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20 novembre 1985

Gorbaciov e Reagan si sorridono

e decidono di non dire nulla alla stampa

Gorbaciov e Reagan si sorridono

Il «vertice di Ginevra» è cominciato con colloqui fitti e concreti

L'avvio è sembrato propizio - Calorose strette di mano - Deciso un totale «black out» informativo sino alla fine del «summit» - Al primo incontro a quattr'occhi è seguito un colloquio allargato alle due delegazioni - I due leaders si sono rivisti nel pomeriggio e poi a cena - Per Gorbaciov esistono i presupposti per un dialogo positivo - Reagan ha definito il primo impatto «cordiale e concreto» - Probabilmente anche Gorbaciov riferirà ai propri alleati (come farà Reagan a Bruxelles) in un vertice del Patto di Varsavia

GINEVRA, 19. - Il ghiaccio è rotto. Per ora soltanto questo è possibile dire con assoluta certezza. Dopo la lunga stagione della guerra fredda, Ronald Reagan e Mikhail Gorbaciov si sono stretti la mano dando vita alla prima giornata del «vertice » russo-americano. Bisogna dire subito che lo storico incontro davanti all'ingresso della villa ottocentesca sul lago Lemano, con Reagan senza cappotto nei panni di Anfitrione e con Gorbaciov pronto alla battuta e al sorriso, ha davvero segnato un momento cruciale nei rapporti tra le due superpotenze. Si è subito avuta la percezione che — al di là del copione — i protagonisti del «summit» non avevano intenzione di dar vita ad una recita per i rispettivi uditore ma che fossero intenzionati a discutere seriamente, senza remore, sui temi fondamentali che dividono le principali nazioni del pianeta.

Questa impressione è stata confermata dalla prima «vera» notizia emersa dopo il colloquio iniziale tra Reagan e Gorbaciov, un colloquio durato oltre un'ora anziché i quindici minuti previsti. I due interlocutori si sono accordati per non diffondere informazioni sull'andamento dei colloqui fino alla conclusione dei medesimi: un «black out» totale, decretato dai rispettivi leaders per non turbare l'atmosfera con fughe di notizie.

In conseguenza del «black out», sono saltati tutti gli appuntamenti fissati in precedenza dagli esponenti dell'amministrazione Reagan con i giornalisti (Shultz ha annullato una conferenza stampa prevista per il pomeriggio). I giornalisti dovranno dunque attendere sino alla mattinata di giovedì per sapere quali risultati sono stati raggiunti da Reagan e Gorbaciov. Sul piano sostanziale, però, la decisione dei due statisti di far calare il silenzio-stampa sul vertice può significare che Reagan e Gorbaciov hanno qualcosa di importante da dirsi e non si limiteranno a discettare sui rispettivi punti di vista.

L'annuncio del «black out» è stato dato stamane dal portavoce di Reagan, Speaks; subito dopo è stato confermato dall'omologo sovietico Zamyatin. L'esponente sovietico è stato un po' più loquace del suo collega americano e ha detto che, nel corso del primo incontro, Reagan e Gorbaciov hanno «fatto conoscenza» e sono entrati nella «sostanza» dei problemi politici. Zamyatin non ha escluso che il «summit» possa avere una coda anche giovedì mattina con un incontro supplementare tra i due leaders.

Il colloquio mattutino è durato complessivamente due ore e venti minuti, ed è stato allargato alle rispettive delegazioni. Subito dopo, Gorbaciov ha risposto alla domanda di un giornalista, dicendo che esistono i presupposti per un buon dialogo. «L'idea di anticipare la prossima tornata dei negoziati per il disarmo mi sembra buona», ha soggiunto il leader sovietico. A chi gli chiedeva se fosse esatta la definizione che danno di lui («un sorriso affascinante e denti di acciaio»), il capo del Cremlino ha risposto con prontezza: «Per adesso non c'è conferma, uso ancora i miei denti. Rispondendo al senso profondo  della vostra domanda posso dire che Reagan ed io abbiamo ragione di credere che possiamo avere una buona conversazione. Affrettatevi, non cercate di sapere tutto in anticipo», ha consigliato il segretario del PCUS ai giornalisti che al capo della Casa Bianca hanno strappato solo due aggettivi a caratterizzazione dell'incontro a due: «Cordial and business like», cioè cordiale, e concreto. In un ciclostile diffuso dai giornalisti testimoni oculari della «storica stretta di mano», è scritto che dopo le fine del summit di Ginevra Gorbaciov dovrebbe andare direttamente a Praga per un vertice dei paesi del Patto di Varsavia: lo si è saputo da un collega dell'Europa orientale. Il vertice di Praga non sembra inverosimile tenendo conto che sulla via del ritorno a Washington Reagan farà qualcosa di analogo: si fermerà per due ore a Bruxelles, dove informerà i leaders dei paesi dell'Alleanza atlantica sui risultati di Ginevra.

19 Novembre 2020