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Lunedì 17 Giugno 2019

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23 maggio 1964

Il progetto originario di Bramante per il Santuario di Santa Maria della Croce

Uno studio di Guido Verga originale e inedito

Il progetto originario di Bramante per il Santuario di Santa Maria della Croce

Con il Progetto esecutivo del Santuario di S. Maria della Croce (1490 segg.). a Crema, una variante oltremodo significativa viene introdotta nello schema planimetrico di quella Basilica milanese della Passione (1489 segg.) della quale il Disegno, direttamente desunto dallo schema planimetrico dell'Edicola laurenziana di S. Sisto, proprio per questa ragione non può essere attribuito ad altri che a Bramante, l'unico Architetto che abbia dato prova costruttiva di saper intendere e sfruttare l'alto insegnamento, in Milano, dei due insigni prototipi paleocristiani del sec. IV; cioè il Gruppo -monumentale della Basisca di S. Lorenzo Maggiore, e, a contrasto con quello, il minuscolo S. Satiro primitivo (oggi converso in Edicola della Pietà).

Infatti, — mentre con il centrocroce ottagono, esternamente risolto in Rotonda, il Santuario cremasco si attiene in sostanza allo schema dell'anzidetta Edicola laurenziana di S. Sisto — nei quattro bracci di croce simmetrici, viceversa, evidentemente desunti dall'adiacente Edicola laurenziana di S. Ippolito, l'Architetto ideatore cosstella di quattro piccoli Templi a croce greca, esternamente risolti ciascuno in pianta ottagona, l'impianto fondamentale ottagono del centrocroce, esternamente risolto a suo turno in Rotonda.

E sarà questo — in tutta l'alta Italia — l’unico esempio di Tempio a croce greca impiantato in opera con i quattro bracci di croce simmetrici, nell'ultimo decennio del Quattrocento.

Senonchè, al giovane Maestro, richiamato in patria da Milano nel 1474 per volere del padre molto probabilmente dietro imposizione del Duca Federico di Montefeltro, e assunto poi quale Architetto pontificio da Sisto IV in Rema, l'edicola laurenziana di S. Sisto aveva già suggerito quelle due vedute prospettive di Templi a pianta concentrica su croce greca, tra loro consimili, che vediamo dipinte dal Perugino su disegno indubbiamente bramantesco — l'una entro il vasto e maestoso sfondo prospettico-scenografico della «Potestà delle Chiavi» al centro della parete destra della Cappella Sistina in Vaticano — l'altra sullo sfondo dello «Sposalizio di Caen»: Templi, entrambi, — per i quali l'autenticità necessariamente bramantesca rappresenta una illazione inevitabile dalla comune origine che schematicamente essi trovano nell'Edicola laurenziana di S. Sisto in Milano.(…)

22 Maggio 2019