L'ANALISI
06 Marzo 2026 - 14:51
(Arv) Venezia, 6 marzo 2026
Oggi, presso l’Aula consiliare di palazzo Ferro Fini, in occasione della Giornata europea dei Giusti della Storia, che si celebra il 6 marzo, e nell’ambito delle iniziative legate al Giorno della Memoria 2026, si è riunita in seduta speciale la Sesta commissione consiliare, presieduta da Enoch Soranzo (Fratelli d’Italia), vicepresidente Monica Sambo (Partito Democratico), che ha ospitato in audizione Franco Perlasca, Presidente della Fondazione Giorgio Perlasca, e Gadi Luzzatto Voghera, Direttore della Fondazione CDEC – Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, per approfondire il tema: "I Giusti del Veneto: reti di salvataggio, responsabilità individuale e memoria civile."
Presenti in Aula una delegazione di giovani vincitori del concorso regionale ‘I giovani, nuovi testimoni della memoria’, e alcuni docenti.
Franco Perlasca ha trattato il tema “Chi sono i Giusti?”, mentre Gadi Luzzatto Voghera è intervenuto su “Si può sempre dire di no. Le vie di salvezza degli ebrei in Italia.”
Il Segretario Generale del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Valente, ha portato i saluti istituzionali, spiegando che “l’iniziativa odierna si inserisce nel quadro delle attività che ogni anno la Sesta commissione consiliare promuove in occasione delle celebrazioni del Giorno della Memoria, affinché appunto la memoria diventi, soprattutto tra i giovani, esercizio vivo e quotidiano di responsabilità civile, per combattere qualsiasi forma di odio e di negazionismo.”
L’assessore regionale Valeria Mantovan si è rivolto ai giovani presenti ricordando come “I Giusti della Storia sono stati coloro che hanno scelto il bene quando sarebbe stato più facile rimanere indifferenti, non hanno voltato le spalle di fronte alle ingiustizie ma hanno compiuto gesti di altruismo. I Giusti, tra i quali ricordo Giorgio Perlasca, delle cui gesta il figlio Franco, presente oggi, porta testimonianza, rappresentano una bussola per il futuro, per opporsi alle ingiustizie e ai pregiudizi. Ma spetta ai giovani essere custodi e testimoni della memoria, diventando bussole etiche in grado di trasformare la memoria storica, da semplice rievocazione a impegno civico concreto, per rinnegare odio e violenza e difendere le libertà. Attraverso la nostra azione e l'impegno delle scuole e dei nostri giovani, siamo chiamati a costruire una società che sia meno indifferente, più rispettosa e tollerante nei confronti del prossimo.” Il Presidente della Sesta commissione, Enoch Soranzo (FdI), ha posto l’accento “sul valore del saper scegliere, delle scelte compiute dai Giusti e, in particolare, dai 64 Giusti del Veneto. Persone capaci di fare la cosa giusta nel silenzio, con umiltà, con coraggio, senza girarsi dall’altra parte. Oggi, con questa seduta speciale della Sesta commissione, non abbiamo tanto eseguito un mero adempimento normativo, in forza di una legge regionale, la L.R. n. 5/2020 per la presentazione di progetti riguardanti la Shoà e il Giorno della Memoria, ma abbiamo testimoniato attenzione massima nei confronti della Giornata europea dei Giusti, che ricorre proprio il 6 marzo. Crediamo di aver offerto un contributo importante, di cui siamo assolutamente orgogliosi, per accrescere la responsabilità individuale e la memoria civile. E molto significativa è stata la partecipazione dei ragazzi vincitori del concorso indetto dal Consiglio regionale ‘I giovani, nuovi testimoni della memoria’.”
Per il vicepresidente della Sesta commissione, Monica Sambo (Pd), “è stato importante organizzare oggi questo incontro e ci impegneremo, nei prossimi anni, per realizzare una fitta rete di iniziative capaci di tenere viva la memoria. Ricordo che la nostra Costituzione è presidio di democrazia, è fortemente antifascista, nascendo proprio dalla tragedia della Shoah; è uno strumento che ci deve guidare, in particolare oggi, in un Mondo segnato da continue violazioni dei diritti umani.”
“I giovani – ha aggiunto Sambo – non sono chiamati a compiere gesti eroici come hanno fatto i Giusti della Storia, ma hanno la grande responsabilità di custodire e di tramandare la memoria, affinché tragedie come quelle raccontate oggi non abbiano più a ripetersi.”
