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19 dicembre

Lettere al Direttore

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emanzini@laprovinciacr.it

21 Dicembre 2017 - 04:00

Le foto dei lettori

Gentile direttore,
anche d'inverno Cremona può offrire scorci suggestivi. Eventuali progetti urbanistici, compresa la costruzione di nuove strade, dovrebbero essere molto ponderati: il territoriod el Parco del Po e del Morbasco è una risorsa che dobbiamo tutelare, per noi e, soprattutto, per le generazioni future.
Guido Regonelli
(Cremona)

IL CASO
Esporre i rifiuti entro le 6 (la sera prima). E se di notte vengono spostati o svuotati...
Signor direttore,
prendo spunto da un piccolo ‘siparietto operativo’, se vogliamo anche simpatico (dipende dai punti di vista) accadutomi pochi giorni fa per porre a chi di dovere un quesito che in generale interessa l’utenza cittadina, circa il modo di comportamento da tenere nell’esporre i cassonetti dei rifiuti sulla pubblica via, dato che sono stato, seppur bonariamente, ma in maniera decisa, ripreso dall’operatore perché esposti alle 6,30, anziché prima delle 6, premettendo che già tempo addietro avevo posto lo stesso quesito telefonicamente in identica maniera ai competenti uffici del Servizio Nettezza Urbana, sentendomi rispondere ‘...che ero polemico...’.
Ovvero: le indicazioni a suo tempo ricevute dai cittadini circa l’esposizione sulla pubblica via dei cassonetti del vetro, carta, verde e rifiuto indifferenziato, sono quelle che siano esposti in maniera ordinata prima delle 6 del mattino, per cui in pratica... dalla sera precedente. Di notte però, a volte vengono spostati, o addirittura svuotati da qualche buontempone, mettendo così a repentaglio la pubblica incolumità di pedoni, ciclisti, motociclisti e automobilisti procurando purtroppo anche seri danni.
Ciò premesso, chiedo: chi risponde per eventuali colpe e/o risarcimenti, il gestore del servizio o, eventualmente in solido, l’utente espositore? Resto in attesa di una risposta ufficiale da parte dei competenti uffici, e la ringrazio dell’attenzione.
C. U.
(Cremona)

Il suo quesito è legittimo e interessa migliaia di persone. Il modello di raccolta dei rifiuti è relativamente recente e ancora in una fase - potremmo dire - sperimentale. Certi aspetti si possono ritoccare e migliorare? Attendiamo una risposta dall’amministrazione comunale.

Alternanza scuola-lavoro
Licei sportivi e società lavorino insieme
Egregio direttore,
le recenti proteste degli studenti relative alla legge sulla Buona Scuola, che ha introdotto l’alternanza Scuola -Lavoro per i ragazzi dalla terza superiore in poi con relative difficoltà a trovare aziende dove trovare un inserimento veramente formativo, mi inducono a qualche riflessione e a una proposta. A Cremona ci troviamo in presenza di due licei ad indirizzo sportivo e a società professionistiche indicate come modelli di organizzazione: perché non trovare una efficace collaborazione e le sinergie necessarie per una collocazione degli studenti presso queste società per il periodo di alternanza che la legge prevede? Ci sarebbe un duplice vantaggio: da una parte studenti che hanno scelto lo sport quale possibile sbocco lavorativo futuro, potranno valutare e sperimentare nel concreto cosa significhi stare ‘sul pezzo’ dell’‘Azienda Sport’; dall’altro le società potranno valutare e reclutare potenziali collaboratori per il futuro, preziosi soprattutto per i mutamenti tecnologici in atto, anche nel mondo sportivo. Sarà mia premura portare la proposta al prossimo Consiglio del Panathlon (...) che potrebbe essere il collante per l’attuazione del progetto.
Pierluigi Torresani
(Cremona)

Vittorio Emanuele III
Salma tornata in Italia. Ricordiamoci chi era
Signor direttore,
la salma di Vittorio Emanuele III è tornata in Italia. Agli italiani che esultano dell’evento vogliamo ricordare chi era questo re.
Quando gli conveniva appoggiò il Fascismo e lodó Mussolini. Quando le sorti della guerra volsero al peggio arrestó con l’inganno Mussolini, firmò l’armistizio con gli alleati e fuggì al sud lasciando gli italiani in balìa della rabbia tedesca per il tradimento. Fulgido esempio di vigliaccheria reale, di cinico disinteresse per il suo popolo, e di opportunismo!
Alessandro Mezzano
(Cremona)

