L'ANALISI
REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA
06 Marzo 2026 - 18:50
CREMONA - Si è svolta oggi nella sede delle Acli un dibattito in vista del referendum sulla separazione delle carriere. Un confronto tra Micol Parati, presidente della Camera Penale di Cremona e Crema, per il 'sì', e Italo Sandrini, vice presidente nazionale delle Acli per il fronte del 'no'.
Avvocato Parati, perché un cittadino dovrebbe votare sì?
«Buonasera a tutti, dovrebbe votare sì perché questa riforma porta a compimento un iter iniziato con la modifica dell'introduzione del Codice Vassalli del 1989, con la modifica della Costituzione, con l'articolo 111 e l'introduzione del giusto processo».
La separazione delle carriere fa diventare il giudice effettivamente terzo, quindi porta a compimento questo iter iniziato ormai da anni, non è una novità di questo Governo la separazione delle carriere. Avvocato Sandrini, perché dovrebbe votare no?
«Allora, noi come Acli diciamo che i motivi sono sia di metodo che di contenuto. Sul metodo pensiamo che la riforma, o presunta tale, abbia rispettato effettivamente quelle che sono almeno l'etica costituzionale. Crediamo che ci siano state delle tappe forzate, oltre al fatto che crediamo che questa riforma non vada a colpire effettivamente quelli che sono i problemi della giustizia sia civile che penale. Inoltre vengono introdotti degli organismi che anche se non direttamente ma indirettamente potrebbero influenzare un giudice e noi come Acli non siamo né per i partiti né per la magistratura ma siamo per i cittadini e vorremmo che i cittadini nel momento in cui si trovano davanti a un giudice sia veramente terzo e parziale e soprattutto che la legge sia uguale per tutti».
Avvocato Paratici, chi teme o chi ritiene che questa riforma sia a beneficio non dei cittadini ma dei politici?
«In realtà è a beneficio di tutti i cittadini proprio perché un giudice terzo indipendente non dà la possibilità alla òpolitica di ingerenze. Con questa riforma la magistratura rimane assolutamente autonoma e indipendente e l'articolo 104 lo dimostra, ma soprattutto diventa indipendente dall'esterno e dall'interno, quindi i giudici saranno indipendenti anche dai pubblici ministeri, saranno giudici più liberi, più forti quindi tuteleranno meglio tutti i cittadini».
Secondo l'avvocato Sandrini invece da quanto ho capito i giudici potrebbero essere più deboli?
«Secondo me ci sarà una maggiore ingerenza della politica e poi non si capisce come mai ci sia tutta questa frenesia nel portare a compimento una riforma che peraltro è già stata superata perché la separazione delle funzioni esiste già. Evidentemente l'obiettivo è un altro».
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