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Lettere al Direttore del 4 Maggio

Annalisa Araldi

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aaraldi@publia.it

06 Maggio 2018 - 07:00

Lettere al Direttore del 4 Maggio

Si chiede trasparenza
Per le candidature una petizione
Egregio direttore,
l’associazione Riparte il Futuro https://www.riparteilfuturo.it/candidature-trasparenti sta promuovendo una petizione diretta ai parlamentari di tutti i partiti per l’approvazione di una legge che garantisca la trasparenza delle candidature, perché la trasparenza è il miglior antidoto alla corruzione in parlamento. La petizione ha già raccolto oltre 50mila firme e invito tutti i lettori ad aderire nel loro interesse. Questa lodevole iniziativa mi ha indotto ad una riflessione. A mio parere, la corruzione non è solo la dazione di denaro, ma anche l’abuso del proprio potere rispetto ad altri in condizione di inferiorità. Quindi, escludere qualcuno dalla possibilità di candidarsi senza un avviso e senza una spiegazione, sfruttando la propria posizione di potere è un atto di corruzione. Ed è un atto di corruzione imporre un candidato semplicemente per la sua amicizia con chi ha il potere di deciderlo, senza una votazione che lo convalidi. Ebbene, migliaia di questi casi (pare circa 3mila, ma il numero preciso è impossibile conoscerlo proprio per la mancanza di trasparenza) sono avvenuti nelle recenti «parlamentarie» del M5s. Dietro ogni persona c’è una storia, spesso fatta di anni di attivismo appassionato e disinteressato, e non può bastare l’antipatia da parte di qualche ‘big’ (o presunto tale) per giustificare un simile comportamento. E’ una grave mancanza di rispetto per le persone ed il loro impegno, oltre che un atto di prepotenza ingiustificabile. Del resto, la mancanza di democrazia interna da parte del M5s è stata sancita anche da Cecilia Pratesi, giudice del Tribunale civile di Roma, che nel febbraio scorso, all’interno di una sua ordinanza, ha riportato queste parole: «In base allo statuto, il capo politico del Movimento 5 Stelle può decidere in modo insindacabile delle candidature, anche se questa procedura è distante da canoni minimi di democrazia interna». Secondo me, affidare la guida dell'Italia, di una qualsiasi regione o di un qualsiasi comune ad un partito che non rispetta la democrazia e non rispetta le persone è un grave pericolo. (...)
Gabriele Beccari
Cremona

Ascensore al cimitero
E’ guasto, mesi per ripararlo
Egregio direttore,
leggo la risposta dell’ufficio stampa del Comune al signor Negri in merito all’ascensore guasto del corpo G del cimitero. Riscontro che: il locale macchina degli impianti di elevazione nei mesi scorsi ha subìto infiltrazioni e percolazioni che ne hanno intaccato in modo molto serio alcune componenti. L’affidamento dei lavori è già avvenuto. Non appena saranno disponibili le parti da sostituire, si procederà speditamente con l’esecuzione dei lavori in modo da ripristinare nel più breve tempo possibile l’impianto di elevazione? Bello. Peccato che anch’io abbia segnalato il problema con lettera pubblicata dal giornale in data 12 febbraio 2018 (due mesi e mezzo fa), e la risposta del Comune fu: «I lavori di ripristino sono già stati affidati all’impresa incaricata della manutenzione ed è stato compiuto un sopralluogo per verificare l’intervento più adeguato da attuare. La manutenzione programmata sarà eseguita, in base alle valutazioni tecniche, non appena si creeranno le condizioni per l’intervento. Fra due mesi e mezzo ci sarà un’altra segnalazione alla quale verrà ancora risposto che i lavori sono già stati affidati all’impresa e che si provvederà più in fretta possibile?...
kaiopaka@hotmail.it
Cremona