Il biotestamento è legge/1
Uno Stato laico risponde ai cittadini
Egregio direttore,
leggo su “La Provincia” del 18 dicembre un lungo intervento del signor Diego Storti contro la legge relativa al testamento biologico appena approvata in parlamento, una legge da lui giudicata ‘un’aberrazione e una sorta di testa di ponte per altre leggi mortifere’.
Non voglio qui usare il largo spazio concesso alle argomentazioni del lettore ma rammentargli brevemente alcuni punti fermi.
L’art 32 della Costituzione dichiara, tra le altre cose, che ‘Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizioni di legge’; ora, se l’idratazione e la nutrizione artificiali sono trattamenti sanitari, e non procedure naturali, come ormai è riconosciuto dalla quasi totalità della categoria medica, la legge sul ‘fine-vita’ non ha fatto altro che rendere operativo l’esercizio del libero consenso del paziente rispetto al modo in cui ritiene di affrontare le ultime fasi della sua esistenza, se è vero, come è vero, che nessuno può essere sottoposto ad un trattamento sanitario contro il proprio consenso.
La Cei e il signor Storti sono liberissimi di pensarla diversamente così come nessuno ha mai obbligato chi è contrario all’aborto a sottoporsi a un’interruzione di gravidanza o a praticarla; ma è altrettanto vero che uno stato laico, come si presume sia l’Italia, ha l’obbligo di legiferare nel riconoscimento delle opinioni e delle convinzioni di tutti i suoi cittadini, credenti o meno, con buona pace della Cei e del signor Storti.
V. Montuori
(Cremona)

Il biotestamento è legge/2
La Sanità deve curare e magari guarire
Signor direttore,
uno dei compiti della medicina dovrebbe essere incentivare la cultura della guarigione, perciò un cambio di passo e di mentalità nei pazienti, come in tutti gli ambiti sanitari. Ossia la fiducia di guarire e la positività rispetto alla malattia... La Sanità deve curare e possibilmente guarire. Mentre staccare la spina dovrebbe essere un evento possibile, purché voluto dal diretto interessato e non da terzi, ma in via del tutto eccezionale. Per la Sanità il rispetto di chi soffre è un dovere e in determinate circostanze anche compiere la sua volontà, ma lo è anche non dimenticare il fine etico per cui si curano i malati. In questa fase siamo agli estremi oltre il buon senso. Una standardizzazione del suicidio assistito attraverso il biotestamento comporterà un forte incremento ben oltre l’aspetto fisiologico per l’instaurazione di una nuova prassi, bensì per l’incremento delle aspettative di vita e terapeutica negative, in molti pazienti, correlate alla fine della patologia tramite la morte. Tutto questo in un batter d’occhio, molto prima che prevalesse in medicina una corsia preferenziale per l’ottimismo terapeutico. Solo per la fretta di far prevalere un’idea senza aver capito esattamente cosa comporta e di cosa si tratta.
Claudio Maffei
(Fasano del Garda)

Uno studio americano
Migliaia di incidenti con i Pokemon Go
Signor direttore,
il videogame per smartphone Pokemon Go potrebbe aver causato oltre 100.000 incidenti stradali nei soli Usa nell’arco di cinque mesi, dal lancio della app nel luglio 2016 fino al novembre dello stesso anno. A rivelarlo un studio della Purdue University, secondo cui il popolare gioco di realtà aumentata avrebbe generato fino a 7 miliardi di dollari di danni. I due professori che hanno effettuato la stima, hanno preso in esame una contea dell’Indiana, incrociando i dati sugli incidenti stradali con la posizione dei Pokestop, cioè i luoghi di interesse delle città dove è possibile raccogliere ricompense del gioco. In base alle statistiche raccolte, la probabilità che un incidente accadesse nel raggio di 100 km da un Pokestop era del 26,5% più alta. (...) Secondo i docenti, i costi economici correlati sono compresi tra 2 e 7,3 miliardi di dollari. Se è pur vero che si tratta di stime, sono tuttavia dati che fanno riflettere per la sottovalutazione che si è dato a quello che è un fenomeno di massa e che meriterebbe più attenzione proprio da parte degli utenti che spesso si trovano in preda ad una sindrome da gioco difficilmente controllabile. Ovviamente la soluzione nel nostro Paese è già nel codice della strada e in particolare all’articolo 173 comma 2 che fa divieto espresso di utilizzo di apparecchi che non richiedono per il loro funzionamento l’uso delle mani, sanzionando non solo con una sanzione pecuniaria da euro 81 a euro 326 il trasgressore nonché con la decurtazione di sei punti dalla patente di guida, ma anche con la sospensione della stessa da uno a tre mesi qualora si compia un'ulteriore violazione nel corso di un biennio.
Giovanni D’Agata
(Sportello dei diritti)

In Viale Cambonino
I nostri marciapiedi sono ridotti così


Caro direttore,
questo è lo stato di un marciapiede del viale Cambonino. E la situazione è questa da una decina di giorni.
Antonio Croci
(Cremona)

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