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Giovedì 01 Ottobre 2020

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6 agosto 1974

«Italicus»: attentato sul treno Roma-Brennero

Ferma e sdegnata reazione degli italiani a garanzia che il terrorismo non può avere un domani politico

«Italicus»: attentato sul treno Roma-Brennero

Composte manifestazioni in tutta Italia - Difficili e complesse le indagini - Un delirante volantino di «Ordine nero» che rivendica la paternità dell’atroce delitto - Un giovane sospetto è stato visto salire e scendere dal treno a Firenze - Le ricerche vengono condotte anche a Roma - Non ancora identificate tutte le vittime

Nella notte tra il 3 e il 4 agosto un ordigno è esploso sul treno «Italicus» Roma-Brennero mentre il convoglio usciva da una lunga galleria. La carrozza sulla quale è avvenuta l’esplosione è stata letteralmente sventrata e si è incendiata. Il treno ha proseguito per qualche centinaio di metri fino a giungere nella stazioncina di S. Benedetto Val di Sambro, dove sono state iniziate le operazioni di soccorso.

Dodici persone, purtroppo, sono morte, dilaniate o carbonizzate; altre 13 risultano disperse; i feriti sono una cinquantina dei quali almeno due in gravissime condizioni.

Unanime esecrazione dei partiti per il barbaro, incivile eccidio.
Tutti i rappresentanti delle forze democratiche hanno sottolineato la inequivocabile matrice fascista della strage.
ROMA, 5. — La riunione  di stamane al Senato e del pomeriggio alla Camera sono state dedicate alla strage di San Benedetto Val di Sambro. All’una e all'altra assemblea il ministro denti Interni Taviani ha tenuto a sottolineare che «il Governo sente tutta la gravità di fatti determinati da chi si prefigge di gettare nello scompiglio il Paese, di mettere a dura prova la forza e la stessa capacità di tenuta delle istituzioni democratiche. L'assurdo crimine di San Benedetto non può non iscriversi nel disegno di chi vuole la fine della democrazia in Italia, e, comunque, arrestare quel processo di sviluppo democratico che da trent'anni le forze politiche, pur fra difficoltà e ostacoli, riescono o garantire».

Ricordati i recenti attentati ai convogli ferroviari ed il processo genovese al gruppo fascista che aveva organizzato l'attentato al treno Roma Genova (fallito solo perchè il detonatore scoppiò in mano a Nico Azzi), il ministro dell'Interno ha spiegato che «l'obiettivo non è dunque nuovo, e lo testimonia, accanto all'elenco degli attentati stessi, l'opera posta in atto dalla polizia. Fino ad ora l'accortezza e la abilità del personale delle Ferrovie, e il pronto intervento delle forze dell'ordine avevano fatto sì che il danno di simili imprese fosse ridotto al minimo, se non addirittura evitato». A giudizio di Taviani si tratta di azioni «che non possono essere ideate e concepite da menti singole o in forma sporadica». Esse fanno parte di un piano di intimidazione di fronte al quale «il Governo porrà in atto tutti i mezzi possibili».

04 Agosto 2020