Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

IL SETTORE PRIMARIO E IL CLIMA

Crisi climatica: «Fondo anti catastrofi per aiutare le imprese»

L’assessore regionale Rolfi in visita al Cremasco dopo la recente devastante tempesta. E sull’acqua annuncia una nuova deroga al Dmv che riguarderà tutti i fiumi lombardi

Paolo Gualandris

Email:

pgualandris@laprovinciacr.it

07 Giugno 2022 - 20:24

CREMA - «Porto la vicinanza della Regione, che farà di tutto per ottenere lo stato di calamità, e porto alle aziende l’invito ad assicurarsi. Di certo non posso portare illusioni». A poche ore dalla terribile gradinata che ha messo in ginocchio culture e aziende agricole di Crema e Cremasco, l’assessore all’Agricoltura, alimentazione e sistemi verdi Fabio Rolfi è arrivato in zona per rendersi contro in prima persona della situazione. E, per prima cosa, ha raggiunto la sede della Libera Associazione Agricoltori, dove ad attenderlo ha trovato il presidente provinciale e regionale Riccardo Crotti, il vice Alfredo Amedeo Ardigò, i direttori di Cremona, Andrea Belloli, e di Crema, Paolo Spadari.

Assessore, la grandinata devastante si somma a un periodo di siccità record. La Regione può avere un ruolo nel cercare di porre un rimedio a questa situazione nell’immediato e come strategia di lungo termine?


«Il cambiamento climatico non possiamo certo fermarlo a Milano, possiamo e dobbiamo, però, aiutare il comparto agricolo a essere più resiliente in termini concreti, non solo sulla recente grandinata, ma anche su tutte le altre che certamente avremo durante la stagione. Abbiamo già attivato le procedure per lo stato di calamità ben conoscendo le inefficienze dello Stato nei tempi e nelle entità dei rimborsi: sappiamo già che saranno solo parziali e che arriveranno tra qualche anno. Detto questo, sono tra i sostenitori del fondo catastrofale che partirà dal 1 gennaio 2023 e che dovrà essere ulteriormente potenziato, per una più efficiente politica di protezione del rischio. La Libera e Confagricoltura, portano avanti con molta forza e questa politica. Ed è giusto così: in Lombardia siamo al 46% di aziende coperte, siamo la realtà più efficiente in Italia, ma bisogna fare molto di più. Il fondo catastrofale è una soluzione intelligente: il 3% delle risorse del primo pilastro collocate in una assicurazione generale che proteggerà dalle problematiche del clima, dalla siccità alle grandinate ad altre calamità. Ma dobbiamo crederci».

L’altro grande fronte aperto è quello della siccità.


«È un anno terribilmente difficile, abbiamo riserve di acqua stimate sino a fine giugno. Il problema saranno le prossime irrigazioni. Abbiamo già fatto una deroga al Dmv, per accumulare più acqua nei laghi durante la fine dell’inverno e quindi oggi abbiamo più acqua di quanta ne avremmo avuta se non l’avessimo fatta. Giovedì, poi, avremo una giunta straordinaria dove porteremo una seconda deroga al dmv per consentire di andare sotto i livelli previsti della normativa in tutti i fiumi lombardi. Spetterà poi ai consorzi di bonifica attivarla. È una delibera molto forte dal punto di vista politico perché siamo consapevoli della situazione e non escludo che vi saranno altri interventi qualora la situazione peggiorasse».

Lei crede che sia possibile applicare tutto questo in concreto e subito, perché anche in passato ci sono stati problemi...


«Ci sono resistenze, situazioni nelle quali ognuno evidentemente tira l’acqua al proprio mulino, è proprio il caso di dirlo, e non dobbiamo dimenticare quanto successo negli anni passati, quando cioè azioni regionali purtroppo vennero frenate da ricorsi ai Tar. Stiamo cercando di costruire un procedimento di condivisione e, nel caso, siamo pronti a chiamare in causa anche il governo nazionale ».

Tornando sui danni da grandine: lei ha fatto riferimento ai limiti della burocrazia dello Stato. Nell’immediato la Regione può mettere sul piatto qualcosa che possa far superare l’emergenza? Perché le aziende hanno un problema immediato pratico quotidiano...


«Non possiamo mettere in campo risorse direttamente perché sconfineremmo nel campo degli aiuti di Stato. Possiamo però integrare il contributo statale, ma è la procedura che non funziona. Nell’immediato sono due le cose da fare: da un lato potenziare il settore del rischio e dall’altro chiediamo di regionalizzare le procedure sui rimborsi: finché aspettiamo mamma Roma i tempi lunghi sono inevitabili».

Il presidente Crotti ha posto il nodo-nitrati: restano problemi burocratici, perché mi dicono che quest’anno ci sarà una proroga fino a luglio: lo Stato deve fare un grande gesto nei confronti dei cittadini sul fronte dell’autocertificazione.


«Il presidente Crotti ha perfettamente ragione. Tra l’altro, sul decreto avicoli la battaglia l’abbiamo vinta per la prima volta: finalmente è passato il concetto dell’autocertificazione, un’idea proprio di Crotti. Ci sono due considerazioni da fare: la regione Lombardia ha derogato sul divieto fino al 31 dicembre dell’anno prossimo: è prevista la possibilità di utilizzare canaline, sia finanziate da Psr che no, per fertirrigare. Non è poca cosa perché concede più flessibilità alle aziende. Dovremmo poi dare battaglia con un lavoro di squadra nell’applicazione della norma sul digestato: siamo riusciti finalmente - dopo tre anni di trattative - a fare riconoscere un principio che scientificamente è notorio, cioè che il digestato è un fertilizzante. Abbiamo quindi in casa un’alternativa, green, al fertilizzante di sintesi. Nelle bozze di decreto che girano gli uffici dei vari ministeri si prevederebbe che si possa utilizzare come fertilizzante, ma solo nei limiti delle direttive nitrati. Il che significa che nella nostra pianura questo è un problema. Vince ancora una volta una fissazione ideologica animal ambientalista».

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400

Prossimi Eventi

Mediagallery

Prossimi EventiScopri tutti gli eventi