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Mercoledì 20 gennaio il primo concerto a Casa Elisa Maria

Si apre ‘La stanza del pensiero’, protagonista il ‘Trio Variabile’

Betty Faustinelli

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bfaustinelli@laprovinciadicremona.it

20 Gennaio 2016 - 13:43

Si apre ‘La stanza del pensiero’, protagonista il ‘Trio Variabile’

Cremona - Casa Elisa Maria, ore 21

Ingresso libero

CREMONA — Prende il via mercoledì 20 gennaio alle 21 la quinta edizione de La stanza del pensiero, rassegna di concerti promossa da La Camerata e ambientata nel salone di Casa Elisa Maria (via Aselli 63). L’ingresso è libero. In scena il Trio Variabile, ensemble composto da Claudio Mansutti (clarinetto), Andre Musto (violoncello) e Federica Repini (pianoforte). In apertura il Trio op. 11 in si bemolle maggiore di Beethoven, l’unica opera che il genio di Bonn abbia originariamente destinato a un organico del genere. Pagina serena e scorrevole, articolato nei canonici tre movimenti, il Trio op. 11 si apre con un Allegro con brio tematicamente molto compatto e privo di contrasti interni, prosegue con un Largo centrale molto lirico, dove spicca il timbro caldo del violoncello, e termina con un piroettante Tema con variazioni, omaggio beethoveniano a una melodia all’epoca molto popolare.
A seguire il Trio di Nino Rota, pezzo di grande piacevolezza che evidenzia il magistero di un compositore noto quasi esclusivamente — o comunque prevalentemente — per la produzione di colonne sonore da film. Nella seconda parte risuoneranno le note del Trio op. 114 di Johannes Brahms. E' un lavoro che rivela, oltre al temperamento schiettamenteromantico dell'autore, una spiccata abilità nel saper valorizzare la dolcevoce delclarinetto nel contesto di una salda unità stilistica con il pianoforte e il violoncello. Ciò è evidente sin dall’Allegro iniziale, armonicamente vivace e caratterizzato da una spigliata ritmicità, qua e là stemperata in alcuni passaggi cantabili del clarinetto.
L’Adagio è intriso di intimismo tipicamente brahmsiano e di soffusa malinconia, ubbidiente a una linea melodica di assorta e pensosa riflessione sulla caducità della vita. Di tono più delicato e pastoso nell'amalgama dei timbri fra i tre strumenti («E’ come se essi facessero all’amore fra di loro», scrisse il critico e compositore austriaco Eusebius Mandyczewski a Brahms) è l’Andantino grazioso, mentre l’Allegro conclusivo, disegnato con freschezza ed eleganza di immagini, mostra una esplicita naturalezza di espressioni. (ro.c.)
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