Il 19 maggio a Roma
Marcia per la vita non delle lumache
Signor direttore,
sono un fedele abbonato. In collaborazione con l’associazione «Pellegrini con Gioia», ho organizzato un pullman per consentire la partecipazione alla Marcia nazionale per la Vita.
Vi ho inviato un comunicato in data 10 aprile, in data 18 aprile e ultimamente in data 28 aprile. Leggo sul quotidiano di oggi che è stato dato rilievo, con una notizia in breve di 12 righe, alla «Marcia delle lumache» di Corte de Cortesi. Senza nulla togliere all’interesse locale di tale evento e senza alcun intento offensivo, mi consenta d rilevare che l’evento da me sottoposto alla sua attenzione ha un contenuto di notevole importanza umana e sociale, nonché ha una portata di rilevanza nazionale. Mi dichiaro fiducioso sulla prossima pubblicazione del comunicato in oggetto, almeno con una notizia in breve di 12 righe alla pari della «Marcia delle lumache».
Giorgio Telò
Cremona
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Gentile lettore, la Marcia per la vita si terrà a Roma il 19 maggio, cioè tra più di due settimane. Pubblicheremo la notizia con il giusto rilievo in prossimità dell’evento. Quanto al paragone con la ‘Marcia delle lumache’, è evidente che è improponibile.

Studenti indisciplinati
Le sospensioni non servono a nulla
Signor direttore,
le sospensioni con o senza obbligo di frequenza non servono a nulla, siccome «en pir el fa mia en pum» a turno per 15 giorni lo studente verrà a scuola accompagnato dal paparino e poi dalla mammina ed avranno il compito di stare fianco a fianco del proprio pargolo, così potranno apprezzare il fatto che finalmente il figliuolo aprirà il libro scolastico e magari lo userà, prenderà appunti potranno vedere con i propri occhi cosa succede in classe ..... naturalmente per dare l’esempio i genitori devono stare zitti altrimenti dovremo convocare i nonni.
presariog@libero.it
Cremona

Si risparmia sull’affitto
Nuovo Racchetti, come procedere
Signor direttore,
diamo la sveglia a Crema per poter fare il progetto esecutivo del nuovo Racchetti, basterebbe inserire nel bando che il pagamento avverà con il risparmio dell’affitto quando la nuova scuola entrerà in funzione oppure il Comune di Crema fa un prestito ponte alla Provincia di Cremona con interessi legali che verrà restituito con il primo risparmio sull’affitto.
rossimario1969@tiscali.it
Crema

Dopo le elezioni del 4 marzo
Mi dichiaro disgustato
Egregio direttore,
condivido il suo editoriale di domenica e dichiaro il mio disgusto per quanto si sta verificando nel dopo elezioni del 4 marzo. Il disorientamento dell’elettorato penso sia enorme e, viste le proposte delineate dagli attori della politica, viene da chiedersi per che cosa siamo andati a votare. In nome della possibilità di formare un esecutivo si inventano le più strabilianti definizioni - tipo convergenze programmatiche - utili per mettere insieme soggetti che in campagna elettorale oltre ad insultarsi prospettavano formule di governo molto differenti, ipotizzando ora accordi e compromessi che l’elettorato probabilmente non vorrebbe. Ha suscitato polemiche Matteo Renzi, che ha recentemente dichiarato: «Sono per una legislatura costituente, che approvi una legge elettorale e una riforma costituzionale, magari sul modello semi presidenziale francese con ballottaggio, con un governo del presidente che duri due anni». Al che si è sollevato lo sdegno di Luigi Di Maio, pronto a sottolineare il redivivo ego smisurato del rottamatore. Mah, a me pare che non sia tanto da meno neanche Di Maio, visto che ha sempre dichiarato di non voler rinunciare alla carica di premier, investitura che a suo modo di vedere gli è venuta dall’elettorato. Personalmente ritengo che chi ha votato M5s lo ha fatto primariamente per manifestare la protesta, magari anche invogliato dalla prospettiva del reddito di cittadinanza, e sulla figura del leader designato, beh, forse andava bene anche Cetto La Qualunque. Concludo con una considerazione: ma si rendono conto i due galletti nel pollaio Italia (Salvini e Di Maio) che la proposta di Renzi, se perseguita, porterebbe - con lo scenario delineatosi al momento attuale - ad una sfida per la governabilità fra i loro due schieramenti?
Luciano Losi
Cremona

I casi di Torino e Liverpool
Basta barare con la vita e la morte
Signor direttore,
a Torino due donne pretendono di essere entrambe mamme di una povera creatura che già nasce con gravi handicap socio-etici, sostenute nella loro illegalità da esponenti pubblici, rei confessi, ma coperti da non si sa quale immunità. Poi a Liverpool ci sono due genitori autentici ma esautorati giuridicamente dei loro diritti-doveri di cura e assistenza verso il loro figlio, condannato alla pena di morte in un paese dove detta pena sarebbe stata con orgoglio abolita. A sostenere queste due pazzie sono le stesse linee di «pensiero» moderno e rivendicazionista dell’aria fritta. E noi in mezzo ad assistere inermi a questi sfondamenti illegali e disumani? No, non esiste. Chi ha voce si adoperi per smascherare questo «nuovo» modo di barare con la vita e la morte.
giuliano.galassi@libero.it

