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Giovedì 7 dicembre

Lettere al Direttore (1)

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emanzini@laprovinciacr.it

09 Dicembre 2017 - 04:05

IL CASO
Ambasciata americana a Gerusalemme. Il mondo assiste con il fiato sospeso
Signor direttore,
col trasferimento da Tel Aviv a Gerusalemme dell’ambasciata Usa, di fatto il governo statunitense sembrerebbe avallare la supremazia degli israeliani sui palestinesi. Tale decisione è stata criticata non solo dai musulmani (com’era logico attendersi) ma anche da molti stati europei. Ciò premesso, è molto probabile che in Medio Oriente ora scoppino gravi disordini che potrebbero anche portare ad una nuova sanguinosa guerra. Gli israeliani (che una volta venivano chiamati israeliti) si considerano gli ‘eletti’ cui il Dio della Bibbia donò la Terra di Palestina previa pulizia etnica dei popoli che la abitavano.
Quel Dio era duro, spietato e vendicativo; tutto il contrario del Dio buono e misericordioso descrittoci da Gesù. Ed allora fra i due qual è il vero Dio? Mah. Sta di fatto che ora tutto il mondo è col fiato sospeso considerando anche che permane irrisolto il problema Corea del Nord. Per concludere due domande. Che posizione prenderà ora papa Francesco? Può essere che Trump abbia letto ‘I Protocolli dei Savi Anziani di Sion’? Dagli alcuni studi, sembrerebbe trattarsi di un falso appositamente redatto (non si sa da chi) per screditare gli ebrei. Ad ogni modo questi scritti (veri o falsi che siano), fanno riflettere e non poco.
Aldo Maccagnoni
(Monticelli d’Ongina)

Il Papa ha espresso la sua «profonda preoccupazione» per Gerusalemme facendo appello affinché sia rispettato lo status quo della città che ha «una vocazione speciale alla pace» ed è «sacra per gli ebrei, i cristiani e i musulmani». Personalmente, trovo azzardata e imprudente la decisione di Trump che, temo, sarà foriera di gravi conseguenze.

LA POLEMICA
Il vero problema è la costante violenza rossa
Gentile direttore,
la recente dichiarazione del sindaco Galimberti intervistato circa la possibile scelta della collega Bonaldi di Crema sulla revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, in cui afferma che «episodi recenti dicono che stanno montando comportamenti di una destra estrema violenta», resta espressione di libero pensiero ma palesemente altrettanto non libera da una, non velata, posizione politico-culturale indirizzata e condizionata nell’identificazione del fenomeno violenza sociale. Limite. Confusione. Necessario avere un dato di realtà oggettivabile e non solo un ideale di realtà proiettabile.
Qual è il problema: la violenza sociale o la tendenza politica di chi ne è responsabile? C’è una violenza di serie A ed una di serie B? Fatica non sospettare che in base al colore politico di appartenenza la violenza viene giustificata, tollerata, interpretata e minimizzata o al contrario amplificata e strumentalizzata. Due pesi due misure. La logica della pagliuzza e della trave. La violenza sociale è violenza a prescindere da chi se ne rende responsabile.
Punto di partenza. In Italia e a Cremona pare di no. L’ultimo macabro blog al non piacente Salvini insegna: ‘passato’ politicamente quasi inosservato. Ritornando a Cremona la città ed i suoi cittadini sono stati in questi ultimi anni più volte sfregiati e feriti dalla violenza dei gruppi organizzati della sinistra radicale (comunisti ed affini) presente nei centri sociali Dordoni e Kavarna. Non è elegante fare ‘l’elenco della spesa’ delle gesta degli occupanti (abusivi ed a spese dei cittadini) dei due covi di devianza sociale. Necessario farlo però per fare memoria circa le non risposte della giunta comunale alla cittadinanza e dell’atteggiamento di estrema tolleranza e rimozione della problematica esistente.
Senza andare troppo indietro negli anni si ricorda nel 2013 l’aggressione ai clienti e proprietari del ristorante il Violino, colpevoli di essere ricchi. Marchio Kavarna. Il tentativo l’anno dopo di fare esplodere un bancomat in via Dante. La consueta lordatura dei muri della città con scritte deliranti dal centro storico alla periferia con tanto di firma. L’agguato e l’aggressione, con spranghe e bastoni, premeditato nei confronti degli appartenenti a CasaPound Cremona il 18 gennaio 2015.
La programmata e pianificata devastazione della città il sabato successivo, in occasione della (non autorizzata) manifestazione nazionale antifascista. L’intimidazione al seggio elettore del Cascinetto in occasione del referendum del 22 ottobre 2017. Senza dimenticare le nottate no limits dei due Centri Sociali in chiaro stampo anti-sociale. Tutti episodi di chiara violenza sociale, effettuati con intenzionalità e non curanti delle conseguenze derivabili su persone o cose. Il tutto accompagnato da un atteggiamento sfidante ed arrogante dei responsabili nei confronti di cittadini ed istituzioni, consapevoli dell'immunità che sembrano godere grazie alla complicità, non velata, della sinistra locale e Parlamentare. ‘Loro possono’ (perché gli è permesso).
Non una mozione parlamentare. Questo sarà, per Cremona, il terzo Natale dopo la devastazione del 24 gennaio 2015. Giornata della vergogna. Al Kavarna ed al Dordoni mangeranno tranquillamente il panettone. Nasce il dubbio che l’atteggiamento politico del sindaco, della sua giunta e dei politici locali abbia tutte le caratteristiche della posizione dello struzzo che appoggia il corpo a terra chinando il lungo collo, nel tentativo di sembrare una grossa roccia o un cespuglio che trae in inganno il predatore: se questo si avvicina troppo, lo struzzo scappa a gran velocità. La città resta quindi in balia dei predatori. Cremona ferita merita risposta ed onestà intellettuale.
Claudio Merlini
(Cremona)

