Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

22 dicembre

Lettere al Direttore (1)

Email:

emanzini@laprovinciacr.it

24 Dicembre 2017 - 04:00

IL CASO
Candidature, anche ilPd cremonese partecipa al 'valzer degli incarichi'
Signor direttore,
siamo alle solite, e, visto che sono un’elettrice di sinistra, mi permetto di criticare le candidature alle regionali annunciate in questi giorni dai democratici cremonesi.
Ormai il vezzo di candidare persone che hanno incarichi come consiglieri comunali ed assessori per rilanciarli ad incarichi superiori non si interrompe nemmeno in vista delle prossime elezioni regionali. I signori Piloni, Pontiggia e Burgazzi, difatti risultano tutti eletti ed impegnati come assessore il Piloni e come consiglieri comunali il Burgazzi e la signora Pontiggia. Non guardo gli usi ed i costumi all’interno di altre formazioni politiche, ma siccome l’esempio dovrebbe venire da esponenti di sinistra, vedo e constato che non c’è nessuna discontinuità rispetto ad altri partiti o movimenti.
Anzi si girano gli incarichi sempre tra i soliti come se fosse una partita di giro facendo finta di nulla, ed ovviamente questo infastidisce gli elettori di sinistra, ma tutto ciò non importa, l’importante è la propria carriera.
Gina Giugni
(Cremona)

Ha ragione. Chi ha assunto un incarico dovrebbe portarlo a termine fino alla scadenza naturale, non interromperlo per prenderne uno più prestigioso. Comunque sostituire un assessore locale o un consigliere non pone particolari problemi per cui la questione si pone solo su un piano etico. E’ diverso il caso di un sindaco, come Giorgio Gori di Bergamo, che in caso di elezione a presidente della Regione Lombardia condannerebbe la sua città a elezioni anticipate con ulteriori costi.

LA POLEMICA
Biotestamento, l'obiezione è un diritto dei medici
Caro direttore,
il Parlamento italiano arrogandosi il diritto di imporre l’eutanasia di stato, spacciandola per diritto di libertà, non ha recepito il garbato invito del presidente della Cei cardinal Gualtiero Bassetti, che , a nome della Chiesa italiana, qualche giorno prima dell’approvazione, con il suo stile di pastore prima ancora che di cardinale, aveva chiesto allo Stato italiano di garantire al medico l’obiezione di coscienza ed evitare una pericolosa sovrapposizione tra accanimento terapeutico e rinuncia ad idratazione e alimentazione.
Niente da fare. L’obiezione ce la si dovrà conquistare passo per passo. Ufficialmente, la legge sancisce il passaggio dal sistema sanitario nazionale al sistema di smaltimento nazionale, che sarà incaricato di disfarsi degli ‘scarti’, cioè dei deboli e dei fragili proprio andando contro la cultura dello scarto più volte denunciata da papa Francesco. Il voto di giovedì mattina ha sancito la fine della legislatura e il suo punto più basso. Non stupisce che il premier Paolo Gentiloni abbia scelto il basso profilo, né che Matteo Renzi abbia suonato la grancassa rivendicando l’ostinata volontà di far portare a termine la legge entro questo fine 2017.
La vicenda legislativa del biotestamento è esemplare pertanto dell’inadeguatezza di una politica che di fronte alle sfide del nostro tempo sa opporre soltanto una non-decisione, la ritirata di uno stato che non decide, che non tutela, che lascia fare, voltandosi dall’alta parte. «Non si tratta certo di rinunciare a quei gesti essenziali come sono il nutrire, l’idratare, il curare l’igiene della persona», aveva ammonito Bassetti, ma è rimasto inascoltato. E’ stata richiamata dal presidente della Cei «la giusta proporzionalità delle cure, che non può e non deve mai dar luogo a quella cultura dello scarto denunciata con forza dal Santo Padre»: tutto inutile.
Eppure, le questioni sollevate dalla Chiesa erano di evidenza solare: nutrizione e idratazione per la legge sono semplici ‘trattamenti sanitari’? Ci dicono che adesso siamo più liberi, alcuni sono perfino arrivati a dire che la legge sia un «inno alla vita» ma siamo convinti che non ci sia maggior diritto ma bensì di gran lunga meno diritto in questa legge, che cancella la responsabilità penale del medico e apre la strada all’eutanasia, rendendo più difficile ogni ripensamento.
Una normativa piena di zone d’ombra, che imporrà ai cattolici il ricorso massiccio all’obiezione di coscienza e aprirà una nuova frattura in seno alla società italiana. La sensazione è che il voto al Senato abbia avuto una motivazione ideologica ed elettorale, non politica e sociale come si afferma. Non siamo più liberi di prima con questa legge, ma più divisi e ciò sicuramente non giova a tutta la nostra nazione; la fretta su tematiche eticamente sensibili che in vari momenti della legislatura ha accompagnato certe fondamentali decisioni non ha risolto i veri problemi dell’Italia quali per esempio la povertà diffusa e la mancanza di lavoro che riteniamo continuino ad essere prioritari e per i quali il tempo delle chiacchiere e degli slogan è abbondantemente finito.
Michele Fusari
(presidente MCL del territorio )

