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Lettere al Direttore

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emanzini@laprovinciacr.it

22 Dicembre 2017 - 04:00

LA POLEMICA
Lampione senza lampada. Da cinque mesi siamo al buio


Egregio direttore,
volevo segnalare che da ben cinque mesi nella mia via, manca il corpo illuminante di un lampione: il palo in questione è posizionato in via Lungastretta nel punto in cui fa angolo con l'ingresso del condominio in cui abito, e alla sera la zona è completamente buia. Faccio presente che l'angolo in questione è utilizzato da almeno cento famiglie per far manovra di inversione, in quanto la via è cieca.
Ovviamente il problema è stato più volte segnalato a Citelum, sia per e-mail che per telefono, ma senza risultati. Quando la gestione dell’illuminazione pubblica e dei semafori era in carico ad AEM, l'intervento, dopo segnalazione dell'utente, avveniva al massimo entro una settimana... Ma penso che cinque mesi per avere una riparazione di un lampione siano davvero troppi...
Cristina Passolunghi
(Cremona)

IL CASO
Tante auto in sosta col motore acceso e chissenefrega dello smog che sale
Gentile direttore,
in questo periodo contino a leggere sul suo quotidiano l’innalzamento delle polveri sottili su tutto il territorio, ormai di questo passo, l’incidenza tumorale polmonare andrà alle stelle sul territorio, se non si applicheranno delle misure restrittive. Comunque ognuno di noi può fare la sua parte nel suo piccolo.
Esempio: alla mattina presto vedo molta gente che lascia acceso di proposito la macchina per farla scaldare per oltre 10 minuti nel frattempo chi pulisce i vetri, chi va a bere un caffè, chi va a prendere il pane, e così via. Non pensando al grado di inquinamento che si provoca.
Preciso che una normativa del codice della strada art. 157 - comma 7 bis. recita testuale: ‘È fatto divieto di tenere il motore acceso durante la sosta del veicolo, dalla violazione, ne consegue la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 200 a euro 400’. P.s.: per sosta si intende la sospensione della marcia del veicolo protratto nel tempo. Speriamo che le forze di polizia locale, applichino la normativa, sanzionando nella misura adeguata chi non rispetta tale normativa.
Giuseppe Bisaccia
(Castelverde)

Ha perfettamente ragione. Ricordo che qualche anno fa c’era stato un giro di vite contro gli automobilisti che, in attesa ai passaggi a livello, lasciavano il motore acceso. Ora non se ne parla praticamente più... Un po’ più di severità nelle sanzioni potrebbe essere una cosa utile.

‘Modernità sentite in Rai'
Panettone simbolo d’amore del Natale
Signor direttore,
quando sento, intorno alle 18 appena trascorse di oggi, e pertanto in fascia oraria non protetta per i minori, l’illustrissimo signor Bruno Vespa, in una trasmissione televisiva Rai, candidamente bestemmiare che il panettone è il simbolo di amore del Natale, rimango perplesso e mi domando: e io, per sentire queste ‘modernità’, pago anche il canone, liberamente obbligato, con la bolletta della luce? Non vi sembra di esagerare enormemente?
Pietro Ferrari
(Cremona)

Io mi dissocio
Dimenticato il vero significato del Natale
Signor direttore,
domenica pomeriggio ne approfittavo vista la bella giornata per recarmi a fare visita ad un amico a Bergamo alta e successivamente uscivamo per una passeggiata in centro.
In giro, per i negozi, nei bar insomma ovunque come logico in questo periodo teneva banco il Natale e il copione sempre lo stesso: panettoni, cene, viaggi, regali a destra e a sinistra e chi più ne ha più ne metta.
Anche quest’anno il vero significato del Natale è passato in secondo piano, il consumismo ha prevalso sul sacro e per l’ennesima volta gli italiani non hanno capito il vero significato di questa festa.
Del resto non si può pretendere che possa capire qualcosa un popolo, qual è quello italiano, che cancella i presepi per non urtare gli immigrati che arrivano sui barconi, oppure come ho visto, un presepe dove Gesù nasceva su un barcone con sopra la scritta ‘siamo tutti fratelli’. Barbarie del medioevo.
Quindi se gli italiani vedono così il Natale io quest’anno mi dissocio completamente dal popolo bue e voglio un anti-Natale: niente regali né auguri, niente festeggiamenti, solo meditazione e preghiera per ricordare la venuta del Salvatore e passare una giornata come le altre.
Marco Pedrabissi
(Trescore Cremasco)

Il calendario sbagliato
Al primo gennaio mi aspettavo altro...
Signor direttore.
nel calendario mensile appeso in parete, all’1 1 gennaio/2018/lunedì, leggo: Maria Madre di Dio. Mi sia perdonata l’ignoranza, ma, in tale data, io mi aspettavo di leggere: Circoncisione di Gesù Cristo (circonciso, appunto, l’ottavo giorno dalla nascita). Che mi abbiano rifilato un calendario sbagliato?
Gianfranco Mortoni
(Mantova)

Effettivamente prima della riforma liturgica seguita al Concilio Vaticano II e del nuovo Messale di Paolo VI l’ottava di Natale ricordava la circoncisione di Gesù. Con la riforma si è deciso invece di celebrare la divina maternità di Maria che un tempo ricorreva l’11 ottobre.

