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31 agosto 1962

Trecento violini tzigani davanti alla grotta di Bernadette

I "figli del Vento,, marciano verso Lourdes

Annalisa Araldi

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aaraldi@publia.it

31 Agosto 2020 - 07:00

Trecento violini tzigani davanti alla grotta di Bernadette

Oggi la città dei miracoli vedrà uno spettacolo che in cento anni di storia non aveva mai registrato - Su carri e «fuori serie» 5.000 zingari sono andati verso la luce sulle strade d'Europa

Da oltre un secolo, le folle che vanno a Lourdes in pellegrinaggio si incrociano con le carovane dei malati. Ogni giorno, ogni ora, questi sono mischiati ai fedeli  e se da principio si prova come un sottile spavento di tutti quei dolori e di tutte quelle sciagure fisiche, poi si ha la sensazione folgorante che la preghiera è la forza più grande del mondo. Lourdes è l'unico posto detta Terra dove si possano vedere più di 60.000 persone inginocchiate che partono all'assalto del Cielo.

TRECENTO VIOLINI
Ma oggi, la città dei miracoli vedrà uno spettacolo che cento anni di storia eccezionale non avevano mai registrato: più di trecento violini tzigani davanti alla grotta di Bernadette, in un atto di amore e di fede suoneranno le musiche struggenti e misteriose dei «figli del vento».

Per le strade di Francia, dell' Italia, della Spagna, e di tutta l'Europa le carovane degli zingari marciano verso Lourdes: sono quasi cinquemila persone che vanno, montate sui carri colorati e cenciosi, o ammassate in grosse e ormai vecchie fuoriserie comprate chissà come e chissà dove, unica concessione al progresso di una razza che fa dell’immobilismo un costume. Hanno un voto da sciogliere, i figli del vento — come essi si chiamano — o una grazia da chiedere? Nessuno ne sa niente; gli zingari dicono «chi parla poco parla già troppo», e questo riserbo che li accompagna verso Lourdes potrebbe già avere il valore di una preghiera.

Per niente emotiva, e piuttosto sperimentale, la polizia francese ha però predisposto un servizio speciale per i giorni in cui, uscendo dagli accampamenti provvisori alle porte di Lourdes la folla degli zingari si riverserà tra le folle dei fedeli. Circa venti o trenta furti infatti e una media di dieci truffette, sono il bilancio annuale di Saintes-Maries-de-la-Mer, in Camargue, quando vi arrivano gli zingari per onorare Santa Sara, la loro patrona.

UN ENIGMA APPASSIONANTE
Tuttavia sarebbe ingiusto giudicare questo popolo strano dai soli……fatti d'arme. C'è un appassionante enigma degli zingari e c'è la poesia della vita zingaresca.

Chi li dice originari dell’Asia e chi dell'Africa, ma essi sono ancora meno conosciuti dei pigmei africani o dei papuasi della Nuova Guinea: tutti conoscono le loro donne dalle lunghe sottane ondeggianti e cariche di ori veri e falsi, ma pochi conoscono le antiche leggende, e i riti misteriosi e le strane leggi che fanno di essi un popolo in margine di tutti i popoli.

Gelosamente conservati intatti da secoli, gli zingari hanno forse i più strani cerimoniali che accompagnano un uomo dalla nascita alla morte. Il battesimo è la più grande festa tzigana. Si canta, si suona e si danza per un giorno intero, e se è nato un maschio tutta la tribù si disputa l'onore di battezzarlo perchè un padrino viene «dopo Dio e prima del padre». Se nasce invece una femmina l’onore è un po' più debole, e il padre chi gli battezza la figlia se lo deve cercare. Ma in un caso o nell'altro dal momento che il padrino ha messo al collo del neonato la medaglia della Vergine e,  senza che nessuno trovi nella vicinanza qualcosa di anormale, l'inevitabile talismano magico, tra gli interessati si stabilisce un rapporto più forte di ogni parentela.

Questi popolo che viene chiamato zingaro, o gitano o romi, o tzigano, è ovunque impregnato di antichi riti e sempre uguale a se stesso da più di mille anni.

Il silenzio è suo amico: ora fa parlare di sé per quella affascinante marcia verso la città dei miracoli, poi riprenderà la strada del vento portando negli occhi la inguaribile nostalgia di un paese impossibile chiamato libertà: e di lui non si parlerà per un pezzo.

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