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8 aprile 1956

Il Marocco spagnolo ha ottenuto l'Indipendenza

Il generale Franco non vuole guerriglie

Annalisa Araldi

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aaraldi@publia.it

08 Aprile 2021 - 07:00

Il Marocco spagnolo ha ottenuto l'Indipendenza

Nel frattempo disordini nella colonia italiana di Tunisi

MADRID, 7. — Il Marocco Spagnolo ha ottenuto l'indipendenza; così è stato deciso nel corso della conferenza ad «alto livello» avvenuta a Madrid, presente il Sultano Mohamed V ed il generale Franco e terminata alle sei di questa mattina.

La dichiarazione comune ispano-marocchina, afferma:
«Il Governo spagnolo riconosce l'indipendenza del Marocco, proclamata dal Sultano Mohammed V e la sua piena sovranità.

«La convenzione firmata a Madrid il 27 novembre 1912 non può più reggere in avvenire le relazioni ispano-marocchine — prosegue il comunicato.

«I visti e tutte le formalità amministrative necessarie sino ad ora per circolare fra le due zone sono soppresse». Quest'ultima disposizione è contenuta in un protocollo aggiuntivo.

I due documenti sono stati firmati dal Presidente Bekkai, a nome del Governo marocchino e da Martin Artajo, ministro degli Affari Esteri, a nome del Governo spagnolo.

La dichiarazione comune ispano-marocchina dichiara in sostanza che il regime del protettorato istituito nel Marocco nel 1912 non risponde più alla situazione attuale ed afferma che la convenzione firmata a Madrid il 27 novembre di quell'anno non può più reggere le relazioni fra i due Paesi.

Di conseguenza, il Governo spagnolo riconosce l'indipendenza del Marocco, con tutti gli attributi internazionali, ivi compreso il diritto del Marocco ad avere una diplomazia ed un esercito propri.

La dichiarazione afferma pure la volontà della Spagna di rispettare l'unità dell'impero marocchino, garantita dai trattati internazionali ed a fornire al Sultano l'aiuto e l'assistenza che saranno ritenuti necessari dalle due parti, specialmente per quanto concerne le relazioni con l'estero e la difesa.

Le trattative iniziate a Madrid hanno per oggetto la conclusione di nuovi accordi fra le due nazioni. Tali accordi garantiscono in particolar modo la libertà ed i diritti degli spagnoli residenti nel Marocco e quelli dei marocchini stabiliti in Spagna, tanto dal punto di vista civile che da quello economico, culturale e sociale.

Alla dichiarazione comune ispano-marocchina è unito un protocollo addizionale in sei punti, nel quale è disposto che il potere legislativo del Marocco sarà esercitato sulla base della piena sovranità del Sultano. Il rappresentante della Spagna a Rabat avrà conoscenza dei progetti legislativi riferentisi agli interessi spagnoli e potrà formulare le osservazioni che riterrà opportune. D'altra parte, i poteri esercitati sino ad ora dalle autorità spagnole nel Marocco saranno trasferiti al Governo marocchino, conformemente alle modalità che dovranno venir stabilite di comune accordo.

Dimostrazione italiana per le strade della colonia di Tunisi
TUNISI, 7. — Più di tremila persone, la quasi totalità della gioventù italiana di Tunisi, hanno seguito stamane i funerali dell'autista italiano Colombo, ucciso dai «Fellagha» nella regione di Gafsa il 3 aprile. Egli era stato condotto via quel giorno insieme con un altro italiano, Azzaretto, e con il francese Youdine, ingegnere delle miniere di Metlaoui, e il giorno dopo i corpi dei tre sventurati erano stati ritrovati crivellati di proiettili.

Il triplice assassinio ha sollevato una viva indignazione e provocato una grande effervescenza nella colonia italiana di Tunisi, e si temevano incidenti. Così le autorità italiane di Tunisi si sono adoperate per ricondurre gli animi alla calma, e questa mattina il settimanale in lingua italiana «Il Corriere di Tunisi» è uscito in edizione speciale, listata a lutto, con un appello alla calma. L'appello è stato ascoltato, e le esequie di Colombo hanno avuto luogo tra il generale raccoglimento.

Il feretro, seguito soltanto dalla famiglia e dagli intimi del defunto, era preceduto da sessanta giovani che portavano magnifici mazzi e corone offerti dalle autorità e dalle Associazioni italiane della Tunisia. Seguivano 30 giovani che tenevano i bordi di una grande bandiera italiana spiegata. Tra due ali di folla, il feretro si è avviato lentamente al cimitero del Borgel, dove le autorità hanno espresso le loro condoglianze alla famiglia del defunto.

Ieri, il Governo italiano, l'alto commissario di Francia e il Governo tunisino avevano inviato le condoglianze ufficiali, tramite il console generale d'Italia Marchiori.

Questa mattina, un comunicato del consolato italiano ha annunciato che provvedimenti di assistenza in favore delle famiglie sono stati disposti dal Governo italiano come pure dalle autorità locali.

Alcuni incidenti sono avvenuti però dopo le esequie. Infatti alcune centinaia di giovani italiani hanno sfilato in corteo in Avenue Carnot e hanno infranto numerose vetrine di negozi appartenenti a elementi tunisini.

È intervenuto allora il servizio d'ordine e la calma è stata ristabilita. Cinque italiani sono stati trattenuti in stato d'arresto per manifestazioni sulla pubblica via, violenze e vie di fatto.  

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