L'ANALISI
JUKEBOX GRIGIOROSSO
07 Marzo 2026 - 12:05
CREMONA - Secondo te, suona meglio dire che la Cremo ha fatto un gol nelle ultime otto partite, o che ne ha fatti tre nelle ultime tredici? Siamo al nocciolo della stagione, e ci arriviamo con un classico scenario da thriller: tre squadre sedute sullo sgabello che scotta, quel terz’ultimo sgabello che alla fine arrostirà le terga della terza retrocessa con Pisa e Verona.
Secca riconoscerlo, ma la Cremo è una delle maggiori indiziate, e, dalla ormai remota ultima vittoria, proprio col Lecce a inizio dicembre, ha fatto di tutto per attirare su di sé i sospetti più pesanti. Nove sconfitte e quattro pareggi, gol fatti zero virgola due a partita, presi… beh basta, non è il momento di deprimerci.
Al contrario, è il momento di rispolverare l’orgoglio grigiorosso, di rimettersi a fare i risultati. E quindi, a fare i gol. La Cremo dopo il 2-0 sul Lecce, aveva il settimo attacco. Poi, senza preavviso, lo schioppo grigiorosso è diventato un fucile ad acqua. In certe partite sembrava di giocare su un campo con una porta sola, la nostra. Ed eccoci a oggi.
Con la Cremo alle prese oltretutto con una situazione psicologica delicatissima. Come un ciclista ripreso dopo una lunga fuga, per restare in corsa bisogna resettare anzitutto la testa. E non c’è tempo, perché le partite capestro sono già qui. A partire dal ritorno con il Lecce, che al contrario di noi di illusioni non se ne è mai fatte, ed è quindi più preparato alla lotta nel fango. Mettici le assenze, dal totem Baschirotto che lascia a Maleh l’esclusiva della partita da ex, a Terracciano, e la missione puzza di bruciato lontano un miglio.
Anche il Lecce segna poco, e anche il Lecce avrà paura, la sua gente proverà a spingerlo ma non sempre il fattore campo fa l’effetto giusto, anzi certe partite si giocano a mente più libera senza il fiato del tifo sul collo. Si gioca in una città che è un museo del barocco a cielo aperto ma allo stadio di via del Mare niente spettacolo, scocca l’ora delle partite giocate con la palla medica.
La gara col Milan ha detto che la Cremo è viva, Vandeputte le ha ridato una certa verve, i nuovi funzionano. La prestazione in senso generico non mancherà. Ma poi bisogna ricominciare a fare gol. Lecce non darà una sentenza senza appello, ma indirizzerà la lunga corsa salvezza. E bisogna che la cooperativa grigiorossa del gol si inventi qualcosa. Qualche lampo di Van de Putte, qualche cross messo in mezzo possibilmente un po’ più alla svelta da Pezzella, le incursioni di Thorsby, sulla fascia destra un Barbieri più lucido o uno Zerbin più coraggioso; e poi, certo, gli attaccanti.
A proposito di attaccanti, ho un attacco di nostalgia. C’era una volta una Cremo, la Cremo di Gigi Simoni, che davanti aveva i denti, anzi i Dentoni, cioè Gustavo Abel Dezotti e Andrea Tentoni, che prendevano le difese a morsi feroci.
Nessuno pretende che d’incanto le nostre punte attuali si trasformino in Gustavo Abel o in Andrea, ma credo sia lecito sperare che a questa Cremo spuntino finalmente, se non i Dentoni di una volta, almeno un paio di normalissimi denti davanti. La salvezza passa per i gol ritrovati, da Lecce in avanti. E allora vai Cremo, ricomincia a correre. Quando, se non adesso? E come, se non facendo questi benedetti gol?
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