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31 ottobre 1974

Cassius Clay si riprende dopo sette anni il titolo assoluto dei massimi mettendo al tappeto Foreman

Annalisa Araldi

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31 Ottobre 2018 - 07:00

Cassius Clay si riprende dopo sette anni il titolo assoluto dei massimi mettendo al tappeto Foreman

KINSHASA - E' stata la notte magica di Cassius Clay, campione leggendario. Nel cuore dell'Africa, sul ring di Kinshasa, il fuoriclasse Mohamed Ali ha riconquistato il titolo mondiale dei pesi massimi sette anni dopo essere stato privato della corona per essersi rifiutato di fare il servizio militare. Era stato campione dal 1964 al 1967, era stato inattivo per lunghi anni, era tornato a combattere nel 1970 per rientrare in possesso del suo titolo.

Aveva fallito l'assalto al titolo  cinque mesi più tardi facendosi sconfiggere dall'allora campione Joe Frazier. Era tornato a vincere altri incontri fino a giungere alla grande occasione di questa notte. La fresca notte di Kinshasa lo ha visto tornare al vertice mondiale. Ha abbattuto la potenza di George Foreman, un'autentica forza della natura che aveva travolto prima Frazier, poi Roman e quindi Norton.

Contro la classe di Clay, però, anche la potenza del texano si è dovuta arrendere. Stasera Clay, esaltato per le sue qualità pugilistiche, per il suo stile, la sua personalità piuttosto che per la sua forza, è riuscito a siglare il più brillante K.O. della sua carriera. L'impresa di Clay a Kinshasa ha un valore ancora maggiore della sua prima vittoria mondiale, conquistata il 25 febbraio 1964 a Miami Beach contro l'allora campione Sonny Liston.

Il successo su Foreman è stato il vero capolavoro di Clay. Più anziano del campione di sei anni, Clay ha dato una ennesima lezione di boxe infliggendo un secco, limpido K.O. quasi allo scadere della ottava ripresa. E' una affermazione che rimarrà nella storia dello sport: Clay è il secondo pugile che è riuscito a riconquistare la corona mondiale dei massimi, dopo Floyd Patterson che 75 anni fa ottenne questo exploit contro lo svedese Johansson.

Clay ha lasciato sfogare il campione del mondo nella fase iniziale del confronto cercando soprattutto di bloccare e schivare le bordate dell'avversario. Lo ha sfiancato, come è sua consuetudine, con precisi diretti, lo ha innervosito toccandolo a più riprese al volto, mandandolo spesso a vuoto, punzecchiandolo persino verbalmente.

Clay, in sostanza, sul ring ha come completato una vittoria che aveva già preparato nei giorni di vigilia quando aveva imposto al campione la sua personalità, irritandolo con i suoi suggestivi atteggiamenti. Clay, peraltro, questa volta ha corredato la sua avventura mondiale con una scrupolosa preparazione atletica, una efficienza fisica di fronte alla quale la potenza di Foreman è sembrata smarrirsi. Così, sotto la precisa combinazione messa a segno da Clay nell'ottavo round a conclusione di un abile lavoro condotto nelle precedenti riprese, Foreman, il «tornado nero», il re del K.O., è crollato per la prima volta nella sua carriera al tappeto subendo la sua prima sconfitta dopo 40 incontri vittoriosi, quasi tutti finiti prima del limite.

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