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13 aprile 1955

Trovato il vaccino contro la poliomielite

Una grande giornata per i bambini di tutto il mondo

Annalisa Araldi

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aaraldi@publia.it

13 Aprile 2021

Trovato il vaccino contro la poliomielite

La vittoriosa, lunga e drammatica serie degli esperimenti negli Stati Uniti compiuta dal dottor Salk - L'immediata fabbricazione su scala industriale del miracoloso ritrovato per l'immunizzazione dal terribile "virus,, - Anche in Italia annunciata prossima la distribuzione

ANN ARBOR (Michigan), 12. — Una giornata storica  quella di oggi per milioni di bambini di tutto il mondo. In questa tranquilla cittadina di Michigan, sede dell'Università dello Stato, è stato infatti annunciato il risultato positivo degli studi e degli esperimenti contro la poliomielite. La scoperta di un vaccino, fatta dal dott. Salk, ha si può dire posto fine al terrore della paralisi infantile. È un «Victory Day» quello di oggi; in un periodo variante fra i tre ed i sei anni la poliomielite diventerà rara quanto la difterite. Il rapporto presentato oggi alla stampa dice in proposito: «Il vaccino del dott. Salk segna una brillante vittoria nella lotta dell'umanità contro le malattie. A seguito dell'esperienza effettuata su larga scala, non restano oggi più dubbi che il vaccino può essere inoculato con successo contro la polio nei bimbi. Non vi sono più dubbi che l'umanità può oggi contare su un'arma che la protegge dall'attacco di germi ultramicroscopici».

Nel corso dell'attesa riunione svoltasi oggi presso la Università del Michigan ad Ann Arbor, il dott. Thomas Francis ha annunciato ufficialmente che i risultati ottenuti con le vaccinazioni di massa eseguite a scopo sperimentale negli Stati Uniti con il vaccino antipoliomielitico del dott. Salk devono ritenersi assolutamente positivi, tanto che è possibile pensare che in un giorno non lontano il flagello della poliomielite possa essere completamente debellato.

Come è noto, da vari mesi erano stati posti sotto controllo degli studiosi, 1.800.000 bambini in età scolare e di questi 440.000 erano stati vaccinati con il vaccino preparato dal dott. Salk, mentre gli altri avevano ricevuto soltanto delle iniezioni di soluzione fisiologica. Secondo quanto ha annunciato il dott. Francis, fra i soggetti non vaccinati si sono verificati 750 casi di poliomielite, mentre solamente 113 casi sono stati registrati fra i bambini sottoposti a vaccinazione; e mentre fra i primi sono stati riscontrati 71 casi di paralisi post-poliomielitica, nei non vaccinati l'incidenza dei postumi paralitici è stata assai più elevata, di 445 casi.

Tra i non vaccinati si sono inoltre riscontrati 15 decessi, mentre un solo caso mortale si è lamentato fra i 440.000 bambini vaccinati. Ed i relatori hanno fatto notare come questo caso sia stato complicato da un'operazione di tonsillectomia effettuata due giorni dopo la seconda iniezione di vaccino, aggiungendo che esso si è verificato in una zona dove era in atto una epidemia di poliomielite.

Per quanto riguarda le reazioni collaterali alla vaccinazione lo studio effettuato in questi mesi ha messo in evidenza che il vaccino di Salk può essere considerato innocuo, dato che sono risultate praticamente inesistenti le reazioni gravi. E fra queste nessuna è stata imputata direttamente alla vaccinazione. È stato anche notato che fra i bambini colpiti da poliomielite dopo essere stati vaccinati, la paralisi non si è mai localizzata al braccio sinistro, dove erano state praticate le iniezioni, tanto da potersi intravedere anche un'azione immunitaria locale.

Nella sua parte tecnica il rapporto letto oggi afferma che il vaccino Salk protegge contro i tre tipi di virus poliomielitico (Bunehilde, Lansig e Leo) con una efficacia documentata variabile da un minimo del 68 al 100 per cento dei casi. Ed il periodo di immunizzazione che esso conferisce è stato definito come «ragionevolmente buono».

Il vaccino di Salk, lo studioso americano che da sei anni lavora in questo campo presso la Università di Pittsburg, viene preparato in speciali culture su terreno costituito da tessuto renale di scimmia, utilizzando per la preparazione dei ceppi dei virus isolati da soggetti colpiti dall'infezione. Tanto i virus che i tessuti renali che costituiscono i terreni di cultura subiscono speciali trattamenti; ed allo stato attuale si calcola che con i reni di una sola scimmia si possa arrivare a produrre una quantità di vaccino sufficiente per effettuare su 2.000 soggetti la serie delle tre iniezioni necessarie per provocare l'immunizzazione.

Già nello scorso settembre, al Congresso mondiale per la poliomielite svoltosi a Roma il dott. Salk aveva riferito sulle esperienze in corso e sui primi risultati conseguiti, dicendo allora, fra l'altro: «È evidente che vi è ancora molto da imparare, tuttavia sembra che con una adatta preparazione del vaccino e con ben determinati intervalli fra le inoculazioni dovrebbe essere possibile, con un numero relativamente basso di iniezioni convenientemente distanziate, procurare un'immunità duratura contro la poliomielite».

Il dott. Salk ha dichiarato di ritenere per certo che il suo vaccino potrà un giorno riuscire efficace nel 100 per 100 dei casi.

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