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JUKEBOX GRIGIOROSSO

Si può perdere contro l'Inter, ma ci si aspetta segnali di cambiamento

Nessuno pretende che la squadra di Nicola fermi la valanga neorazzurra, ci basta vedere una Cremo pronta a tornare sul sentiero di guerra, unendo gli sforzi sul campo e sul mercato

Giovanni Ratti

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redazione@laprovincia.it

30 Gennaio 2026 - 15:44

CREMONA - La tribù dei pellegrigiorossa è in allarme, e scruta l’orizzonte sperando di cogliere segnali di cambiamento. Segnali di fumo che vengano sia dal campo che dal mercato. Sul campo c’è poco da stare allegri, arriva l’Inter che con l’organico che ha potrebbe schierare due squadre, e probabilmente arriverebbero prima e seconda. E oltretutto Chivu non è il generale Custer che affronta la sfida con una presunzione che finirà per costargli il biondo scalpo.

Chivu non ha i riccioli biondi di Custer, ma ha imparato l’arte di non fidarsi, a Dortmund ha fatto un po’ di turn over dimostrando di prendere sul serio l’impegno dello Zini. Ne siamo onorati, però è una complicazione in più, perché un po’ di presunzione da parte del più grosso darebbe almeno un appiglio alla speranza del più piccolo.

Comunque nessuno pretende che la Cremo dei tre punti in otto partite fermi la valanga nerazzurra. C’è una pallina grigiorossa fra mille palline nerazzurre, ‘quasi’ impossibile che venga pescata proprio quella. Ma a quel ‘quasi’ la Cremo ha il dovere di aggrapparsi per dare segnali di cambiamento. Se non nel risultato, certo nella prestazione.

Mancherà parecchia gente su entrambi i fronti, ma fatte le proporzioni le assenze di Barbieri, Bondo e Collocolo sono più gravi di quelle di Barella, Calhanoglu e Dumfries. E intanto c’è l’altro fronte, altrettanto caldo anzi rovente perché il mercato è agli ultimi cruciali sgoccioli. Le vie del mercato sono misteriose, chissà se la Cremo ha scelto Milan Djuric anche per ragioni subliminali, sperando che mettere in distinta uno che si chiama Milan sia come sfoderare un pezzettino di kriptonite contro Nembo Kid.

A guardare solo la classifica può suonare strano che si chieda di cambiare d’urgenza a una matricola che sta ancora alla larga dalla zona rossa. Ma il pellegrigiorossa sa benissimo che troppi bisonti negli ultimi tempi gli hanno fatto marameo, la classifica non piange ma la pancia è così vuota che ci si sente l’eco. Insomma Cremo, via quei visi pallidi, rimettiti sulla faccia le pitture di guerra come nella prima metà dell’andata, quando hai accumulato le scorte che adesso si stanno assottigliando.

In fondo la partita ‘impossibile’ arriva al momento giusto, in cui non ci si gioca ancora la pelle in 90’, ci si può ancora permettere di perdere con la squadra che si sta prendendo lo scudetto, molto per merito suo molto per mancanza di concorrenza. Certo, con l’Inter si è anche vinto, perfino a San Siro, ma erano altri tempi, era un po’ un’altra Cremo, era molto un’altra Inter.

Adesso ci accontentiamo di meno. Ci bastano segnali di cambiamento, ci basta vedere una Cremo pronta a tornare sul sentiero di guerra, unendo gli sforzi sul campo e sul mercato. Fagli vedere un segnale di fumo che gli dica che la vera Cremo sta tornando, e il pellegrigiorossa tornerà a scrutare l’orizzonte con fiducia, perché saprà che anche i risultati, magari non tornano subito, ma torneranno presto.

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