’elefante nella stanza, la domanda delle domande, è: dove è finita la Cremo? Confesso che ho bigiato la partita dell’Olimpico, e mi sono risparmiato la ormai solita Cremo che sta in piedi finché non tira vento. Una Cremo che non sta facendo abbastanza per alimentare quella fiducia che Nicola reclama.
A due terzi di campionato la classifica è uno specchio che non dice bugie, e la classifica grigiorossa riflette una squadra inaridita sul piano fisico, delle idee e dell’intraprendenza. Una Cremo che di questi due terzi di cammino ne ha usato la prima parte per farsi un gruzzolo di punti, la seconda per buttarlo via. Urge invertire la rotta, se non si vuole andare a sbattere.
A Nicola mancherà ancora Baschirotto, assenza pesante soprattutto se Allegri schiererà il panzer Füllkrug. I nuovi innesti portano sostanza, ma ci vuole più qualità. Un posticino per Van de Putte lo si potrebbe trovare. Davanti poi il primo nome da scrivere in distinta è quello di Djuric, non perché di nome si chiama Milan ma per trasparenti motivi tattici. Restare passivi finché non si prende gol, con zero pericolosità e zero virgola possesso palla, è un piano partita inadeguato, per una Cremo allergica alla rimonta.
Allegri, che torna in panchina dopo squalifica, non ha Gabbia, Gimenez e Loftus-Cheek, e in vista del derby deve gestire i quattro diffidati, fra i quali Rabiot. In mezzo doppio playmaker con Jashari insieme a Modric. In conclusione, se puoi prestami un po’ del tuo ottimismo, perché non la vedo bene. E questo, finalmente, è un buon segno: perché io i pronostici non li azzecco mai.
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