In via Mercatello, vandalizzata
Casetta di Santa Lucia. Dobbiamo rispettarla

Caro direttore,
ancora una volta la casetta di San Lucia è stata vandalizzata.
Pochi giorni fa hanno divelto la cimasa, riparata di recente, della posta posizionata in via Mercatello nei pressi di Largo Boccaccino.
E’ durata in loco poche ore.
Neanche il tempo di ammirarla il giorno dopo... mentre anche quella in corso Garibaldi ha subito un piccolo attacco. Una bella botta alla cimasa ne ha alterato la ‘geometria’. Scontro fortuito, volontà vandalica... chissà. Certo ne esce male da questa vicenda Cremona. Città alquanto triste e ‘miserevole’.
Inoltre faccio un appello ai proprietari dei cagnolini, vi prego, non utilizzate la casetta come surrogato del vespasiano di imperiale memoria.
Le piccole e amorevole bestiole non hanno colpe o responsabilità e a voi, padroni, costa poco saltare uno spigolo per rispettare questo luogo dedicato ai nostri fanciulli.
Angelo Garioni
(presidente di ‘Cremona com’era’)

Donazioni con la ‘Buona Usanza’
Il grazie dei Donatori di tempo libero
Egregio direttore,
da tempo avremmo voluto, tramite il nostro giornale, ringraziare pubblicamente i soci delle canottieri e/o associazioni sportive che sempre più frequentemente ci inviano generose offerte a mezzo della ‘Buona usanza’. Temendo di dimenticarcene alcune lo facciamo con questa nostra soltanto ora e collegialmente. Con sentimenti di viva gratitudine da parte di tutti i soci donatori tempo libero un ringraziamento sentito da parte del consiglio direttivo.
Associazione donatori tempo libero
(Cremona)

