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''La partita di pallone''

Ventisette scrittori parlano di calcio attraverso differenti punti di vista

Gigi Romani

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lromani@laprovinciadicremona.it

26 Giugno 2014 - 18:59

Ventisette scrittori parlano di calcio attraverso differenti punti di vista
''La partita di pallone''
di autori vari
pagine 418 € 15
Sellerio
Gioco amato, popolare, in grado di suscitare passioni viscerali. Gioco che smuove miliardi, legato a doppio filo al mercato e che attira spesso le attenzioni della criminalità. Gioco che accomuna campioni grandissimi, scapoli e ammogliati, ragazzini a cui bastano due magliette per delimitare il campo: in occasione dei Mondiali che si stanno disputando in Brasile, Sellerio pubblica un’antologia — La partita di pallone. Storie di calcio — dedicata non solo a chi ama questo sport, ma a chiunque apprezzi la buona scrittura. Ventisette autori tra loro diversi per anagrafe, luogo di nascita e lingua sono stati ‘convocati’ dai curatori Laura Grandi e Stefano Tettamanti che ripropongono scritti di Vladimir Dimitrijevic, Vasco Pratolini, Eduardo Galeano, Camilo José Cela, Manuel Vázquez Montalbán, Darwin Pastorin, Joe McGinnis, Ulf Peter Hallberg, Stefano Benni, Nick Hornby, Maurizio de Giovanni, Jean-Philipp Toussaint, Jim Shepard, Vittorio Sermonti, Davide Enia, Mario Soldati, Paolo Di Stefano, Gianfranco Calligarich, Osvaldo Soriano, Gabriele Romagnoli, Marco Weiss, Valerio Magrelli, Massimo Raffaeli, Cesare Fiumi, Gianni Brera, Gianni Mura ed Edmondo Berselli. «Le storie del calcio — sottolineano i curatori — sono state raccontate attraverso tutti i possibili generi letterari: romanzo e short story, naturalmente, ma anche poesia, memoir, saggio, articolo, diario, reportage, fiaba, intervista, canzone, graphic novel, fotografia». L’antologia dà conto di molti di questi generi, lasciando spazio anche al giornalismo letterario di Brera, Mura e Berselli. Tutti a raccontare una passione (quasi) planetaria, a rievocare i campionissimi e i gregari, gli eroi del passato e quelli di oggi, a vedere le cose dal campo o dagli spalti, da giocatori o da tifosi. «Il calcio — spiegano i curatori — offre un contributo essenziale alla letteratura e la letteratura riempie il calcio di parole e di nomi, trasformandolo in racconto, poesia, storia, epica e leggenda». Ed è proprio leggendo le pagine del libro che si capisce come il calcio non sia uno sport pari agli altri. Non il ciclismo, che pure sa essere epico, non il tennis, non il nuoto, non l’atletica, non il golf, non l’automobilismo: nessuno di questi sport sa suscitare le stesse emozioni — talvolta violente —, la stessa rabbia e la stessa passione. Emozioni, rabbia e passioni riscontrabili in contesti socio-geografici assai differenti tra loro. In una parola, il calcio sa essere leggenda.
Barbara Caffi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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