L'ANALISI
25 Novembre 2013 - 12:54
| Teatro Bellini di Casalbuttano ed Uniti, ore 21 |
Giovanni Falzone ci ha da tempo abituato alle sue personalissime riletture di classici del rock e del jazz. Questa volta tocca a una serie di fram- menti tematici tratti dalle opere di Giuseppe Verdi a essere sezionate e inserite nella centrifuga creativa di uno dei nuovi maestri del jazz italiano in uno di quegli omaggi che è prima di tutto un atto d’amore nei confronti di una tradizione – quella classica – che Falzone ha a lungo frequentato nelle fila dell’Orchestra Sinfonica G. Verdi di Milano. Un quadro sonoro all’interno del quale il quartetto jazz-rock riesce a muoversi con disinvoltura, riuscendo a far convivere rielaborazioni di materiale di repertorio, trasfigurazioni e composizioni originali ad esso ispirate. “Da Verdi c’è tantissimo da estrapolare come piace a me. Io infatti intendo progetti come questi come un continuo rimaneggiamento e una manipolazione dei materiali originali in modo da farli diventare sempre una musica nuova. Qualcuno mi disse una volta che la musica quando la pubblichi non è più tua. È una cosa su cui ho sempre riflettuto molto. Pensiamo a quanti hanno reso omaggio a Morricone senza che lui fosse mai contento. Ciononostante tutti sentono il desiderio di rendergli un tributo perché le melodie che ha scritto appartengono all’umanità. Un giorno magari qualcuno farà la stessa cosa con me maltrattando qualche mia composizione o rendendola più bella. E io non potrò fare altro che essere consapevole di questo. " () G. Falzone)
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