Sono Alfie, ascoltatemi
Voglio essere un’anima libera
Signor direttore,
da quando sono nato sono attaccato a delle macchine ... Chiamare vita la mia condizione è una contraddizione dello stesso concetto di vita per come l’umanità è solita sperimentarla. Forse il modo migliore per definire la mia condizione è che io ‘esisto’: sono stato concepito come tutti, venuto alla luce come tutti, accolto come tutti, ho un corpo come tutti, ma il mio fisico non funziona come quello di tutti: qualche decennio fa la mia esistenza sarebbe già terminata, sarei stato già dimenticato (...). Dicono che sono decerebrato, che non sento e non percepisco nulla, che ho una malattia degenerativa, che continuo ad esistere solo perché delle macchine mi aiutano: in effetti il mio racconto, questo scritto, non è reale, almeno secondo i normali canoni umani. Posso «spiegare» la mia condizione perché possiedo un’anima, ma non posso trasmettere le mie riflessioni, i miei desideri, perché le anime hanno un linguaggio invisibile, inudibile, inesprimibile. Le anime «parlano» alle anime che sono in grado di ascoltarle, che sono sintonizzate sulle stesse frequenze, quelle «dell’amore», non quelle fisiche di tutti gli umani, tanto meno quelle aride, tecnocratiche della medicina e, ancora meno quelle interpretabili della legge, e neppure quelle dell’egoismo, del finto amore, del sentire terreno dei miei genitori, che si ostinano a volermi tenere con loro condannandomi ad una esistenza che non sarà mai vita. Io non posso fare nulla, se non abbandonarmi alla fisica capacità di sopravvivenza di questo corpicino che mi trattiene: quando lui lo deciderà, in base alle leggi della fisica e della chimica, io potrò, finalmente, essere quello che sono sempre stata e sempre sarò, una semplice anima, libera ed eterna.
Vostro, Alfie
info@antoniomilanesi.com
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Questa lettera è arrivata prima che Alfie morisse.

1° maggio e 19 marzo
Le mie proposte sulle festività
Signor direttore,
senza contare che maggio è il mese di Maria, e il primo maggio, sul calendario, è diviso fra la Festa dei lavoratori e San Giuseppe (artigiano), mi chiedo: 1. perché a quest’ultimo non lasciano il 19 marzo, una festa tutta per lui?; 2. e al primo maggio, grande e sudata conquista dei lavoratori, non può bastare, in accordo laico-cattolico, la benedizione di un parroco?
gfm
(Mantova)

Ma non c’è la volontà
Evasione fiscale ecco come agire
Egregio direttore,
se è vero che i numeri stimati dell’evasione fiscale sono cosi alti, se è vero che il nostro Paese è ai primi posti nel mondo, come mai i nostri politici ne parlano poco?
Come mai non propongono con grande determinazione le soluzioni per combatterla? Galera, multe salatissime, blocco dei c/c , pignoramento dei beni questo è quello che il governo americano mette in atto per arginare il più possibile il problema. La fatturazione elettronica obbligatoria il pagamento di qualsiasi cosa con la moneta elettronica. La diminuzione il più possibile dell’uso del contante farebbe il resto. Purtroppo però mi sa che questo immenso problema che viene definito un vero cancro non verrà combattuto come meriterebbe……….. in Italia è cosi.
Paolo Grossi
Cremona

