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Baby gang alle strette: «Genitori in caserma»

L’assessore Baroni: le istituzioni cittadine stanno lavorando per affrontare il problema, ma servono educatori formati per trattare efficacemente con i ragazzi e le loro famiglie

Davide Bazzani

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redazione@laprovinciacr.it

30 Aprile 2022 - 21:17

Baby gang alle strette: «Genitori in caserma»

CASALMAGGIORE - Da un po’ di giorni i ragazzini più agitati, che si rendano responsabili di azioni non corrette nel tessuto cittadino, vengono portati in caserma e lì poi vengono convocati i loro genitori.

Per avviare un percorso di comprensione di quanto non va. Lo ha detto venerdì sera in consiglio comunale l’assessore ai Servizi sociali Linda Baroni, sollecitata da una richiesta del consigliere Pierluigi Pasotto. L’esponente di Cnc si è detto convinto che «su quella partita si debba giocare con modalità e regole nuove. Lungi da me il fatto di puntare il dito, perché io penso che bisognerebbe conoscere il loro background. È un fenomeno molto trasversale e quindi è molto più complicato da affrontare».

assessore

L’assessore ai Servizi sociali Linda Baroni

Gli episodi censurabili, secondo Pasotto, potrebbero trovare la loro base in luoghi non controllati, in un controllo familiare minore, in una differente composizione sociale, negli stessi orari di lavoro: «Una volta c’erano tante famiglie monoreddito, adesso non è più così ed è ormai un ‘must’ lavorare il sabato e la domenica. Io penso che si debba investire su un progetto che coinvolga educatori di strada».

La Baroni ha risposto che il 20 aprile si è tenuto un incontro «con Cristina Cozzini, direttrice del Consorzio casalasco servizi sociali, Alessandro Portesani, presidente del Cerchio, Giuliana Alquati, psicoterapeuta del Cps, Giuliano Bertinelli, comandante della stazione carabinieri, don Arrigo Duranti, il vicario, Cinzia Dall’Asta, dirigente dell’Istituto Diotti, Daniela Romoli, dirigente del Polo Romani, Mirko Bozzetti, direttore di Santa Chiara, Enrica Mantovani dell’Asst, psicologa responsabile del Consultorio di Casalmaggiore, pensando a una progettazione. Ognuno di noi ha espresso tutti i ‘dispiaceri’ di questa situazione. Le scuole stanno provando a fare qualcosa, ma qui nessuno ha delle ricette. Il comandante da una decina di giorni ha cominciato, anche prima di quando ci siamo incontrati, a convocare le famiglie. I ragazzini che trova, li porta in caserma, chiama i genitori e prova a fare un percorso con loro. Ci vogliono degli educatori formati prima di tutto, questo sì. Il Cerchio si è attivato con un bando che si chiama ‘Attenta-mente’, sul malessere emotivo, psicologico, relazionale dei bambini e bambine, ragazzi e ragazze. Ci stiamo provando perché questa cosa ci sta, davvero, più che a cuore».

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