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Venerdì 22 Settembre 2017

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Kazak i tappeti Kazak

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Morandi Tappeti

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Una piccola rassegna di Kazak per mettere in evidenza le caratteristiche comuni a tutti questi tappeti annodati nella parte occidentale del Caucaso.

Chiamiamo Kazak i tappeti dal vello alto di lana brillante e luminosa, generalmente tramati in lana e annodati con nodo simmetrico Ghiordes. 
Per comprendere appieno le caratteristiche di questi tappeti dobbiamo considerare sia il carattere fiero delle popolazioni che li hanno annodati, sia il territorio sul quale vivono e le attività svolte. 
Il nome Kazak deriva da Kajaki ( cosacchi ) ed i tappeti hanno caratteristiche che evocano lo sfrenato senso di libertà di queste genti.
Tra la fine del XIX secolo ed i primi due decenni del XX i diversi gruppi etnici seminomadi o transumanti dediti all’allevamento del bestiame, hanno annodato tappeti dai disegni geometrici essenziali e, cito testualmente Doris Eder: “fortemente espressivi i quali attraverso la loro fedeltà alla tradizione trasmettono un senso di quiete ed essenzialità”.

L’imponente paesaggio dei monti caucasici ed il rude lavoro che hanno forgiato queste popolazioni, hanno impedito che il loro stile sobrio venisse contaminato da inutili orpelli e contemporaneamente lo hanno arricchito di un grande respiro, di una staticità monumentale e di una visione degli spazi di chi ha saputo ascoltare il silenzio.
Ora prima di analizzare le differenze tra i vari villaggi è utile conoscere il punto di vista dell’antropologo norvegese Fredrik Barth il quale, avendo osservato che i confini tra i gruppi continuino a persistere nonostante vi siano costanti passaggi di individui da uno all’altro, giungeva alla conclusione che: ” I contenuti culturali (i segni espliciti e gli orientamenti valoriali) dei singoli gruppi, più che a determinarne la differenza, servono a definirne l’identità in modo contrastivo. Il fatto, che un determinato numero d’individui condivida la stessa cultura, dovrebbe essere considerato, allora, la conseguenza e non la causa dell’esistenza dello stesso gruppo. Barth sostiene quindi che invece di guardare al gruppo etnico come a qualcosa di definito dai “contenuti culturali”, sarebbe più appropriato sostenere, che sono proprio tali contenuti a stabilirne il confine e la cultura.” Questo è ancor più vero per quanto riguarda il mondo dei tappeti che sono una delle espressioni artistiche più alte di queste popolazioni.
In particolare per quanto riguarda i Kazak vediamo come i diversi villaggi a volte popolati da differenti etnie, tendano a differenziarsi ed a riconoscersi in alcune precise iconografie.

15 Settembre 2015