L'ANALISI
05 Marzo 2026 - 05:30
L'arrivo a Malpensa
CREMA - È rientrata con altri 200 studenti, bloccati a Dubai per quattro giorni. E il ritorno è avvenuto con il volo, atterrato a Malpensa l’altra sera. Ludovica Berneri, studentessa che frequenta la seconda classe del liceo linguistico Shakespeare, si trovava negli Emirati, impegnata in un’esperienza come ‘ambasciatrice del futuro’ dell’Onu. Una settimana in un contesto internazionale affascinante e stimolante.
Purtroppo, nel giro di poche ore, dopo l’inizio delle operazioni militari di Usa e Israele contro l’Iran e la risposta da parte di Teheran contro i Paesi del Golfo, il suo viaggio si è trasformato in un incubo. Il volo di ritorno, previsto per sabato primo marzo 2026, è stato annullato per la chiusura dello spazio aereo, a causa degli attacchi con droni e missili da parte del regime degli Ayatollah.
Unica studentessa delle superiori di Crema presente, Ludovica, lodigiana, ha trascorso una settimana entusiasmante. Lei e gli altri ragazzi hanno impersonato i delegati Onu di tutti i Paesi del mondo. Una settimana caratterizzata anche dalle visite alla metropoli emiratina, ai grattacieli simbolo e dal tour nel deserto.

«Finalmente sono a casa, adesso sono serena — racconta — abbiamo vissuto giornate impegnative e angoscianti. Siamo praticamente rimasti sempre chiusi in hotel, tranne quando ci hanno spostati in un secondo albergo, in quanto nel primo non c’era più posto. Ci dicevano di stare lontani dalle finestre, per evitare rischi; restavamo in camera con le tende tirate».
In alcune occasioni, gli studenti sono stati anche costretti a lasciare le stanze per raggiungere il bunker sotterraneo. «Abbiamo dormito poco, di notte le esplosioni dei droni e dei missili intercettati dal sistema di difesa si sentivano, eccome — prosegue Ludovica — poi c’erano gli alert a tenerti sveglio. Sabato mattina, eravamo già pronti per partire. Ma abbiamo avuto il sentore che ci fosse qualcosa di strano, quando ci siamo accorti che l’albergo si era come svuotato. Poi ci hanno fermati, spiegandoci cosa stava succedendo».
Ragazzi e accompagnatori sono stati trasferiti martedì ad Abu Dabi, dove era pronto il volo di Stato per il rimpatrio del gruppo coinvolto nella simulazione diplomatica organizzata dal World Student Connection, progetto che riproduce le commissioni Onu.
«Ludovica è stata esemplare, ha saputo mantenere il controllo e rassicurarci — racconta la mamma Francesca Orvini —: per noi, sono stati giorni pervasi da un senso di impotenza, angoscia e paura. Merito va dato all’organizzazione del Wsc e al Governo, che hanno saputo organizzare il rientro in pochi giorni, in una situazione certo non facile».
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