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Martedì 15 Ottobre 2019

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19 giugno 1965

Dante negli studi di Rodolfo Benini

Dante negli studi di Rodolfo Benini

Lo studioso cremonese è universalmente conosciuto come l'inventore del metodo statistico - I suoi trattati sulla materia sono stati tradotti in tutte le lingue - Nei meandri della simbologia dantesca

Fra i vari argomenti danteschi che si stanno rievocando nel settimo centenario della nascita del sommo Poeta, non vanno certamente dimenticati gli studi del cremonese prof. Benini, il quale — come più volte abbiamo ricordato — è senza dubbio, insieme al prof. Galletti, il più illustre cremonese contemporaneo, nato nel 1862 e morto nel 1956, cioè alla rispettabile età di 96 anni.

Rodolfo Benini è universalmente conosciuto come il fondatore del metodo statistico; i suoi trattati su tale materia furono tradotti in tutte le lingue e su tale argomento il suo nome ha veramente risonanza mondiale, essendo stato fra i classici del genere accanto a Smith, a Colbert, ecc.

Professore di università, insegnante di economia di Umberto di Savoia, presidente del Consiglio Superiore di Statistica, membro del Consiglio Nazionale delle Corporazioni, Accademico d'Italia, delegato della Società delle Nazioni, socio di innumerevoli accademie fra cui quella dei Lincei, egli non solo fu grande nelle discipline statistiche - politiche - finanziarie, ma con rara duttilità ed ecletticità si interessò anche di storia e di letteratura, pubblicando, fra l'altro, numerosi saggi, interno alla «Divina Commedia» ed alla vita di Dante.

Ed è appunto a tali saggi che vogliamo accennare, perchè veramente si tratta di lavori quanto mai profondi, geniali e per alcuni potremmo dire arditi, che, specie a suo tempo, ebbero vasta risonanza.

Valendosi della propria specializzazione nelle discipline statistiche, nonché degli studi di geografia e dì astronomia, Rodolfo Benini si addentrò nell'intrinseco mondo di quelli che possiamo senz'altro definire i misteri danteschi e bastano alcuni titoli a darcene un'idea: La regola degli intervalli tra le profezie della «Divina Commedia»; La cronologia come materia d'arte poetica nella «Divina Commedia»; Origine, sito forma e dimensioni del monte del Purgatorio; Dove Dante ha posto l'entrata dell'Inferno; Il grande Sion, il Sinai e il piccolo Sion; Su la data precisa e la precisa durata del mistico viaggio di Dante.
Ed ancora: Scienza, religione ed arte nell'astronomia di Dante ed altri saggi del genere.

Non solo: ma Rodolfo Benini con la paziente meticolosità del matematico e del ricercatore spassionato, volle addentrarsi anche in quella specie di giungla letteraria, veramente misteriosa ed impenetrabile ai più, costituita da parecchie allegorie e simboli o da alcuni versi dei Divino Poema che il Nostro definisce Enigmi forti. Così ad esempio, il grido arcifamoso di Pluto: Pape Satan, Pape Satan aleppe, è studiato dal Nostro e naturalmente confrontato con le varie interpretazioni — più o meno accettabili — di altri studiosi. Benini lo spiega nel modo seguente: Pape in latino è una interpretazione che esprime meraviglia, dolore o altro forte sentimento e si può tradurre in «olà, orsù»; Pluto e Satana sono la stessa persona e perciò il dio infernale rivolge a se stesso l'appellativo di «Satana»; alepp è aleph o alfa, la prima lettera dell'alfabeto greco che per traslato potrebbe significare il principio delle cose.

15 Giugno 2019