Capotreno licenziato/1.
Trenord impari il rispetto degli orari
Egregio direttore,
vorrei elogiare quei dirigenti di Trenord che hanno deciso di licenziare il capotreno che ha osato mordere e anche insultare un povero africano che lo aveva solamente aggredito e rapinato, dopo averlo gettato a terra. Giusta la sanzione per un odioso gesto dal sapore razzista! Questo capotreno avrebbe dovuto prenderle e farsi rapinare senza reagire, e che diamine! Mi permetto dunque di invitare questi paladini esimi del politicamente corretto (che tanto hanno a cuore i lavoratori e gli studenti pendolari cremonesi, visti gli agi con i quali li fanno viaggiare e la puntualità con la quale li fanno arrivare alle loro destinazioni), a mettere in campo un bel progetto inclusivo, del tipo ‘Le risorse viaggiano gratis’, ovvero permettere a tutti gli immigrati di poter viaggiare sui treni senza pagare, come già peraltro fanno. La Boldrini ne sarebbe senz’altro felicissima. In questo modo i capitreno non avrebbero modo di sfogare il loro razzismo su questi poveri e bravi ragazzi.
Guido Antonioli
(Pandino)

Capotreno licenziato/2.
Ecco uno dei risultati del ‘jobs act’
Signor direttore,
alcuni sepolcri imbiancati si sono schierati subito a difesa di un giovane capotreno dipendente del gestore ferroviario regionale. Personalmente, mi sembrano fastidiose alcune invettive contro il provvedimento scritte da chi nel 2015 difendeva, ‘senza se e senza ma’, il famoso jobs-act del governo Renzi. Forse non avevano avuto tempo di leggerlo bene e di valutarne le conseguenze nelle fasi che seguono l’intimazione di un licenziamento disciplinare. Eccovi serviti di barba e capelli. Allo stesso modo, spero che scriveranno se verrà licenziata la guardia giurata che a Bari avrebbe brandito la pistola d’ordinanza contro studenti che di notte, invece di pensare alle fidanzate, volevano occupare una scuola superiore.
Stefano Bandioli
(Castelvetro Piacentino)

Per la verità, va precisato che fino ad oggi non abbiamo registrato alcun commento contrario al licenziamento di esponenti del centrosinistra.

Capotreno licenziato/3.
Specchio dello schifo che c’è in Italia
Signor direttore,
leggevo la notizia del controllore trenord licenziato. Da quel che leggo abbiamo una rissa con morsi, insulti razziali, bestemmie poi cambio d’abiti e una rapina di oggetti lavorativi del capotreno, sospensione dal lavoro e successivo licenziamento per esso, arresto dell’immigrato denuncia, una ragazza che riprende la scena col telefonino che posta il tutto su un famoso social insultando il capotreno e viene anch’essa querelata per diffamazione e infine un ricorso al giudice del lavoro per il reintegro del capotreno. Tutto questo scaturito da cosa? Da un passeggero senza biglietto. Tutto questo non è altro che lo specchio di un Paese, l’Italia, ormai al declino totale, dove da una piccola cosa si fanno delle tragedie e dove invece quando capitano le vere tragedie tutti sembrano disinteressati e preoccupati solo del proprio orticello. Uno schifo.
Marco Pedrabissi
(Trescore Cremasco)


