L'ANALISI
30 Novembre 2025 - 05:30
Il dato è matematico: tutte le analisi confermano che per ogni euro di valore prodotto direttamente dalle attività fieristiche professionali, come le Zootecniche andate in scena in questi giorni a CremonaFiere, se ne generano ulteriori cinque nell’indotto. Il rapporto è più basso se si parla delle rassegne dedicate ai consumatori. Ma in ogni caso il ragionamento tiene: ogni manifestazione fieristica porta ricchezza all’intero territorio. È un moltiplicatore di fatturato per tutti gli operatori. Un esempio: l’Osservatorio del turismo, il tasso di occupazione delle stanze di hotel e B&B in provincia aumenta del sette per cento in occasione di manifestazioni fieristiche. A questo dato vanno aggiunti altri più difficilmente quantificabili a caldo, come le presenze nei ristoranti e nei bar, quelle nei musei, solo per citare due situazioni. Sempre all’Osservatorio, hanno stimato in 29 milioni di euro la ricaduta nel 2024 sul territorio del sistema fieristico cremonese nel suo complesso.
Considerando l’aumento di circa il 7 per cento delle presenze in Fiera nella tre giorni delle Zootecniche, non è un azzardo stimare che tra giovedì, venerdì e ieri ci sia stata una ricaduta per l’economia locale valutabile tra i 6 e i 7 milioni di euro. Anche in considerazione del fatto, che diversamente da altre situazioni, in questo caso molti espositori si sono rivolti direttamente ad attività artigianali ed economiche locali per la realizzazione degli stand, di parte del materiale promozionale e del catering: quasi tutti hanno allestito spazi per l’accoglienza di clienti e visitatori, rendendo i padiglioni della fiera una variopinta expo dell’agroalimentare cremonese.
Sono arrivati sotto il Torrazzo espositori e delegazioni provenienti da Europa, Centro America, Asia Centrale e Medio Oriente. È interesse di tutti non disperdere un patrimonio tanto importante per l’intera economia locale. Lo testimonia l’attenzione del governo nazionale, che ha inviato a Cremona ben due ministri: il titolare dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e quella al Turismo, Daniela Santanchè. Questa edizione delle Fiere Zootecniche Internazionali è l’ottantesima. Poche altre manifestazioni tutt’ora in vita possono fregiarsi del 1945 come data di nascita. Nel corso dei decenni la sua importanza è cresciuta progressivamente fino a raggiungere il podio delle tre più importanti a livello mondiale e, certamente, la corona di prima in Europa. Segno che l’approccio è quello più corretto. In questi giorni a Cremona si sono dati appuntamento i maggiori esperti nel campo della zootecnia, scienziati dell’ambiente, specialisti del benessere animale e delle nuove tecnologie. Ha fatto irruzione l’intelligenza artificiale applicata alle necessità delle imprese del settore zootecnico, i veterinari hanno indicato i più moderni approcci nella cura degli animali. Tutto questo è un certificato di garanzia per il consumatore: i prodotti della nostra terra e dei nostri allevamenti sono tra i più sicuri e salubri al mondo. Anche questa è la forza del Made in Italy. Il settore è in piena evoluzione e momenti di confronto come quelli registrati nei padiglioni e nelle sale di CremonaFiere hanno posto i semi per la costruzione di un futuro sempre più efficiente nella ‘battaglia’ per sfamare il mondo nel rispetto dell’ambiente e degli animali. Possiamo orgogliosamente affermare che Cremona è stata la capitale mondiale delle imprese che vogliono realmente costruire un futuro sostenibile. E che in questi giorni si sono create le condizioni perché continui a esserlo. Non è un caso se i tre padiglioni di CremonaFiere hanno fatto registrare il sold out quanto a espositori: non è rimasto libero neppure un metro quadrato, non tutte le richieste di partecipazione hanno potuto trovare risposta positiva.
Il mondo ci ha guardato e l’esame è stato superato a pieni voti. Appena calato il sipario delle Fiere Zootecniche, CremonaFiere è immediatamente ripartita verso una nuova scommessa, l’allestimento dell’Infinity 1, padiglione capace di una platea di oltre duemila spettatori e dedicato a ospitare oltre quaranta serate e spettacoli di ogni genere tra sabato prossimo, 6 dicembre e il 30 maggio 2026.
L’esordio con la notissima criminologa e psicologa Roberta Bruzzone, protagonista della conferenza spettacolo ‘Amami da morire, anatomia di una relazione tossica’. Infinity 1, che non entra in conflitto con altre istituzioni cittadine come il Teatro Ponchielli e l’Auditorium del Museo del Violino (le programmazioni sono molto diverse) in realtà riempie un vuoto: in città e nel territorio, non esiste una struttura con una capienza simile. I giovani chiedono nuovi spazi per stare insieme e nuove occasioni per rendere più vivibili le serate di un territorio che, in tutta franchezza, è in grado di offrire poco. E chiedono prezzi accessibili. L’equazione è semplice: più spettatori in platea, minor costo del biglietto.
Torniamo al ragionamento iniziale sulle ricadute economiche. Molti degli spettacoli programmati sono andati sold out in pochi giorni. Dall’analisi dei luoghi di provenienza dei futuri spettatori si evince che solo il 40 per cento di chi ha acquistato un biglietto vive in provincia di Cremona. Gli altri vengono da Brescia, Parma, Piacenza, Milano, Bergamo, molti da anche più lontano. Il che, tradotto in pratica, significa migliaia di persone che graviteranno sulla città di Cremona, si recheranno nei ristoranti, acquisteranno prodotti tipici, impareranno ad amare una città bellissima ma che fa troppo poco per farsi conoscere al di là del suoi brand storici come la liuteria. E se non è marketing territoriale questo...
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