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27 ottobre

Lettere al Direttore (1)

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emanzini@laprovinciacr.it

29 Ottobre 2017 - 04:05

IL CASO
Via Mosa, ci toglie sonno il rumore delle auto sulla piastra metallica
Egregio direttore,
le scrivo dopo aver perso ogni speranza di risolvere il mio problema. Abito in Via Mosa 8. Sotto il mio palazzo transitano giornalmente moltissime autovetture che da via Mosa si inseriscono in Via Giordano. Al centro della strada proprio quasi di fronte al civico 8, è presente una piastra metallica che copre la Cremonella, un fiumiciattolo sotterraneo di Cremona.
Il passaggio continuo su questa piastra delle tante autovetture che si immettono in via Giordano determina un forte rumore metallico che si è accentuato nel tempo diventando ormai insopportabile a chi abita nelle vicinanze. Mi sono rivolto segnalando il problema ai vigili urbani (1 volta), al Comune di Cremona (2 volte) a Padania Acque (2 volte) ma le loro rassicurazioni verbali sulla soluzione del problema non hanno avuto un seguito. Sono passati ormai 8 mesi da quando ho iniziato a richiedere un semplice intervento di manutenzione sulla piastra metallica per evitare il frastuono continuo ma a tutt'oggi nessuno è intervenuto. Sono deluso e amareggiato per come il cittadino non viene rispettato, e anche esasperato dal continuo frastuono.
A questo punto dovrò intervenire personalmente?
Paolo Barbisotti
(Cremona)

Speriamo di no. Voglio credere che questa sua lettera arrivi sul tavolo giusto e che vengano presto messe in atto le necessarie contromisure.

LA POLEMICA
Vescovato, raccolta poco puntuale
Signor direttore,
il nuovo metodo di raccolta dell’indifferenziata che l’amministrazione di Vescovato vuole introdurre non ha nulla della raccolta puntuale vera, la quale si basa sul principio che i rifiuti vengano pesati e fatti pagare in base alla quantità smaltita. Nel nostro caso, i sacchi non saranno pesati. La tariffa rimarrà come prima, cioè composta da una quota basata sulla superficie dell’immobile ed una quota rapportata al numero dei componenti del nucleo famigliare, ed il servizio continuerà a svolgersi con la stessa intensità di prima, quindi senza significativi risparmi.
Le novità consisteranno semplicemente nel fatto che saranno contati i sacchi esposti da ogni famiglia e l’introduzione di un meccanismo che l’amministrazione chiama premiante, basato sul loro numero esposto. Una famiglia media, per non essere penalizzata, non dovrà esporre più di 24 sacchi/anno (20 per una di due persone) e meno di 20 (15 per 2 persone) per godere dello sconticino previsto. Un meccanismo che non facendo pagare in base alla quantità dei rifiuti prodotti, difficilmente potrà avere un effetto calmierante sulla loro produzione e che potrebbe addirittura tradursi in una forma mascherata di aumenti.
Tutto ciò porterà ad esporre sacchi stracolmi, tenuti in casa 3-4 settimane con le conseguenze immaginabili. Un sistema che non farà economizzare l’amministrazione che continua a parlare di risparmi (in campagna elettorale il sindaco ventilò un risparmio del 30-40% dei costi) che però non si vedono e non ci saranno.
Chiamare questa cosa ‘raccolta puntuale’ caricandola di valenza ambientale, significa gettare fumo negli occhi. Questa è solo una conta dei sacchi dagli effetti pressoché insignificanti.
Enrico Balconi
(capogruppo di minoranza a Vescovato)

LA REPLICA
Nessuno vuole chiudere il Museo del Lino
Signor direttore,
nel merito della questione del Museo del Lino, ci teniamo a puntualizzare che la nostra scelta non è stata dettata dal merito ma dal diritto. Pur essendo giovani pescarolesi, conosciamo molto bene la realtà del Museo, una perla del nostro territorio, gestita da una Associazione privata, che mette in mostra una collezione privata, all’interno di un fabbricato di proprietà del Comune, sistemato dal Comune, dato in comodato d’uso gratuito per 50 anni con utenze carico del Comune. Dal punto di vista del diritto, questa condizione non può essere supportata.
Al fine di allineare questa Convenzione rispetto a tutte le altre sottoscritte con le varie Associazioni, si è deciso di intraprendere un tavolo di trattativa con l’Associazione Museo del Lino, che però nonostante le molte richieste di incontro, non si è mai tenuto in quanto la stessa si è sempre ritenuta indisponibile a discutere. Tolto che non abbiamo mai e poi mai voluto chiudere il Museo, abbiamo da sempre dato la nostra assoluta disponibilità al confronto e al dialogo e soprattutto non abbiamo mai dichiarato di voler togliere il nostro sostegno all’Associazione.
Abbiamo sempre garantito contributi a tutti e nessuno è uscito a mani vuote. Purtroppo apprendiamo che l’Associazione preferisce proclami e piagnistei, e non possiamo esprimere il nostro rammarico a certe scene pietose che potevano essere facilmente evitate, bastava presentarsi agli inviti e parlare. Vogliono la cultura gratuita, così come a noi piacerebbe che anche l’assistenza a famiglie e bisognosi o gli interventi di somma urgenza del patrimonio fossero gratuiti. Il Museo dice di contare circa 1000 visitatori all’anno, interessante, se pensiamo che attraverso un biglietto di ingresso a prezzi simbolici, tipo un euro, si potrebbe ad esempio aiutare uno dei nostri anziani in un centro diurno, oppure aiutare due famiglie per la mensa scolastica dei propri figli, oppure acquistare un bancale di asfalto.
Non ci spaventano gli spauracchi di un ricorso al Tar, temiamo di più la leggerezza col quale certe persone preferiscono spendere soldi pubblici per difendere il proprio orticello. Chi spende il denaro dei nostri cittadini, deve garantire serietà e rispetto, al di là dei propri sogni o credo, noi questi principi li abbiamo rispettati con i provvedimenti assunti, ad altri invece probabilmente interessano più copertine e riflettori.
Graziano Cominetti
(sindaco di Pescarolo ed Uniti)

