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31 dicembre

Lettere al Direttore

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aferrari@laprovinciacr.it

31 Dicembre 2017 - 11:53

Capotreno licenziato/1.
Dirigenti di Trenord
andate un po’ sui treni
Signor direttore,
vorrei esprimere la mia solidarietà al capotreno licenziato. Trovo assurdo che un dipendente nello svolgimento delle proprie funzioni nell’interesse della sua azienda venga licenziato. Il lavoro del capotreno non è semplice, al dipendente molto giovane, con pochissima esperienza probabilmente la situazione è sfuggita di mano, una punizione ci sta ma non un licenziamento. Se io fossi un dipendente di Trenord, questo triste episodio mi fornirebbe un messaggio: caro dipendente cerca di essere molto ma molto tollerante altrimenti sai cosa ti aspetta. Un modesto invito ai dirigenti di questa azienda, uscite dai vostri uffici ed in incognito fatevi qualche viaggetto sui treni regionali vi rendereste conto in che condizioni lavora il personale.
A. L.
(Cremona)


Capotreno licenziato/2.
La Regione cacci il cda dell’azienda
Egregio direttore,
il caso del signor Giordano Stagnato ha avuto una risonanza mediatica nazionale. Non voglio entrare nel merito delle motivazioni che hanno indotto Trenord a licenziare il capotreno, per questo ci penserà l’ottimo avvocato penalista Massimiliano Cortellazzi, l’opinione pubblica tramite il suo giornale e nei vari social si è schierata al 95% dalla parte del capotreno, mi preme sottolineare semplicemente il fatto che Trenord da molti anni è nell’occhio del ciclone a causa dei reiterati disservizi e ritardi dei treni i vari comitati dei pendolari di Cremona Mantova e Brescia da molti anni contestano la gestione di Trenord. Non dimentichiamoci che in passato ci fu un mandato di custodia cautelare all’ex presidente di Trenord e, recentemente, un’altra condanna di primo grado di 2 anni e otto mesi per peculato e truffa all’ex presidente Noberto Achille per le spese pazze. E poi, per non farci mancare nulla, aggiungiamo che ci sono altri due indagati all’interno del cda di Trenord, il vice presidente di Ferrovie Nord Gianantonio Arnoldi (Pdl) e il presidente Andrea Gibelli (Lega Nord), tutti di nomina politica ma va….. E in questo bel quadretto familiare la regione Lombardia che ha assegnato il servizio ferroviario dal 2015 al 2020 a Trenord non ha mosso un dito, mentre avrebbe dovuto azzerare il cda. Vorrei ricordare che molto probabilmente il capotreno assistito dall’avvocato Cortellazzi vincerà la causa, e gli eventuali danni dovuti al risarcimento, verranno accollati come sempre a pantalone infine stigmatizzo, il silenzio assordante dei sindacati della triplice, e non solo che non hanno speso una parola nel bene o nel male per il caso in questione.
Elia Sciacca
(Cremona)


Sanità lombarda la migliore?
Se hai 39° di febbre il medico non arriva
Gentile direttore
se la tanto declamata sanità lombarda è quella che ancora una volta sto toccando con mano, Dio mi guardi dalle altre. E’ possibile che una persona con febbre oltre i 39 gradi da giorni (anche l’antipiretico è pressoché inefficace) si senta dire al telefono dal medico di famiglia «venga qui nell’orario di ambulatorio oppure venga più tardi da un mio collega o vada al pronto soccorso»? Mi chiedo: sono i medici al servizio dei pazienti - come dovrebbe essere visto che sono ben pagati da tutti noi - oppure sono i pazienti al servizio dei medici? Quanto è capitato mi pare molto grave e, purtroppo, non è la prima volta che accade. Aggiungo che anche una volta contattato sul cellulare di servizio, alla cui segreteria telefonica ho lasciato un messaggio, non ho ricevuto alcuna risposta. Dalle 8 alle 20 rispondere sarebbe però un dovere - non un gesto di cortesia - per il medico. E anche una visita a casa - una volta tanto, quando serve - sarebbe pure un dovere per il medico. Ma non accade mai. Tutto ciò è certamente segno di scarso rispetto per il paziente e forse anche di una forte supponenza. Soprattutto però è segno che c’è la consapevolezza da parte del medico - di quello in questione senz’altro, ma mi pare non sia l’unico - di poter fare ciò che vuole, verosimilmente perché manca chi verifica a dovere il suo modus operandi. Altro che giuramento di Ippocrate, viene da dire: qui manca anche la più basilare deontologia e si arriva pure all’omissione delle proprie funzioni. Ma il sistema lo permette, facendo finta che tutto vada bene.
L. G.
(Cremona)


