il network

Lunedì 06 Aprile 2020

Altre notizie da questa sezione

Blog


31 dicembre 1983

Il 1983 sotto il segno di Vialli

Si chiude un'annata memorabile e ci lascia addosso tanta voglia di «A»...

Il 1983 sotto il segno di Vialli

Abbiamo assegnato simbolicamente gli Oscar del nostro sport

Nello sport è tempo di premiazioni. Non ci siamo sottratti a questa innocua mania, ed abbiamo scelto dieci sportivi cremonesi «da Oscar». Una scelta fatta un po' alta rinfusa, con poco rispetto di certe gerarchie comandate tra le discipline nel nostro panorama. Scelte che faranno anche discutere, perchè il «numero chiuso» ha imposto esclusioni drastiche. Ma nessuno metta il muso: è solo un gioco. E c'è l’84 per «costringerci» a cambiare idea!

Apre la carrellata Luca Vialli, unico cremonese verace di questa armata grigiorossa che ci fa sognare. È da Oscar come depositario di quella voglia matta di A che ci portiamo sottopelle, è da Oscar anche perchè l'estate prossima, quando andrà alla Samp, lascerà un'eredità estremamente cospicua. Si parla di 2800 milioni (l'intesa tra te parti è già stata raggiunta), una somma tale da permettere alta società di affacciarsi finalmente per tempo sul mercato, con buona autonomia d'azione. Ma per ora, le... uova d'oro Luca deve continuare a farle sottoforma di palloni alle spalle dei portieri avversari, perchè questo matrimonio con la serie A s'ha da fare!

In campo motoristico, l'imbarazzo della scelta è fortissimo. Alla fine abbiamo prescelto Mauro Sipsz, il quale ha saputo abbinare qualità di risultati (Coppa Cariplo, sfortunato terzo posto net campionato italiano) alla continuità di rendimento. Chiaro che con lui plaudiamo a tutti coloro che, duellando con le difficoltà economiche non meno che con piste e sterrati, hanno saputo compitare un '83 a tutto gas.

Gli allori più prestigiosi al nostro sport sono venuti quest'anno dal pattinaggio: l'artistico con piazzamenti mondiali e trionfi continentali, la corsa con la prestigiosa organizzazione degli Europei. Come simbolo abbiamo scelto Cristina Brunetti, che in coppia con il genovese Massimo Napoli ha sfiorato il podio iridato e l'oro europeo, centrando la Coppa Europa ed il titolo italiano. Insomma, un angelico asso pigliatutto, Cristina, la cui giovanissima età è ipoteca su altri anni di successi (come per il compagno di squadra Michele Tolomini).

Nel nuoto c'è del nuovo, finalmente. Annamaria Compiani ha trovato una miniera... d'argento in piscina: due secondi posti agli italiani, stesso piazzamento nella 4x200 agli europei giovanili. Sulla sua scia, cresce a livelli azzurri anche Leo Michelotti.

Per la motonautica Gianni Ghiretti è il personaggio che si è maggiormente distinto, è stato la punta di diamante della motonautica cremonese. Oltre ad aggiudicarsi il premio Panathlon si è ben comportato nella trasferta in Cina della nazionale in compagnia di Ennio Manfredini e Quinzani. Per l'hockey l'83 è un anno da non dimenticare.

Anche il karaté ha tenuto alto il vessillo delta nostra città. Ivan Bielli ancora una volta ha dimostrato di essere tra i più forti karatekas del mondo: ai campionati mondiali di Tokio della SKKI ha conquistato la medaglia d'argento nel kumité a squadre, e quella di bronzo nel katà individuale.

Chiudiamo con Antonio Cabrini e Roberto Ceruti, due che alta gloria azzurra danno del tu, l'uno come capitano, l'altro come gregario. Entrambi nell'83 sono stati un po' traditi da compagni di squadra non all'altezza: a loro non diamo Oscar, non ne hanno bisogno, ma come a tutti, auguriamo un ’84 ancora migliore.

30 Dicembre 2019