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In guerra con la Serenissima

Le mire di Venezia sul Cremonese, dogi e gran duchi di Milano

Gigi Romani

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lromani@laprovinciadicremona.it

18 Marzo 2013 - 17:54

In guerra con la Serenissima
di Fulvio Stumpo
Nella metà del 1400 il territorio di Cremona, che faceva parte del ducato di Milano aveva una espansione notevole: andava dalla terre del nord al confine con Milano, oltre il Serio fino a Pieve Ottoville, passando per possedimenti piacentini. Ma questa età aurea stava per finire. Il nord d’Italia era troppo appetibile per potenze quali, il papato, la Francia, l’Impero. Ma ad est di Cremona c’era una potenza ancora più agguerrita, che aveva fame di terra, lei che era una potenza di mare, Venezia, che proprio dal mare traeva la sua forza ma che aveva bisogno di terra ferma per le sue produzioni. E così nel 1427 scoppia la guerra in un territorio che già i duchi di Milano avevano depauperato concedendo in feudo ai ‘fedelissimi’ terre e città cremonesi che venivano così strappate al controllo della città. ‘Terre separate’ divennero Casalmaggiore, Fontanella, Soncino, Romanengo, Castelleone e tante altre. La guerra scoppia nei primi giorni di marzo: da una parte c’è il ducato di Milano, padanissimo, che nei suoi possedimenti cittadini e terrieri trova la sua forza; dall’altra la Serenissima Repubblica, che vuole espandersi in area padano-lombarda, che oltre allo Stato de Mar vuole anche uno Stato da terra. Ma il compito non è facile. I Veneziani assediano e prendono in pochi mesi Brescia, e scendono fino alle porte del Cremonese, il duca di Milano rafforza le sue truppe a Gabbioneta, Binanuova, Piadena e in parte del Casalasco, a rischio e sotto minaccia dei Gonzaga, alleati di Venezia. I veneti a questo punto fanno quello che meglio sanno fare: navigare. Infatti le sue flotte scorazzano lungo il Po: vengono presi i sobborghi di Cremona e incendiato il ponte che la collega con il Piacentino, espugnano Maccastorna e Castelnuovo, tengono sotto scacco Pavia e Piacenza, Casalmaggiore diventa veneziana. Ma Cremona è una fortezza inespugnabile e così i Veneziani cercano di far sollevare la città contro il duca di Milano (e argomenti di protesta ce n’erano a iosa, dalle tasse, allo sfruttamento, alla mutilazione del territorio). Sembra che legata a Venezia fosse la famiglia Ponzone, tant’è che uno dei marchesi venne perfino arrestato. Le cose però si mettono male per Milano, Venezia avanza, le sue navi rioccupano Casalmaggiore e una serie di paesi e fortezze passa con il Leone di San Marco. Robecco, Cappella Picenardi, Castelvisconti, Bordolano, Isola, Piadena, San Giovanni, passano con Venezia, e a conferma delle simpatie dei Ponzone vengono affidate dai veneziani a Gian Galeazzo Ponzone i territori attorno a Cingia de’ Botti. In maggio la flotta dei Visconti viene sconfitta in una grande battaglia navale sul Po, per cui la stessa Cremona rischia l’assedio, l’ocupazione e il saccheggio. Il duca Filippo Maria arriva a Cremona per coordinare la difesa, ma il dominio visconteo sta per sfaldarsi, una politica che non era riuscita a legare a il Cremonese ora raccoglieva frutti amari. Altre città e signori abbandonano Milano e alla fine nella battaglia di Maclodio del 12 ottobre del 1427 il Cremonese e il Bergamasco vengono persi e diventano veneziani, tranne Cremona e Bergamo che ancora resistono. La pace firmata tra le potenze danno a Venezia Casalmaggiore, Gussola, Piadena, Vidiceto, San Giovanni, Pescarolo, Gabbionbeta e Binanuova, Sabbioneta, Isola Dovarese, San Lorenzo Picenardi, Bordolano, Castelvisconti, Ca’ de’ Stefani e tante altre ville e terreni. La pace è breve, già all’inizio del ‘30 riprendono le ostilità. Ed è in questa fase della guerra che si inserisce l’episodio del conte di Carmagnola. La guerra si trascinò con fasi alterne fino al 1441, data del matrimonio di Bianca Maria con Francesco Sforza: con il trattato di Cavriana si arrivò alla pacificazione tra il ducato di Milano e la Serenissima, ma di fatto le mire di Venezia non finiscono e ancora nel 1454, pace di lodi, a Venezia vengono riconosciute le terre cremasche. Nel 1499 Cremona viene ceduta a Venezia grazie a un accordo tra le grandi potenze europee. I Cremonesi erano stufi delle angherie degli Sforza, per cui accettarono ‘quasi’ contenti la nuova dominazione.
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