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Dal 24 settembre Rizzi, Vittori, Biazzi e molti altri

I colori del Novecento in pillole a Cremona

Betty Faustinelli

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bfaustinelli@laprovinciadicremona.it

23 Settembre 2015 - 13:49

I colori del Novecento in pillole a Cremona

Mario Biazzi

Cremona - Antichità Mascarini

Dal 24 settembre al 25 ottobre

Orari:da martedì a domenica ore 9.00/12.00 15.30/19.00

Info: Galleria Mascarini tel. 0372 30470 - mascariniantichita@gmail.com 

CREMONA — E’ un appuntamento ormai fisso, quello che da cinque anni a questa parte organizza la famiglia Mascarini, con l’affettuosa complicità di Marco Tanzi: da giovedì 24 settembre, con festosa inaugurazione alle 17, la bottega/spazio espositivo di via Torriani ospiterà Schegge di Novecento a Cremona. Il momento di apertura prevede anche un momento musicale con Umberto Barisciano ed Yevheniya Lysohor al pianoforte. Ed è davvero una piccola, quanto preziosa passeggiata in compagnia di alcuni tra i maggiori artisti cremonesi del secolo scorso, dove con ‘cremonesi ’ si intende l’origine geografica e non certo un dato di provincialità: non solo il livello artistico espresso dagli autori era notevolissimo, ma è evidente il respiro nazionale e internazionale che pervade le opere esposte. Intendiamoci, la mostra non ha pretese di antologica esaustiva e completa: «Abbiamo riunito una brigata eterogenea per scelte espressive, ispirazione e grado qualitativo, di artisti cremonesi del secolo passato, sia della prima metà, con qualche piede ancora ben affondato nella tradizione ottocentesca, che della seconda», spiega Tanzi nel catalogo, come sempre stampato dalla Service Lito dei Delmiglio. Sono scelte in qualche caso volutamente ondivaghe, dettate sia dalle offerte di mercato (l’intento anche commerciale della mostra non viene mai nascosto) sia da suggestioni amicali, ricordi, aneddoti tramandati. Schegge, appunto, pillole che accompagnano il visitatore —sotto lo sguardo del vescovo Geremia Bonomelli ritratto da Antonio Rizzi —e che lo portano nel mondo di Carlo Vittori, Renzo Botti, Cirillo Bertazzoli, Ernesto Piroli, Alfredo Signori, Mario Biazzi, Iginio Sartori, Pietro Foglia, Felice Abitanti e molti altri. Tra loro anche figure tanto affascinanti quanto leggendarie, a cominciare da Ettore Baroschi, bellissimo, amico di Paolo Grassi e Giorgio Strehler, ma reso cieco da una forma ereditaria di sifilide e suicida a soli trentacinque anni, dopo che le sue scelte cromatiche si erano fattesempre piùbuie, piùfosche. O come Alve Valdemi del Mare, natali cremonesi, studi tra Milano e Bergamo, la giovinezza a Parigi e poi l’intera vita trascorsa a Barcellona, dove morì nel 1972. Schegge, pillole che non solo permeano di bellezza lo spazio espositivo, ma che testimoniano anche la grande vivacità culturale e intellettuale, nonché il fervore civile di una città evidentemente molto meno sonnacchiosa di quanto non la si voglia pensare. Una vivacità, una ricchezza passate che con un certo orgoglio civico — e sono loro a definirlo tale — che Tanzi, i fratelli Michele e Paolo Mascarini, il cognato Daniele Barbieri, con Anna e Sebastiano vogliono raccontare, con impegno e fatica, ma anche gusto del divertimento. E fare cultura è soprattutto questo.
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