Furbetti dell’affitto a Crema
Il Comune interviene quando è ormai tardi
Egregio direttore,
sul numero del 29 dicembre, è stato pubblicato un ampio ed esaustivo articolo dedicato all’ingente morosità dovuta al mancato pagamento dei canoni di locazione degli alloggi di proprietà del Comune di Crema (devo dare atto che il suo giornale ha sempre correttamente informato i lettori sullo spinoso argomento). Si è, in particolare, appreso che il Comune ha deciso di correre ai ripari, apprestandosi a varare un ulteriore piano di recupero degli affitti non versati. Avendo la morosità raggiunto livelli molto elevati, è evidente che qualsiasi piano di recupero è destinato all’insuccesso, trattandosi di cifre non più ragionevolmente gestibili. Soltanto da un paio di mesi, i cittadini cremaschi sono venuti a conoscenza dei notevoli importi riguardanti la mancata riscossione dei canoni di affitto delle abitazioni di proprietà del Comune di Crema, pur essendo le origini del fenomeno risalenti a svariati anni fa. Sorge, quindi, spontanea la domanda relativa ai motivi per i quali il Comune non sia intervenuto tempestivamente ed efficacemente, in modo che non si determinasse l’accumulo di una morosità così elevata che, ora, ricade sull'intera Comunità che si vede privata di risorse non più utilizzabili per interventi ed azioni nell'interesse dei cittadini.
Enrica Pedrini
(Crema)


La 60enne depredata
Ci sono sportelli di protezione giuridica
Gentile direttore,
ho letto con rammarico e un profondo sentimento di compassione la notizia della povera 60enne a cui non è stato possibile dare degna sepoltura nonostante avesse un discreto conto in banca. In queste situazioni di fragilità (tale immagino sia stata la defunta) purtroppo e spesso non si conoscono gli adeguati strumenti di protezione sia dal lato economico che sanitario. A questo proposito, nella Asst (ex Asl) della provincia di Cremona sono attivi gli sportelli di Protezione Giuridica, Upg, che sono preposti a questo scopo, per il territorio cremonese e casalasco, da anni opera una rete dedicata all’Amministrazione di Sostegno che offre e informazioni, consulenza e accompagnamento nella redazione di qualsiasi pratica inerente alla protezione giuridica che ha come riferimento e capofila l’Associazione Anffas di Cremona. Gradirei comunicare alcuni numeri di telefono a cui far riferimento in caso di bisogno: Upg. Asst Cremona via S. Sebastiano 14 Edifico A 1° piano, telefono 0372497833/497826, fax 0372497851 mail protezionegiuridica@asst-cremona.it; Upg Asst Crema via Gramsci 13, telefono 0373899369/899239/899353, fax 0373899342; Consultorio familiare integrato di Casalmaggiore via Azzo Porzio 73, telefono 0375284171, fax 0375284171; Anffas. Cremona via Gioconda 5, telefono 037226612 mail> segreteria@paolomorbianffas.it; Urp tribunale di Cremona, via dei Tribunali 13, telefono 0372548561/548533, mail urp.tribunale.cremona@giustizia.it. Inoltre il martedì e il venerdì presso l’Urp del tribunale di Cremona è operativo uno sportello interamente dedicato all'informazione e alla consulenza sull’amministratore di sostegno gestito da un volontario dell’Anffas Cremona.
Giorgio Rampi
(Anffas Cremona Onlus)


Malcostume a Pianengo
Rifiuti inquinanti e tossici abbandonati
Egregio direttore,
vi sono abitanti di Pianengo che conferiscono regolarmente i rifiuti nelle piattaforme e ve ne sono altri, come nel caso del palazzo in via Roma 91, che questi rifiuti inquinanti, tossici e facilmente infiammabili li accumulano in ogni dove, in spregio alle più elementari norme di sicurezza ed igiene.
Basilio Sansedini
(Pianengo)