Mai incidenti al cimitero
Caduti della Rsi, cerimonia pacifica
Egregio direttore,
mi consenta di rispondere, anche se in ritardo, all’intrepido antifascista da tastiera che come il codardo che lancia il sasso e poi nasconde la mano ha paura di mostrarsi e si firma con la sigla V.R.(Cremona). Non mi risulta che in 15 -20 anni che organizzo la commemorazione in memoria di Benito Mussolini, Roberto Farinacci e di tutti i martiri fascisti ci sia stato un solo partecipante che si sia lasciato andare, in quel contesto, o in nome di quel contesto, ad atti di violenza pertanto reputo che che la vergogna di Cremona non siano le persone che come me ed i miei Camerati che, a faccia scoperta, commemorano i propri fratelli e camerati assassinati ma quegli esseri, arditeschi, come lei signor V.R. (Cremona) che usano delle sigle, magari inventate, perché non hanno il coraggio di firmarsi. Per quanto riguarda le esternazioni che lei vomita pubblicate il primo maggio vorrei farle presente, signor mister X pardon V.R. (Cremona), che lei, ovviamente a sue spese, può far commemorare Stalin, Mao, o Belzebù, che personalmente non mi crea nessun problema, potrei avere da ridire qualora lo facesse usando i soldi pubblici, ovvero anche i miei, come fanno ogni 25 aprile le istituzioni quando commemorano i partigiani. Per rispondere al sig. V. Montuori vorrei far presente che noi fascisti, quando nella giornata della nostra memoria ci rechiamo al cimitero, con corone di alloro e bandiere tricolori per commemorare i nostri camerati, commemoriamo dei fascisti assassinati e come tali reputiamo giusto debbano essere ricordati. Per voi antifascisti è naturale commemorare i vostri caduti con le vostre bandiere, intonando i vostri canti e salutandoli alla vostra maniera perché dovrebbe essere diverso per noi fascisti? Ci sono delle leggi che proibiscono l’apologia del fascismo; che le applichino pure, noi il prossimo anno saremo ancora là a ricordare, nella stessa ed identica maniera, i nostri fratelli assassinati perché per noi non sono morti invano. Erano tutti cattivi? Beati voi che tra file partigiane militava solo la crem della crem, dasvidania tovarish.
Gian Alberto D'Angelo
Cremona

Unione Terra di Cascine
Minoranza senza consigliere
Egregio direttore,
il sindaco di Castelverde e la sua giunta, dopo aver approvato lo statuto dell’Unione Terra di cascine senza la presenza della minoranza in consiglio, ha stabilito che lo statuto ha all’interno un baco che li danneggia. Con il passaggio all’opposizione del consigliere Bruschi ritiene che il diritto, riconosciuto dallo statuto alla minoranza di avere un consigliere eletto, debba essere disatteso per un vuoto normativo. Vuoto normativo che non impone al consigliere Bruschi, da loro eletto, di dover dare le dimissioni dal suo incarico, ma deve ledere, secondo il sindaco, il diritto della minoranza, eletta dai cittadini, di avere un suo rappresentante. L’articolo 13 dello statuto stabilisce che la maggioranza deve eleggere 3 rappresentanti, e loro li hanno eletti, la minoranza 1. La minoranza non ha votato per protesta, ma alla luce della nuova defezione ne rivendica il diritto. Per prendere tempo hanno scritto in Regione, ma intanto il diritto della minoranza rimane leso. Perché in attesa di riempire il vuoto normativo non viene data la possibilità di eleggere il rappresentante della minoranza, salvaguardandone il loro diritto, e risolvere successivamente il problema della maggioranza? Il consiglio dell’unione è ancora legittimo dopo la nostra richiesta, negata, di volere eleggere il rappresentante della minoranza?
Giuseppe Priori
Castelverde

Festività del 25 Aprile
Ripropongo una mia riflessione
Egregio direttore,
se non si riflette sul passato è più difficile comprendere il presente per preparare il futuro. Ritengo opportuno, quindi, inviarle copia della mia lettera, pubblicata dal giornale La Provincia il 25 aprile 2009, chiedendole di ripubblicarla integralmente.
Egregio direttore,
riferendomi al suo fondo di domenica nella ricorrenza del 25 aprile, mi sembra che la cosa più evidente sia l’imbarazzo che questa data ha posto in tutti quanti. Imbarazzo che trapela tra le parole e gli scritti di dirigenti politici, maggiori e minori, nonché dei cronisti dei media. Nessuno ha infatti potuto o voluto esprimere quello che ancora sia ritenuto non opportuno far conoscere, ossia quella verità storica in grado di illuminare la coscienza degli italiani. Sul 25 aprile incombe tuttora la dipendenza ideologica di coloro che ricoprono molte cariche istituzionali. Si è manifestato così, negli anni seguenti il dopoguerra, un alternarsi di alti e bassi a favore della commemorazione di questa, tutt’altro che condivisa data, prescindendo dalla retorica di opportunistiche e strumentali dichiarazioni. Il problema principale della non condivisione deriva dalla perdurante distinzione tra «parte giusta e parte sbagliata», distinzione che gli storici di valore non prendono in particolare considerazione. In base a questa distinzione - completata dall’esortazione di avere pietà per i morti e comprensione per i superstiti dei vinti - scaturisce indubbiamente la nobiltà di quei vinti, che pur resisi conto della loro causa perdente, continuarono a combattere «per l’onore» d’Italia. Stando così le cose, non ritengo che i combattenti della Rsi aspirerebbero ad essere messi sullo stesso piano di coloro che essi hanno sempre pensato siano stati: degli attendisti o disertori o renitenti alla leva o cobelligeranti con il nemico, tanto da venire, alla fine delle ostilità, protetti dall’art. 16 del trattato di pace.
Claudio Fedeli
Cremona

