L'ANALISI
16 Febbraio 2026 - 15:30
CREMONA - Una caduta fatale è costata la vita a un operaio in un nuovo, tragico, incidente sul lavoro nel cuore della città. Rumeno di 55 anni e residente a Ghisalba, nella bergamasca, si chiamava Catalin Moise Robu. Il cortile del palazzo al civico 7, dove la vittima e il titolare dell’azienda edile stavano svolgendo il sopralluogo sul tetto, oggi era avvolto da un silenzio rotto solo dalle voci di carabinieri e vigili del fuoco impegnati negli accertamenti. Pochi minuti prima l’urlo, le sirene e la corsa disperata dei soccorsi.

Erano circa le 14.30 quando al 118 arriva la chiamata da un condominio del centro: un operaio, al lavoro per la ristrutturazione del tetto su una piattaforma elevatrice ed era caduto dal cestello, precipitando da 10 metri di altezza. All’arrivo dei soccorsi però, non c’è stato più niente da fare: per il 55enne i sanitari non hanno potuto che constatare il decesso, immediato dopo l’impatto violentissimo.
L’uomo, originario del bergamasco così come la ditta per cui lavorava, era salito su una piattaforma aerea per raggiungere il tetto per localizzare e sistemare un’infiltrazione. Giunti al livello delle tegole l’operaio si sarebbe sporto troppo per ispezionare il tetto con precisione. Un gesto semplice, di chi si muove con disinvoltura a quelle altezze. Ma questa volta qualcosa è andato storto: l’uomo sarebbe scivolato, precipitando a terra dopo un volto di oltre 10 metri.

Ambulanza e automedica sono giunte sul posto poco dopo ma il personale sanitario non ha potuto prestare soccorso all’uomo, già deceduto. Sulla scena sono intervenuti anche i carabinieri della radiomobile, i carabinieri dell’ispettorato del lavoro, i vigili del fuoco e il personale dell’ATS Valpadana.
Poco dopo è arrivato anche il magistrato di turno Paolo Rizzardi, per coordinare gli accertamenti e ricostruire l’esatta dinamica di quanto accaduto, vagliando anche eventuali inottemperanze in materia di rispetto delle norme della sicurezza sul lavoro. Dopo alcune ore sul luogo dell’incidente è arrivata l’auto che ha portato la salma all’obitorio di Cremona, dove l’autorità giudiziaria deciderà se disporre o meno l’autopsia. Nel pomeriggio di oggi la notizia è arrivata, dopo la comunicazione ai famigliari della vittima, anche in bergamasca.

Sull’incidente ha preso parola con un duro comunicato anche la Cgil di Bergamo: «Un altro morto sul lavoro, di nuovo in un cantiere edile, di nuovo con una caduta dall’alto. Alla sua famiglia e ai suoi cari va la nostra vicinanza. Ma ogni volta succede la stessa cosa: si conta la vittima, si esprime cordoglio e poi tutto continua come prima. Intanto i numeri continuano a peggiorare. Questo è inaccettabile. La sicurezza non può restare sulla carta né essere trattata come un costo da tagliare. Servono scelte concrete, formazione vera, controlli seri. Perché morire di lavoro, nel 2026, non è una fatalità: è un fallimento che si ripete».
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