IL CASO

Quel presepe vivente è degli ‘amici’ dei Mangano

Signor direttore,
abbiamo letto con stupore l’articolo ‘Scannabue Presepe vivente al cimitero: cartelli per la Natività virali sul web’ in data 28 dicembre 2017, a parer nostro una vera e propria pubblicità per il presepe realizzato dalla Fazenda Rocco. (...) Crediamo sia fondamentale che l’articolo sia accompagnato dai dati delle confische a carico degli organizzatori, che la magistratura ha riconosciuto essere i «contabili del clan Mangano». Basta citare l’articolo ‘Finanza, fratelli Cristodaro: maxi sequestro di immobili’ pubblicato l’11 gennaio 2016 proprio da ‘La Provincia’ che riferisce della «sottoposizione di Rocco Cristodaro alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per la durata di 3 anni e 6 mesi e la confisca di 124 immobili, 2 autovetture e 38 rapporti finanziari, nonché di un complesso aziendale, riconducibili al predetto ed al fratello Domenico. Il provvedimento di confisca dell’imponente patrimonio riconducibile ai fratelli Cristodaro, stimato in 5 milioni di euro circa (...)».
Il ‘presepe vivente’ a Scannabue è solamente una tra le attività pubbliche della Fazenda, la quale si è già distinta con le sue carrozze e i suoi animali anche a Lodi, Bagnolo Cremasco, Sergnano, Offanengo e Crema. Crediamo che queste attività possano contribuire a rendere difficile per la popolazione la comprensione della gravità del fenomeno, in particolar modo quando l’informazione a riguardo è parziale e priva del dovuto contesto. Non troviamo corretto che chi abbia intrattenuto rapporti con figure di spicco della criminalità organizzata, quali Cinzia Mangano (figlia di Vittorio Mangano ‘lo stalliere di Arcore’) e Giuseppe Porto (che portò ai funerali la bara di Vittorio Mangano), possa tranquillamente trovare ampio spazio su un giornale. La nostra preoccupazione è che eventi di questo genere possano distorcere l’immagine di chi le organizza, permettendo loro di ritagliarsi il ruolo di benefattori della comunità. (...)
Presidio di Libera Cremasco Danilo Dolci e Pippo Fava
(Crema)


Abbiamo sempre dato ampio risalto alle questioni giudiziarie legate alla Fazenda Rocco, tant’è vero che voi stessi avete citato articoli del giornale. E continueremo a farlo. Nel caso specifico, ci siamo solo occupati dei curiosi striscioni che recitano ‘Presepe vivente al cimitero di Scannabue’. Non capisco dove stia lo scandalo.

LA POLEMICA

Incivili del parcheggio, serve il pugno di ferro

Caro direttore,
fossi addentro al Palazzo, e ne avessi la titolarità, inasprirei e non poco certi controlli sull’abuso che spessissimo, automobilisti incivili, meritevoli solo di ‘cachinni’ (inni di c…ca), adottano nei confronti di parcheggi per diversamente abili. Ma quale primordiale leva muove ’sti primitivi? A ‘scavalco’ delle festività natalizie, mi erano garbati due passi in centro. Cerco un parcheggio, quello della piazza Marconi: pieno zeppo. Ritento, ma ad ogni ‘rivisitazione’ mi accorgo che un’auto è sbocciata imprevedibile come la forma di una nuvola. Nel mentre, scorgo ben due stalli per diversamente abili venire occupati da due vetture dalle quali scendono, con tanto di nonchalance, lui marito lei la moglie, in piena forma. Per loro solo sciacquatura di piatti nel cervello, per me tristezza e sconforto nel cuore. E di colpo il tappo mio salta: «Incivili, che vadano a ravanare tra le macerie del loro buon senso, alla ricerca del corretto comportamento!». E’ un illecito direttore, è un reato di violenza privata stabilito dall’articolo 610 del codice penale. Esemplifico: «…perché parcheggiava la sua auto per diverso periodo di tempo al posto riservato espressamente a una donna, affetta da gravi patologie». E’ uno spregevole, ignobile abuso. (...) Giù multe salate, soprattutto a certi recidivi. Un’ultima cosa: la passano sempre liscia!
Giorgino Carnevali
(Cremona)

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