L'ANALISI
VERSO IL REFERENDUM
15 Febbraio 2026 - 20:06
CREMONA - «Intervengo quale portavoce del comitato cremonese per il ‘No’ per rivendicare che non tutta l'avvocatura si è schierata a favore di questa riforma. L'unione camere penali con i suoi 10 mila iscritti su 230.000 avvocati attivi, rappresenta solo il 4% dell'avvocatura italiana. Come comitato per il ‘No’ riteniamo che questa riforma, dal punto di vista della professione forense, sia perfettamente inutile; la separazione delle carriere, che di fatto esiste già, non cambierà di una virgola, se non in termini peggiorativi, il rapporto tra pm e difesa nel processo». Lo scrive Lapo Pasquetti in risposta al comitato per il ‘Sì’ al referendum costituzionale sulla separazione delle carriere di pm e giudici, in particolare a Micol Parati, presidente della Camera penale Sandro Bocchi, portavoce del comitato cremonese.
«Il pm sarà sempre più spinto a diventare l'avvocato della polizia giudiziaria - continua Pasquetti -, con strumenti professionali che non tutti gli avvocati e i loro clienti potranno permettersi, nella ricerca della prova. Non credo quindi che questa separazione, caratterizzata da due CSM e da un'Alta Corte Disciplinare, sulla cui composizione e funzione giurisdizionale esclusiva per entrambi i gradi di giudizio nel procedimento disciplinare per i magistrati, con esclusione del giudizio di legittimità, peraltro previsto dalla Costituzione in ogni altra giurisdizione, si è già espressa negativamente la CEDU con sentenza depositata lo scorso 5 febbraio nel caso Morawiec/Polonia per violazione del principio del giusto processo, avrà qualche ricaduta in termini di qualità del processo e di giustizia delle decisioni. Sulla questione del correntismo all'interno del CSM non sono qui a negare il problema, ma riconoscere il problema non significa accettare una soluzione sbagliata».
«Le correnti nascono da un sistema di elezione del CSM che oggi premia la logica dell'appartenenza - prosegue -. Il vero problema è lì, nella legge elettorale del CSM, nel meccanismo che trasforma i magistrati in candidati sostenuti da tessere e correnti. Era sufficiente intervenire con legge ordinaria per modificare questi meccanismi. La riforma, invece di indebolire le correnti, paradossalmente, le rafforzerà creando due CSM, due mondi più piccoli e più chiusi, dove le logiche di corrente diverranno ancor più pervasive. Senza parlare del triplicamento dei costi per mantenere i tre nuovi organismi, in un settore, la giustizia, che vive da decenni enormi difficoltà per le risorse insufficienti che comportano processi lunghissimi e disfunzioni di tutto il sistema, con ulteriori ricadute negative per i cittadini».
«Sugli attacchi a Gratteri credo che le sue parole, estrapolate dal contesto in cui sono state pronunciate, siano state malevolmente equivocate a fini propagandistici. Gratteri da anni è in prima linea nella lotta alla mafia, e credo che il suo sacrificio personale per il bene del nostro Paese meriti rispetto soprattutto da parte delle Istituzioni, che invece mi sembra siano ormai scese nell'agone politico con modalità da tifoseria. Come ha esortato anche il Presidente del CNF, mi auguro che l'avvocatura possa contribuire ad alimentare il dibattito pubblico sul referendum, con razionalità e pacatezza dei toni» conclude Pasquetti.
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