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15 dicembre 1949

Dopo 1880 anni Gerusalemme è capitale e dello Stato d'Israele

Annalisa Araldi

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15 Dicembre 2020 - 07:00

Dopo 1880 anni Gerusalemme è capitale e dello Stato d'Israele

GERUSALEMME, 14. — «Se  io ti scorderò o Gerusalemme, non mi possa più giovare della mano destra. S'attacchi la mia lingua al palato se non ti ricorderò, se non porrò Gerusalemme al di sopra di tutte le mie gioie».

Queste erano le parole del Salmo, questo le parole che hanno accolto l'on. David Ben Gurion, Presidente del Consiglio di Israele, quando questa mattina ha fatto il suo ingresso ufficiale nella Città Santa per prenderne possesso a nome della Nazione ebraica.

Il Primo ministro di Israele è giunto in automobile accolto da una immensa folla entusiasta che si era riversata nella Città da ogni parte del Paese; dappertutto bandiere, dappertutto festoni e cartelli con scritte inneggianti a Gerusalemme; ma proprio all'ingresso della Città vi era un grande striscione con la frase del Salmo. Ben Gurion ha alzato un momento lo sguardo ed ha sorriso di un sorriso velato di lacrima. Da quel momento Gerusalemme era la capitale della Nazione ebraica. Gli israeliti, attendevano questo giorno da 1880 anni.

L’attività politica che ha preceduto questo fatto di importanza storica e che mette Israele in lotta diretta contro l’ONU era stata intensa. Lunghe riunioni del Gabinetto, visite a Ben Gurion dell'ambasciatore degli Stati Uniti, al Presidente Weizmann di quello russo che si sarebbe recato dal Capo dello Stato per scusare l’atteggiamento del suo Governo e dei satelliti, sedute del Parlamento.

Durante questa seduta che ha portato alla decisione di trasportare a Gerusalemme la Capitale, l'on. Ben Gurion ha dichiarato nel corso del suo intervento: «Noi non possiamo condividere la decisione di separare Gerusalemme dal resto del Paese, violando senza alcuna ragione o necessità gli storici diritti naturali dei figli di Sion, e la volontà stessa degli abitanti della città. Per lo Stato di Israele la capitale è sempre stata e sempre sarà Gerusalemme l'Eterna. Così è stato per gli ultimi tremila anni, e così sarà sino alla fine dei tempi».

Poi sono intervenuti nella discussione i rappresentanti di tutti i partiti politici; dopo gli interventi, la votazione che è stata unanime.

Non solo il Mapai, o i Sionisti generali, o i religiosi, o il Partito della Libertà (ex Irgun Zvai Leumi) ma gli stessi deputati arabi, lo stesso Mapam fino a ieri accusato a torto di filocomunismo e gli stessi deputati comunisti che gettando a mare il dogma della fedeltà al Cremlino che ogni buon comunista dovrebbe sempre tener presente secondo i dettami del Cominform, hanno votato (dando una severa lezione a quei comunisti nostrani che all'Italia preferiscono i mongolici baffi di Stalin) secondo la loro coscienza, e secondo quanto richiedevano gli interessi della loro Patria.

Di fronte a tale votazione il Governo non ha atteso; e poche ore dopo la decisione de Parlamento era tradotta in atto. Ben Gurion entrava a Gerusalemme e contemporaneamente aveva inizio il trasferimento dei vari Ministeri. Anche l'ufficio della Presidenza della Repubblica viene trasferito nella Città Santa e questa sera si diceva negli ambienti politici di Rehovot, città di di residenza del Presidente della Repubblica, che S. E. Chaim Weizmann farà il suo ingresso domani nella storica capitale di Israele. La prima volta che il Presidente della Repubblica ha fatto la sua visita ufficiale a Gerusalemme, è stato lo scorso febbraio, in occasione della inaugurazione del primo Parlamento ebraico.

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