Una foto storica
Bissolati a Parigi dopo Caporetto


Signor direttore,
vorrei inviare questa rara immagine per ricordare il primo centenario della battaglia di Caporetto. Nell’immagine dell’agenzia di stampa parigina Meurisse, Leonida Bissolati, ministro per le Pensioni di guerra, esce dall’hotel Creillon di Parigi, dopo aver conferito con l’omologo Paul Painlevé.
Erano i giorni appena dopo la famigerata battaglia, e non era affatto scontata una vittoria dell’Intesa.
Igor Paulinich
(Cremona)

Dibattito sulla Storia
Noci rilegga la lettera  di Mezzano
Egregio direttore,
la pagina di Spazio aperto del 21 ottobre è stata, per me, di particolare interesse ed utilità. In essa, infatti, ho letto la missiva del signor Angelo Rosa con la quale egli chiama in causa i miei occhi. La risposta (ecco l’utilità) si può trovare leggendo il complesso di proposizioni elencate nell’epistola del signor Alessandro Mezzano. Questa lettera è inserita nello stesso Spazio ed ha il suo contenuto si espande al di là della Destra e della Sinistra cosicché entrambi gli occhi si compenetrano cercando di togliere ogni dubbio sui vari argomenti. La sua lettura dovrebbe essere presa in considerazione anche dall’attento lettore signor Sergio Noci mentre l’autore stesso, leggendo la Provincia del 22 ottobre si compiacerebbe con se stesso trovando la prova, nel pezzo: ‘Costituzione. Tutti a scuola per conoscere la Carta’ di quanto ha stigmatizzato.
Claudio Fedeli
(Cremona)

Alla Motorizzazione Civile
Impiegata maleducata. Lite allo sportello
Signor direttore,
mi rivolgo al suo quotidiano per segnalare un episodio decisamente spiacevole. Pochi giorni fa mio padre si è recato presso gli uffici della Motorizzazione Civile di Cremona per la compravendita di un ciclomotore di proprietà di mia moglie, accompagnando lei e l’acquirente. Dovendo mia moglie assentarsi anzitempo per lavoro, mio padre si sarebbe poi gentilmente prestato, essendo pensionato e quindi in disponibilità di tempo, a consegnare materialmente il mezzo al compratore. Presentando i moduli precedentemente compilati allo sportello dedicato, facilitandone peraltro il lavoro, ha ricevuto immediatamente dall’impiegata risposte quanto meno scortesi. La signora sosteneva che mio padre fosse solito recarsi in quegli uffici per mediare abitualmente compravendite di mezzi insinuando operazioni illecite, accusa non solo non vera, ma per la quale non avrebbe potuto produrre alcuna prova. Ne è seguito un diverbio conclusosi con una lamentela verbale di mia moglie alla direttrice degli uffici, persona di cui tengo a sottolineare gentilezza e disponibilità. Fingerò di ignorare quanto mio padre, limitatosi a motivare la sua presenza, sia stato notevolmente alterato dal dialogo. Lungi da me fare di tutte le erbe un fascio, dal momento che molti impiegati pubblici svolgono il loro lavoro con competenza e cortesia, tuttavia l’atteggiamento indisponente di molti altri è ormai un malcostume fin troppo diffuso, forti del fatto che, con il loro operato, erogano dei servizi necessari agli utenti i quali, difficilmente, possono farne a meno.
Andrea Sartori
(Cremona)

Apprezzo il fatto che lei ci metta la faccia nel lanciare la sua polemica. Non so come sono andate le cose, ma mi corre l’obbligo di sottolineare che eventuali atteggiamenti negativi sono individuali e non attribuibili alla struttura: dalle nostre parti i dipendenti pubblici per lo più sono collaborativi con i cittadini-utenti.

Recupero ex Fornaci Frazzi
Argomenti impropri per il no del Comune
Signor direttore,
sono uno dei 2000 firmatari a sostegno della petizione per il recupero e la salvaguardia dell’Ex Fornaci Frazzi. Innanzitutto mi devo complimentare per lo spirito battagliero di Giorgio Brugnoli che in solitudine porta avanti iniziative esemplari per Cremona che dovrebbero trovare ampie condivisioni nell’apparato politico. Il sindaco nella riunione di martedì utilizza espressioni, per tutelare il proprio mandato, efficaci ma improprie. Penso infatti che nessuno voglia mettere in discussione le priorità pubbliche (ponti, scuole, amianto eccetera), ma esistono in città anche delle esigenze in ambito storico e culturale altrettanto importanti. La storia e l’architettura industriale di questo complesso insieme all’attività dell’Arena dovrebbe rappresentare un bel biglietto da visita per una città come la nostra che non vive di soli violini ma che ha anche esigenze di altro genere. Dedicare, ad esempio, un parco ed un luogo così degradato ad uno dei più illustri concittadini, come Ugo Tognazzi, è un insulto e se fossi nei figli a Cremona non verrei più. Al professor Galimberti dico che lo trovo una persona cambiata rispetto ai propri propositi espressi durante la campagna elettorale e gli chiedo di fermar la propria frenesia nel fare e nell’apparire dedicando le proprie energie, in questa ultima fase del mandato elettorale, ai cremonesi e alle proprie esigenze. A Brugnoli invece non so se augurargli di proseguire nelle sue battaglie... o di cambiare città.
Luca Bonaldi
(Cremona)

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