L'ANALISI
NELLE AULE DI GIUSTIZA
20 Febbraio 2026 - 18:12
Il tribunale di Cremona
CREMONA - Il vicino di casa ha due cani, ma lei non li sopporta. E che fa? Prende una stecca da biliardo, lo colpisce -con violenza - al braccio destro non una, ma due, tre volte. Lui riesce a disarmarla: 4 giorni di prognosi e querela.
Se la Procura lo ha considerato «un fatto di lieve entità», non lo è per il gip, che nel rigettare la richiesta di archiviazione avanzata dal pm, ordinando l’imputazione a carico dell’indagata, ha dato ragione al vicino aggredito, assistito dall’avvocato Valeria Ferri.
Per il gip, le modalità della condotta aggressiva e l’intensità del dolo (dopo un primo alterco verbale, l’indagata è rincasata per munirsi della mazza con cui ha ripetutamente colpito il vicino sino a che lui non è riuscito a disarmarla), impediscono di qualificare il fatto come di particolare tenuità.
La vicenda che vede protagonisti i due condomini, lei di 66 anni, lui di 44, risale all’1 febbraio del 2024. Lei prima ha insultato pesantemente il vicino al citofono: ‘Fate schifo, pezzo di ..., è pieno di piscio giù, terrone’.
Nell’opposizione alla richiesta di archiviazione, l’avvocato Ferri ha così ricostruito i fatti: «Poiché i rapporti di vicinato erano sempre stati tesi a causa dell’avversione della signora verso i cani, il mio assistito è uscito di casa, si è fermato sul pianerottolo per capire per quale motivo la condomina si fosse alterata a tal punto, considerando che i cani erano in casa (tra l’altro quello più anziano dormiva tranquillo sul balcone)».
La vicina stava salendo le scale, è entrata in casa, ha afferrato la stecca da biliardo (60 centimetri di lunghezza), è uscita e ha colpito ripetutamente il condomino.
Nell’opposizione alla richiesta di archiviazione accolta dal gip, il legale ha sottolineato come non si potesse considerare il fatto di «lieve tenuità», perché la vicina «ha fatto uso di un’arma impropria (una mazza con impugnatura di stecca da biliardo, in parte in metallo)».
Per l’avvocato ci sono i ‘futili motivi’: «Le annotazioni di polizia giudiziaria dimostrano altresì che la condomina mal sopportava la presenza dei cani del mio assistito (in ogni casi ammessi in condominio). E la ‘premeditazione’: «La condomina dapprima ha citofonato al mio assistito e, allorquando questi è uscito di casa per chiedere spiegazioni, lo ha aggredito» con la stecca da biliardo e si è fermata solo perché disarmata.
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