IL CASO
La mia casa
A Robecco allagata e danneggiata
Egregio direttore,
per la quarta volta negli ultimi sei anni domenica sera la mia casa è stata seriamente danneggiata. Nel volger di pochi minuti 40 centimetri di acqua e fango, fuoriusciti con inaudita forza dalla rete fognaria comunale, hanno rovinato mobili e tappeti, distrutto decine di libri, compromesso l’impianto elettrico, danni che, ne sono certo, nessuno mi risarcirà.
Ma soprattutto hanno messo in seria difficoltà mia madre, immobilizzata in un letto al piano terra, senza luce, circondata dall’acqua.
Si dirà: sono cose che possono succedere. E in effetti continuano a succedere da quando, alcuni anni fa, si è pensato di incanalare le acque di un nuovo quartiere residenziale nel vecchio sistema fognario, troppo piccolo e vetusto per poter reggere eventi atmosferici particolarmente violenti.
La mia famiglia abita in via Bissolati a Robecco dal 1926 e non ha mai avuto problemi di questo tipo. Non credo dunque che l’evento dannoso sia imputabile al meteo.
Purtroppo, ormai non riesco nemmeno più ad arrabbiarmi; i miei ripetuti solleciti e segnalazioni alle autorità competenti sono rimasti del tutto inascoltati.
Oggi, dopo una notte trascorsa fra i secchi e la melma, prevale quasi un dolore fisico e una profonda amarezza.
Perché il sindaco, oltre che interessarsi di disboscamenti selvaggi e dell’organo parrocchiale, non si occupa seriamente anche della rete fognaria e dei suoi concittadini più deboli?
Gianluigi Bresciani
Robecco d'Oglio
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Prendo atto della grave situazione di disagio che lei e sua madre siete costretti a sopportare e delle probabili cause. Attendo una risposta dal Comune di Robecco che chiarisca l’origine degli allagamenti che lei denuncia e che prenda soprattutto l’impegno a intervenire tempestivamente. Mi auguro che che tale intervento sia risolutivo. E’ inaccettabile vivere nelle condizioni disumane da lei descritte. Occorre uscire al più presto dall’emergenza e operare perché non si verifichino più allagamenti.

