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Mercoledì 21 Aprile 2021

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25 febbraio 1950

Cercheranno il petrolio nelle campagne cremonesi

Dai desolati deserti americani alla Valle Padana per svolgere ricerche

Cercheranno il petrolio nelle campagne cremonesi

Molti avranno senza dubbio notato, in questi mesi, circolare per la città o sulle strade della provincia, una fila di strane vetturette e di automezzi cariche di ordigni, di macchine e di strumenti che servono alla ricerca del petrolio. Esse appartengono alla Western Geofisical Company, una grossa compagnia americana che per conto di altre società o di grandi complessi industriali sta attualmente trivellando il territorio di vaste regioni degli Stati Uniti, del Canada, dell'Argentina e del Paraguay. Un gruppo di questi tecnici, provenienti da un lungo e faticoso periodo di lavoro nelle desolate regioni del Gran Chaco, sta attualmente operando, in collaborazione con alcuni tecnici italiani, nella nostra provincia per conto dell'Agip, alla ricerca del prezioso liquido, di cui, a quanto pare la pianura Padana è abbondantemente provvista.

Ci siamo rivolti all'ing. Rocco, uno dei più noti specialisti del ramo, per avere informazioni, sui sistemi e sui metodi che vengono seguiti nei lavori, ed egli ci ha risposto che, una volta ottenuta attraverso l'Agip, l'autorizzazione ad esplorare la zona prescelta, questa viene completamente «setacciata», secondo linee precedentemente studiate, col metodo «sismico a riflessione».

L'operazione è abbastanza complessa: nel terreno su cui deve essere eseguito il rilievo, vengono scavate a distanze intermittenti, varie buche, piuttosto profonde, nelle quali viene posta una piccola carica di esplosivo. Bruciando la carica, si provoca, attraverso il terreno, la trasmissione di un treno d'onde, la quale, ogni volta che incontra una variazione di carattere elastico, subisce una riflessione che viene captata e registrata fotograficamente da appositi apparecchi messi in superficie. È così possibile ricostruire esattamente la struttura della profondità, ed avere un preciso elemento di giudizio intorno alla natura del terreno.

Si tratta poi di stabilire se valga o no la pena di effettuare un sondaggio in profondità, ma questo problema esula dai compiti dei tecnici della compagnia i quali hanno solo l'incarico di raccogliere i rilevi.

La loro opera, iniziata nella nostra provincia in settembre, si prolungherà ancora per qualche mese, finché cioè saranno state esaurite tutte le ricerche.

Abbiamo chiesto infine all'ing. Rocco se le loro fatiche siano state confortate da buoni risultati, si è verificato, come ad esempio nella zona di Cortemaggiore. La risposta è stata, come era prevedibile, evasiva, purtuttavia l'ing. Rocco ci ha confermato che la struttura geologica delle due zone presenta molte analogie, come è anche facilmente intuibile dalla relativa vicinanza. Non è improbabile quindi che anche nella nostra provincia vengano gettate delle sonde alla ricerca delle magiche fonti del magico liquido.

24 Febbraio 2021