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Giovedì 22 Agosto 2019

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23 luglio 1963

Luglio 1943: dimissioni di Mussolini accettate dal Re e Badoglio Capo del Governo

La drammatica fine del Fascismo: Dino Grandi e Benito Mussolini protagonisti e il Re attendeva gli eventi

Luglio 1943: dimissioni di Mussolini accettate dal Re e Badoglio Capo del Governo

Attenzione, attenzione: Sua Maestà il Re e Imperatore ha accettato le dimissioni, dalla carica di Capo del Governo, Primo Ministro, e Segretario di Stato, presentate da Sua Eccellenza, il Cavaliere Benito Mussolini, e ha nominato Capo del Governo, Primo Ministro e Segretario di Stato, Sua Eccellenza il Cavaliere, Maresciallo d’Italia, Pietro Badoglio.

Con questo annuncio radiofonico si proclamava all’Italia, il 25 luglio 1943, che Benito Mussolini, al potere dal 1922, si era dimesso. Non per sua volontà: l’andamento negativo della guerra (il 22 luglio gli Alleati avevano completato la liberazione della Sicilia) aveva suggerito ai gerarchi fascisti un forte cambiamento.

Il dramma del 25 luglio ebbe un protagonista e un antagonista: il conte Dino Grandi, a quell'epoca Presidente della Camera, e Benito Mussolini, duce del fascismo e Primo Ministro. Re Vittorio Emanuele III, che lo stesso Grandi definirà «la chiave della situazione», non ebbe parte nella crisi risolutiva del 25 luglio e non fu nemmeno informato degli avvenimenti che sarebbero accaduti nel giro delle quattordici ore in cui si iniziò e si chiuse la discussione del Gran Consiglio. Il Re agì dopo il voto e in modo del tutto diverso da ciò che sarebbe stato prevedibile. Fu proprio il re, che aveva un ventennio prima voluto accettare il Duce come primo ministro, a decidere che era il momento, per salvare la monarchia, di sacrificarlo.
La mattina del 25 luglio il Duce accettò di recarsi dal re. Fece il suo ingresso a Villa Savoia alle 17, per il consueto colloquio settimanale; non sapeva che già in quel momento la sua scorta era sotto controllo, e duecento carabinieri circondavano l'edificio, mentre un'ambulanza della Croce Rossa era in attesa di portarlo via prigioniero. Fu il capitano dei carabinieri Giovanni Frignani ad arrestarlo. Mussolini fu prima relegato a Ponza nella casa già occupata dal prigioniero abissino ras Immiru, e poi all'Isola della Maddalena.
Le notizie dell'arresto di Mussolini e della formazione del Governo Badoglio furono accolte in tutt'Italia con manifestazioni di giubilo; gli antifascisti e molta gente comune scese in piazza e divelse i simboli del vecchio regime, inneggiando alla democrazia e alla pace.

20 Luglio 2019

Commenti all'articolo

  • Giuseppe

    2019/02/19 - 23:11

    L'arresto di Mussolini fu opera del Capitano Paolo Vigneri, com.nte della cp Interna CC, coadiuvato dal Cap. Raffaele Aversa, com.nte Nucleo Tribunali. Giovanni Frignani era ten. col. com.nte Gruppo interno CC., responsabile dell'intera operazione con un nucleo di 50 CC. appostati sul retro di Villa Savoia. Frignani e Aversa finiranno trucidati alle Fosse Ardeatine. Con mail del 11/9/2015 e 2/2/2016 ho inviato anche la copiosa bibliografia. Perché insistete nell'errore?

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