LA POLEMICA
Politica, tutti hanno ragione, ma si dà ragione agli stolti
Caro direttore,
saggi i nostri nonni che dicevano: «Chi sa fàa sa cumandàa!». Formazione del nuovo governo, lunga partita a carte che contraddistingue l’operato di quei quattro o cinque politici che definirò «tiremmolla da balàansa», proiettati verso il bene comune, oppure gli interessi di parte? Ma chi sa «veramèent fàa»? Sono stufo di tutti «sti inconcludenti atteggiamenti da ‘allora vieni o non vieni’… ‘sì sì, ci vengo, ma a condizione che’… ‘ma va là, sta pure a casa tua che è meglio’… ‘insomma dove sono finiti quegli uomini in carne, ossa e mente’? Attento direttore, sono 50 giorni e più che ce la «menano» (è proprio il caso di dirlo!) da Roma, e gli scenari appaiono sempre più ingarbugliati. Partiamo col Luigi Di Maio, vuoi dargli torto quando dice fino a sfinimento che il Movimento 5 Stelle ha ottenuto più voti degli altri, e quindi l’incarico di formare il nuovo Governo spetta a lui? Ha ragione. Vuoi dare torto al Matteo Salvini quando sostiene che è la coalizione di centro-destra ad aver raccolto il maggior numero di consensi, e quindi l’incarico di formare il nuovo Governo spetta a lui, lui che in quella coalizione ha avuto più voti? Ha ragione. E al Berlusca, il Silvio d’Arcore, vuoi dare torto quando dice che il centrodestra ha eletto oltre duecento parlamentari nei collegi uninominali anche grazie all’apporto determinante di Forza Italia e dunque non è pensabile che lui sia pregiudizialmente escluso? Ha ragione. E al Matteo il Renzi, quel boy scout che dice che il Partito Democratico ha perso le elezioni e dunque le castagne dal fuoco le tolga chi ha vinto, cioè Lega e M5S, gli vuoi dar torto? No, ha ragione anche lui. E agli altri del Pd, Martina, Franceschini, Orlando, Emiliano che dicono: siamo nelle «pètole», piaccia o no. O il Pd fa alleanza con qualcuno, oppure saranno gli altri ad allearsi tra loro, lasciandoci fuori, ininfluenti che siamo. Vuoi dare loro torto? Hanno ragione. Vuoi dare torto anche a chi sostiene che meglio tornare alle urne e vedere cosa accade, perché così come siamo messi non si cava un ragno da un buco? Hanno ragione. E finisco, vuoi dare torto a chi sostiene che ritornare al voto così presto, con questa legge elettorale del «piffero», è follia, e che nel migliore dei casi non cambia nulla? Ha ragione. Insomma, nessuno ha torto, e tutti hanno ragione. Solo che, sempre quei nostri nonni, che il senno ce l’avevano buono, sai cosa avrebbero detto, appunto? «Che la ragiòon l’è dei cuiòon!». Viva l’Italia, sempre.
Giorgino Carnevali
Cremona

Ne parlo con...

Abbandonato a Toscolano

Ex Istituto Cremonese si pensi a chi ha bisogno
Signor direttore,
certo che passare dinnanzi all’immobile denominato ex Istituto Cremonese di Toscolano Maderno, in completo stato di abbandono, dopo che ci si è interessati attraverso i giornali per l’affidamento in comodato d’uso a chi gestisce l’Anffas, l’associazione per i disabili piuttosto che finisca in malora, con la convenzione di utilizzare una parte della struttura come casa di vacanze per i disabili cremonesi con le loro famiglie, come era negli intenti di chi provvide alla ristrutturazione, mette sconcerto. C’è scritto ‘vendesi’, ma a chi si vuole vendere il senso di colpa per appropriazione imbarazzante che priva la comunità di una grande casa pensata per l’uso assistenziale della collettività. A chi volete che interessi? Abbiamo bisogno di opere di bene. Una volta tanto si rinunci al profitto e con nuova euforia, con entusiasmo si prenda in mano il telefono e si contattino gli interessati per un progetto comune fatto di vera solidarietà.
Claudio Maffei
Fasano del Garda

Proteggiamo chi ci invade
Problema delle nutrie. Un paese di farlocchi
Egregio direttore,
da quanti anni sentiamo parlare di emergenza nutrie? Quindici? Venti? Trenta? Insomma, tanti... Prima protette, poi a tratti nemiche, poi di nuovo protette, poi considerate carne da macello, infine ritornate protette perché l’ordinanza di abbattimento coatto venne dichiarata illeggittima... Che Paese farlocco siamo? E’ o non è appurata la nocività di tale specie nel nostro ecosistema? La nutria, ricordiamo, proviene dal Centro-Sud America, dove ha diversi nemici naturali al contrario dell’Italia dove prospera quasi indisturbata. Devasta gli argini, depreda le culture di mais, barbabietole, soia, ortaggi, riso e grano. Se ai pescatori viene fatto obbligo di trattenere e sopprimere, pena una multa, qualsiasi esemplare di specie elencate e definite come dannose, perché la nutria è invece una deroga a questo principio? Per quale recondito motivo dobbiamo permettere una simile invasione di sapore masochistico senza prendere adeguate contromisure che non siano meri palliativi come quella sciocchezza della sterilizzazione? Perché siamo un Paese farlocco ed esterofilo che protegge chi ci invade, in tutti i sensi e campi?
Giulio Bottini
Cremona

Signor direttore questa mattina di 25 aprile ho incontrato questa coppia di sposi che ha ben pensato di festeggiare le loro nozze nel giorno della libertà e mi hanno gentilmente concesso di condividere con loro e con voi, il giorno del loro sì dalla piazza Roma giardini Cremona. Lo sposo è Flavio Fioretti, vice allenatore della Vanoli.
Salvo Liuzzi
Cremona

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