Capotreno licenziato/4.
Siamo alla mercé degli immigrati
Egregio direttore,
mi riferisco alla vicenda del capotreno di Trenord, riportata dal suo giornale il 20 dicembre. E’ veramente scandaloso che questa azienda di trasporti, di cui tutti conosciamo l’inefficienza dimostrata quotidianamente, si permetta di licenziare un suo dipendente, dopo che questi ha cercato di salvaguardare gli interessi dell’azienda per cui lavorava. Trovo assurdo ed esecrabile che nessuno dei passeggeri che hanno assistito alla colluttazione sia intervenuto a sostegno del capotreno e che una ‘signora’ si sia solo preoccupata di filmare la scena per poi gettarla in pasto alla rete mediatica di Facebook. Siamo purtroppo, grazie ai nostri governanti, alla mercé dei nostri ‘amici’ immigrati che accampano ad ogni pié sospinto i loro diritti e mai i loro doveri. Tra l’altro, il senegalese autore della prepotenza ai danni del controllore è già noto alle forze dell’ordine, ma naturalmente se ne va in giro indisturbato a spese di noi contribuenti. Mi sembra anche strano che il sindacato, in questo caso, non abbia fino ad ora fatto sentire la propria voce.
Claudio Marazzi
(Cremona)

A ortopedia e traumatologia
L’avete guarito grazie per nostro figlio
Signor direttore,
un grazie a persone speciali. Sei mesi sono trascorsi dall’incidente stradale che ha coinvolto nostro figlio mentre in moto si recava a scuola in una tiepida mattina di inizio giugno. E così come la scuola stava per terminare per noi ha avuto inizio un lungo e sofferto periodo con il susseguirsi di interventi, cure e ansie che hanno coinvolto tutta la sfera familiare mettendoci a dura prova. Proprio per questi motivi, oggi, al termine anche della fase di convalescenza, non possiamo e non vogliamo sottrarci all’impegno di pronunciare poche e semplici parole per chi in quei momenti ha saputo garantire competenza, professionalità e chiarezza per la soluzione delle gravi conseguenza traumatiche riportate nell’incidente, e allo stesso tempo cortesia, pazienza, disponibilità e anche simpatia. Il connubio di tutti questi elementi ha indubbiamente permesso la soluzione dei tanti problemi e il sollievo dei patimenti e delle ansie vissute. Ringraziamo quindi il Reparto di Ortopedia e Traumatologia (...)
Aduo e Roberta Vicenzi
(Castelleone)

Banca Etruria
L’incredibile frase della Boschi
Egregio direttore,
non è la prima volta che la politica entra a gamba tesa nel salvataggio di un grande gruppo finanziario o industriale; un conto è se ciò avviene più o meno alla luce del sole (ed è più tollerabile) oppure all’ombra delle stanze del potere. L’intervento di Maria Elena Boschi in merito a Banca Etruria, che sia stato per acquisire informazioni o per fare pressioni di qualche tipo, appartiene a questa seconda categoria. Considerato che al tempo era ministro per le Riforme costituzionali ed i rapporti con il Parlamento, non era nemmeno sua stretta competenza.
Ma una sua dichiarazione mi ha lasciato particolarmente stupito: «L’ho fatto per salvare la principale industria di Arezzo, che è l’oro».
In pratica temeva che l’indotto finisse interamente in mano agli orafi di Vicenza, cosa parzialmente avvenuta. La più importante ricchezza di Arezzo è dunque l’oro? Magari lo sarà dei ricchi di Arezzo, che non sono la ricchezza di Arezzo. Io che la penso controcorrente ritengo che la vera ricchezza di Arezzo siano i prestinai che si alzano alle due, i guidatori di autobus nelle loro cabine, gli asfaltatori di strade con i loro rulli... e chi più ne ha più ne metta.
Igor Paulinich
(Cremona)

Ambulanze della morte
Pena capitale per quel portantino
Signor direttore,
la pena di morte è ingiusta e crudele? Catania: ambulanze della morte, i pm: 50 casi sospetti di malati uccisi per dare il servizio a pompe funebri controllate dalla mafia. Il portantino iniettava il veleno durante il tragitto. E poi dice che non si deve applicare la pena di morùte! A uno che ammazza 50 persone per prendere la stecca... Non solo é un animale, ma è un cane rabbioso ed i cani rabbiosi vanno abbattuti.
sandromezz@gmail.com

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400

Prossimi Eventi

Mediagallery

Prossimi EventiScopri tutti gli eventi