Franco Perlasca ha portato “l’esperienza del padre Giorgio, capace di mettere in salvo tantissimi ebrei, peraltro ricoprendo un ruolo non proprio. E, una volta tornato in Italia, Giorgio Perlasca, per 45 anni, ha mantenuto il silenzio assoluto sulle proprie gesta, non ha raccontato nulla a nessuno, nemmeno a noi familiari. Di questo, inizialmente mi sono risentito perché non ne comprendevo il motivo. Solo più tardi ho finalmente capito. I Giusti sono tali proprio perché sono stati capaci di fare il proprio dovere, di agire contro il male anche rischiando la vita, senza chiedere alcuna ricompensa. Mentre l’eroe fa qualcosa di importante ma poi chiede qualcosa in cambio, il Giusto è un eroe a tempo, per il tempo strettamente necessario ad agire per il bene, ma subito dopo ha la capacità di tornare alla vita quotidiana come se nulla fosse accaduto, dimenticando tutto, per essere poi ritrovato dai salvati, dai sopravvissuti, dai testimoni. Questo è il loro tratto distintivo.”
Per Gadi Luzzatto Voghera, “la storia non è solo luogo di memoria, evento formale sul quale riflettere, ma produce effetti concreti sul presente e solo lavorando seriamente su di essa possiamo migliorare la nostra convivenza civile. Su questo fronte, la Regione del Veneto ha fornito e fornisce un esempio assolutamente positivo.”
“Come Fondazione – ha spiegato Luzzato Voghera – curiamo una vasta documentazione d’archivio, produciamo ricerche, in particolare sui salvataggi compiuti in Italia durante l’occupazione nazista, raccogliamo testimonianze di ebrei che, sottolineo, non sono stati solo vittime, ma anche artefici della resistenza e della lotta al fascismo. I ricercatori storici devono affrontare la sfida metodologica per ricostruire quando, in quali contesti e come più di 30 mila ebrei si sono salvati in Italia durante i 20 mesi di occupazione nazista. Le memorie devono essere incrociate, anche perché il ruolo del testimone può essere molteplice, a seconda che si tratti di un salvato, o di un semplice osservatore, senza coinvolgimento personale, oppure di un soccorritore o di un figlio di soccorritore, di un giovane o di un adulto. Abbiamo lavorato per trasformare la memoria orale, unica fonte a disposizione, in un documento storico attendibile. Abbiamo realizzato 613 interviste, riportando altrettante esperienze, per raccontare come tantissime persone di religione ebraica siano riuscite a salvarsi: da questo lavoro è nato un libro.”
Per il Presidente della Quarta commissione, Gianpaolo Trevisi (Pd), “oggi, memoria e ricordo si sono uniti facendo sintesi.”
Il consigliere regionale Claudia Barbera (FdI) ha ringraziato “i giovani e i docenti presenti oggi. Perché abbiamo il dovere di aprire le porte delle nostre istituzioni ai giovani per coinvolgerli in percorsi capaci di costruire un mondo migliore.”
Il consigliere Alessia Bevilacqua (Lega- LV) ha chiarito come ci sia “sempre la possibilità di scegliere, anche nei momenti di difficoltà, senza voltare le spalle. E il coraggio civile deve essere un esercizio quotidiano di responsabilità.”
Per Rossella Cendron (Le Civiche Venete) “i ragazzi devono essere consapevoli e tenere puliti i sentieri della memoria, per aiutare la comunità a crescere. I Giusti hanno scelto di non voltarsi dall’altra parte: la storia è fatta di piccoli gesti, delle scelte maturate dalle persone. Dobbiamo riportare al centro il valore dell’empatia.”
Il consigliere regionale Morena Martini (Stefani Presidente) ha posto l’accento sul “valore morale di fare ciò che ci si sente di fare. È importante il valore della testimonianza e dell’impegno civile e politico. È altresì importante non voltarsi dall’altra parte, capire e non giudicare.”
Alessandro Del Bianco (Pd) ha sottolineato come “quella di oggi è stata una giornata intensa e importante per tutti. È fondamentale tenere viva la memoria. Credo che i Giusti si inseriscano in un contesto collettivo ampio, che coinvolge tutti. Come hanno coinvolto tutti, a livello di responsabilità, le leggi razziali, introdotte in Italia nel 1938 per volere di Mussolini.”
La responsabilità editoriale e i contenuti di cui al presente comunicato stampa sono a cura di CONSIGLIO REGIONALE VENETO
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