No alle solite interpretazioni
Il fascismo fu diverso dal nazionalsocialismo
Egregio direttore,
Giorgino Carnevali, con sua del 26 novembre, mi suggerisce la lettura di un libro ove l’autore tracciando i lineamenti di sedici personaggi (scrittori, scienziati, filosofi, premi Nobel ed artisti) che aderirono al nazionalsocialismo e al fascismo, si chiede come ciò possa essere accaduto, ossia «stare dalla parte sbagliata senza aver sospettato la radice malvagia di quelle ideologie tradotte, per anni, in politiche devastanti». Lo ringrazio anche se libri del genere hanno già avuto la mia attenzione nei miei ritiri spirituali letterari. Giorgino si è immedesimato in quell’autore il quale, di tante interpretazioni più ricorrenti ha tratto una sintesi dandole un unico denominatore che sarebbe quello della ‘malattia morale’. Anche questo, per me, non è una novità in quanto è stato un tentativo, dal punto di vista concettuale più profondo, di Leo Valiani, il quale lo espose in un libro scritto da Autori Vari edito nel 1955 intitolato ‘Il problema politico della nazione italiana (1945-1955)’.
L’errore principale di queste tesi è quello di voler amalgamare il fascismo con il nazionalsocialismo, il nazionalismo, il futurismo ed altri movimenti ideali dai quali provenivano personaggi che, poi, aderirono al fascismo. Per conoscere il fenomeno fascista è importante tener presente lo sviluppo che ebbe in periodi diversi. Il fascismo effettivo, concreto ed applicato all’educazione dei giovani è quello che conta. Esso ebbe un indirizzo principale dopo i Patti lateranensi e trovò anche riscontri in alcune encicliche che io, che c’ero, ho accettato come via esistenziale da seguire notando, purtroppo, le evoluzioni o involuzioni del pensiero cattolico in seguito e lo slittamento successivo del sindacalismo cattolico verso atteggiamenti paramarxisti.
Claudio Fedeli
(Cremona)

Legge sul biotestamento
Vanno approfondite tutte le conseguenze
Signor direttore,
sul biotestamento, mi prometto di fare uno sforzo all’insegna dell’ottimismo totale, nel senso che se se si è al corrente delle implicazioni, del pericolo di farsi molto male (compresi i propri cari) che comporterebbe l’applicazione di una qualsiasi procedura, senza averne approfondite le conseguenze, io sono certo che ci si asterrà dal fare una scelta autolesionistica. Se è vero e dimostrato che l’aspettativa terapeutica traccia il percorso che conduce alla guarigione, e che l’aspettativa di vita più si protrae, più si allunga la vita, forse sarebbe il caso di informarsi su cosa si intende per aspettativa, se è vero che è così determinante nella nostra esistenza. Ebbene, l’aspettativa si manifesta o concretizza, nella misura in cui si crede nel risultato che ci si aspetta.
Chiariamo che è l’aspettativa, con la speranza, la fiducia, la certezza e le previsioni di un determinato esito. Stiamo parlando ovviamente di aspettativa positiva, ma eguale principio riguarda l’aspetto opposto. Prima di legiferare su argomenti delicati dell’esistenza umana, quali ad esempio la legge sul testamento biologico, bisogna riflettere che trattasi di istituzionalizzare l’aspettativa di esiti negativi, fosse pure un’eventualità inconscia. Equivale a mettere per iscritto le proprie volontà, una specie di tracciato nocebico della propria vita. Perciò un procedimento gravemente autolesionistico che potrebbe innescare proprio quelle patologie per le quali non si opterebbe per la guarigione, bensì per il suicidio assistito, eutanasia eccetera.
Il discorso che sto facendo riguarda l’aspettativa, perciò anticipare e prevedere gli eventi tramite il testamento che di fatto corrisponde a dichiarare non solo una scelta, ma anche un timore. Diverso il discorso se si è colpiti da una grave malattia, anche se personalmente penso che il paziente non dovrebbe mai abbandonare fiducia e speranza di guarire, credo tuttavia, non ci si possa opporre se in presenza di una sofferenza insopportabile il paziente chieda di poter terminare la propria esistenza.
Claudio Maffei
(Fasano del Garda, Bs)

Centrosinistra scricchiolante
Prodi e Fassino brodini riscaldati
Signor direttore,
da qualche tempo in qua si stanno avvertendo preoccupanti scricchiolii in seno alla coalizione di centrosinistra . Imprevedibili errori di supponenza ne stanno erodendo , progressivamente, le previsioni più ottimistiche. Chi l’avrebbe detto che nel vespaio renziano si sarebbero potuti avvicendare un redivivo Romano Prodi e un super trombato Piero Fassino? Come se i brodini riscaldati potessero servire a qualcosa.
M. R.
(Cremona)

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