Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

6 dicembre 1958

Varata la prima petroliera per la linea Venezia-Cremona

Magnifica realizzazione tecnica dei cantieri «Nettuno» di Boretto

Annalisa Araldi

Email:

aaraldi@publia.it

06 Dicembre 2020 - 07:00

Varata la prima petroliera per la linea Venezia-Cremona

Sarà seguita da una gemella a fine mese e da altre due a fine maggio. La flottiglia destinata ai trasporti del greggio della Raffineria «Italia»

Mentre vanno accentuandosi le polemiche campanilistiche a proposito della navigazione del Po, con ritorni di fiamma di alcuni tecnici riesumatori di vecchi progetti superati dai tempi e dalle esigenze per impedire o intralciare la realizzazione dell'unica vera grande linea di navigazione, quella del Po da Venezia a Cremona, ecco ancora una volta che si può registrare un fatto concreto, positivo, eloquente.

A Boretto è stata varata la prima motocisterna destinata ai servizi di trasporti petroliferi della Raffineria «Italia» di Cremona. La Società Camangi, che per prima diede inizio audacemente alla ripresa dei traffici da Cremona a Venezia, può dire finalmente di avere a disposizione la prima petroliera, a conferma di un piano di sviluppo industriale che rappresenta l'unica speranza di rinascita per una provincia giustamente chiamata «area depressa».

Non si tratta di una nave comune. Il Cantiere Navale «Nettuno» di Boretto è l'unico cantiere di terraferma esistente in Italia; a metà strada fluviale tra le foci del Po e Cremona, rappresenta oggi, anche se nella terra del lambrusco e del granoturco, in mezzo a ortaglie e vigneti, il più moderno complesso attrezzato per costruzioni di naviglio marino-fluviale. Non si possono non citare ad esempio quelle due magnifiche navi-cisterna (la «Flavia» e l'«Agipgas II») che sono state le prime due navi costruite nel mondo per il trasporto di gas liquidi via mare; né quella grandiosa nave, la «Ferrara», che da tempo compie i servizi fra Rio Grande del Sud e Porto Alegre, navigando dal fiume al mare.

L'ing. Fausto Violi, direttore del cantiere, ha saputo ormai porsi all'attenzione del mondo nel campo delle costruzioni navali ed i suoi progetti richiamano i consensi di quel «Lloyd's Register of Shipping» che è il massimo organo in materia. Questo abbiamo voluto dire per dimostrare che la flotta di petroliere in costruzione a Boretto per la società Camangi è quanto di meglio tecnicamente si può realizzare.

Esaminiamo la prima nave cisterna ora varata. Si chiama «Gabriella M.» e disloca 1200 tonnellate con un carico utile da 800 a 900 tonnellate (a secondo della densità del liquido); ha un pescaggio minimo di 30 centimetri ed uno massimo di metri 1,80. Caratteristiche fondamentali sono la struttura leggerissima che sfiora la costruzione aeronautica (il progettista ingegner Violi proviene proprio dall'Arma aerea); tutti i movimenti di bordo sono comandati elettricamente da tre tensioni; c'è il radar, il radiotelefono, le timoniere idrauliche; ci sono cabine, docce, saletta da pranzo, cabine per ospiti.

La nave è di proprietà della Società di Navigazione Alta Italia di cui è presidente il gr. uff. Alberto Camangi; è la prima di una piccola flotta: la seconda cisterna sarà pronta entro dicembre, altre due entro maggio, un piano ardimentoso con naviglio assolutamente unico nel suo genere, sì da potersi dire che queste navi (e la prima ormai è in acqua) sono i più moderni mezzi del genere esistenti nei per trasporti fluviali e marini nello stesso tempo. Non si dimentichi infatti che queste navi della Raffineria cremonese debbano percorrere anche un buon tratto di mare dalle foci del Po a Venezia-Marghera.

Allora tutto è risolto per la navigazione dall'Adriatico a Cremona? Purtroppo no; la navigazione sino a Mantova è stata resa totalmente possibile, dall'opera egregia del Magistrato del Po, per navi sino a mille tonnellate: resta ora il completamento di determinate opere idrauliche dalla foce Mincio a foce Adda. A tale riguardo non si può a questo punto non sottolineare con una certa preoccupazione il «cambio di guardia» effettuato al comando dei Magistrato del Po a Parma: sono stati ultimamente trasferiti due valentissimi e competentissimi dirigenti, l'ing. Rossini e l'ing. Perini; questi valorosi tecnici che da un ventennio si sono prodigati per le opere di regolamentazione del Po, hanno logicamente, lasciato un vuoto molto difficilmente colmabile.

Nonostante tutto, però, le nuove navi della Camangi potranno navigare il Po sino a Cremona almeno per dieci mesi all'anno e con un carico medio di 700 tonnellate. A questo punto non si può non rilevare come proprio il problema della navigazione interna venga a risolvere tante incognite di ordine economico. Già è stato detto cosa rappresenta il Reno per la Germania; già si sa cosa significa, per i costi di produzione, un trasporto a prezzo ridotto; lo stesso onorevole Giovanni Lombardi non ha mancato, nel suo ultimo intervento alla Camera, di richiamare appunto l'attenzione del Governo su questo grande fiume quasi completamente inutilizzato e che può essere considerato come la più grande «autostrada industriale» d'Europa.

Questo concetto, che lo stesso ministro del Bilancio, on. Medici, in occasione di un convegno a Boretto e di una visita alla Raffineria «Italia» non ha mancato di sottolineare, riguarda direttamente il futuro di tutta la Val Padana con particolare riferimento per il cremonese: una volta che sarà realizzata la grande linea di navigazione, tutti i trasporti pesanti seguiranno questa strada e ciò basta a dare una visuale di quelle grandiose possibilità commerciali ed industriali che verrebbero a gravitare sulla nostra provincia.

Ma c'è anche un fattore d'urgenza di ordine speciale. Si sa con quanta passione il ministro Togni va seguendo il problema del traffico stradale, traffico che ha, raggiunto punte tali da obbligare persino i Prefetti ad emettere decreti di limitazione; ebbene si tenga conto che una nave cisterna di 800 tonn. di carico porta quanto 50 autobotti; in proporzione diversa cariche di altro genere; se la gran parte del traffico pesante venisse convogliato lungo il Po, come sarebbero ben più «libere» le nostre strade!

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400

Prossimi Eventi

Mediagallery

VideoGallery