Con l’abbonamento Vanoli
Macchinetta del caffè in omaggio, attendo
Gentile direttore,
sono un vecchio abbonato della Vanoli e quest’anno, al momento del rinnovo dell’abbonamento, quindi fine luglio o primi di agosto, la segretaria della Vanoli mi consegna un buono relativo ad una macchinetta del caffè che gratuitamente, in quanto abbonato, mi verrà recapitata a casa.
La ditta che dovrà provvedere a questo è la Vitha Group di Cremona. In data 21 agosto, previo appuntamento, vengono a casa mia tre incaricati della Vitha Group e dopo aver io scelto il colore della macchinetta mi dicono che nel giro di 15/20 giorni l’articolo mi verrà recapitato. Ad oggi della macchinetta nemmeno l’ombra.
Nel frattempo io ho fatto diverse telefonate e mi sono recato di persona presso questa ditta: la risposta è sempre stata che la macchinetta è in arrivo e nel giro di qualche giorno mi verrà recapitata a casa.
Essendo un vecchio abbonato Vanoli non mi interessa tanto la macchinetta, anche se adesso, visto come mi hanno trattato la voglio di sicuro, ma mi dispiace infinitamente per Aldo Vanoli, presidente della Vanoli Basket. Alla luce di questa spiacevole situazione lo invito a considerare la collaborazione con Vitha Group. (...)
Maurizio Pagliarini
(Cremona)

Caccia ai fantasmi
Ecco l’antifascismo archeologico
Gentile direttore,
da qualche tempo pare che, a sinistra, si sia intensificata una sorta di caccia ai fantasmi; il più gettonato pare essere il fascismo. A livello parlamentare - con tutte le urgenze contemporanee che il Paese dovrebbe affrontare - ha ritenuto di occuparsene l’onorevole Fiano (Pd); pure dalle nostre parti vi è chi non vuole essere da meno: mi riferisco a coloro che - anche a Crema - vorrebbero notificare al defunto Benito Mussolini la delibera di revoca di una cittadinanza onoraria - da contestualizzare storicamente - di cui più nessuno si curava e ricordava.
Al riguardo, calza perfettamente e conserva intatta la sua attualità, il pensiero di Pier Paolo Pasolini, intellettuale non certo intriso di pulsioni ‘reazionarie’: «Esiste oggi una forma di... antifascismo archeologico che è poi un buon pretesto per procurarsi una patente di antifascismo reale. Si tratta di un antifascismo facile che ha per oggetto e obiettivo un fascismo arcaico che non esiste più e che non esisterà mai più...
Ecco perché buona parte dell’antifascismo di oggi, o almeno di quello che viene chiamato antifascismo, o è ingenuo e stupido, o è pretestuoso e in malafede: perché dà battaglia o finge di dar battaglia a un fenomeno morto e sepolto, archeologico appunto, che non può più far paura a nessuno. Insomma, un antifascismo di tutto comodo e di tutto riposo».
Antonio Agazzi
(Capo Gruppo di Forza Italiain Comune a Crema)

Vinca il buon senso
Ora basta con le risse. Risolvere i problemi
Caro direttore,
guardando a quanto sta avvenendo in questi giorni, ed evidentemente preoccupato di quello che potrà accadere nei prossimi mesi, il Colle manda un messaggio ai naviganti e dice: basta risse.
Oggi è il caso delle banche, venete, toscane o non si sa di dove, a fornire la benzina per tenere il fuoco acceso, a costringere il ministro dell’Economia a lavarsene le mani ed a scaricare colleghi e collaboratori che in sostanza, al di là della opportunità nel caso specifico, si sono fatti carico di problematiche riguardanti magari il loro territorio e le loro competenze più o meno dirette.
Per domani ci sarà solo il dubbio delle scelta, considerate le problematiche che sta vivendo la nostra società e come sempre, quando si vuole pescare del torbido, vale il detto che la colpa è del Governo.
Io sono in sintonia con il Colle e mi auguro che a prevalere sia il buon senso e la volontà vera del politici e soprattutto di voi giornalisti, di avere come obiettivo l’interesse di tutti.
Parto da una cosa piccola che però, le assicuro, mi ha strappato il cuore.
In una rassegna stampa di qualche giorno fa in televisione, ho letto di un bambino che ha scritto a Babbo Natale chiedendogli non di portargli tanti doni, ma un posto di lavoro per il suo papà.
Io, semplice cittadino, e come me, ne sono certo, la maggior parte della gente, papà e nonno con figli e nipoti che vivono e potranno vivere questo dramma, mi sono chiesto cosa potrei fare per aiutare chi si trova in simili situazioni.
A maggior ragione, ritengo, se lo dovrebbero chiedere coloro che a qualsiasi titolo sono in posizioni di potere o possono condizionare la pubblica opinione.
Ed è proprio in questa ottica che mi piace interpretare l’appello del presidente della Repubblica: in pratica un invito ad abbassare i toni, a valutare i problemi nella loro concretezza, a confrontarsi nei prossimi mesi con l’obiettivo non di distruggere facendo prevalere lo spirito del tutti contro tutti, ma di costruire per il bene della nostra Italia che ne ha un estremo bisogno.
Alessandro Bertoni
(Pieve d’Olmi)

Un mezzo molto sicuro
Treni, poca pubblicità. Non capisco il perché
Gentile direttore,
assodato che gli incidenti stradali sono molto più numerosi che quelli dei treni, colpisce che la pubblicità dei treni sia quasi inesistente e molto minore rispetto a quella delle automobili.
Silvio Pammelati
(Roma)

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