Torna in un’edizione speciale con copertina dorata ‘Lettere d’amore del Profeta’ in cui Paulo Coelho ha raccolto una scelta della fitta corrispondenza di Kahlil Gibran con l’americana Mary Haskell, preside di una scuola femminile a Boston, che aveva dieci anni più di lui ed è stata una figura determinante fino alla morte del Profeta nel 1931. Gibran si innamorò perdutamente della Haskell e le dedicò oltre seicento lettere che oggi si trovano nell’Uni - versità della Carolina del Sud e possono essere consultate da specialisti e studiosi. Il loro è stato un amore fuori dagli schemi attraverso il quale, secondo Coelho, si capisce la vera anima di Gibran. «Ti amerò per l’eternità, come ti amavo già molto primadi vederti per la prima volta.E questo lo chiamo destino. Niente può allontanarci: nè tu nè io possiamo cambiare questa nostra relazione. Vorrei che ti ricordassi per il resto dei tuoi giorni che sei la persona più importanbte del mio mondo. Che, anche se ti sposassi sette volte, con sette uomini diversi, nel mio cuore tutto sarebbe sempre come un tempo», le scrive Gibran. Secondo Coelho «un uomo rivela la propria anima quando ama, e nella corrispondenza con Mary Haskell trovai finalmente il mondo interiore di Gibran Kahlil Gibran. Comincia a segnare alcune frasi e ad archiviare nel computer quello che ritenevo fosse la sua essenza». Così, l’autore bestseller de L’alchimista, ha capito chi era Gibran. «Non era nè un rivoluzionario nè un saggi. Era un uomo, come tutti noi, e racchiudeva nella propria anima gli stessi dolori e le stesse gioie che proviamo noi. Eppure, attraverso i suoi libri è riuscito a rendere manifesta la grandezza di Dio». Gibran aveva conosciuto la Haskell nel 1904 a Boston e così racconta la prima volta che la incontrò. «Fui colpito dalla tua presenza fin dal primo momento che ti vidi. Fu in occasione di una mostra dei miei disegni, nello studio del signor Day» e poi ricorda come lei lo abbia convinto ad accettare i soldi per andare a Parigi: «il denaro non è un possesso, ma una responsabilità, e spetta a noi dargli la giusta destinazione ». Gibran le chiese anche di sposarlo ma «da quel giorno tu cominciasti a ferirmi», racconta. Pubblicato da Bompiani per la prima volta nel 1998, ‘Lettere d’amore del Profeta’ in questa edizione speciale negli asSaggi si prepara ad essere una perfetta strenna.