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10 febbraio 1952

Ignoreremo gli obblighi del trattato perchè è stata la Russia la prima a disconoscerli

Legittima reazione italiana al quinto veto di Mosca

Annalisa Araldi

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aaraldi@publia.it

10 Febbraio 2021 - 07:00

Ignoreremo gli obblighi del trattato perchè è stata la Russia la prima a disconoscerli

Il fermo atteggiamento italiano, inoppugnabile dal punto di vista giuridico, mira a por fine ad uno stato di fatto per cui a noi erano fatti tutti gli obblighi senza che la Russia rispettasse i propri – è tempo di finirla coi veti e con le esclusioni - La nota consegnata a Kostylev è un atto di coraggio e di decisione

ROMA, 9. — Il sottosegretario agli Esteri Taviani, a nome del Governo italiano, ha rimesso ieri sera a palazzo Chigi all'ambasciatore della U. R. S. S., S.E. Mikai Kostylev, la seguente nota: «Il Ministero degli Affari Esteri, per incarico e a nome del Governo della Repubblica, ha l'onore di fare all'Ambasciata dell'U.R.S.S. in Roma, con preghiera di volerla portare a conoscenza del Governo sovietico, la seguente comunicazione:

«Nella seduta del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, svoltasi a Parigi il 6 febbraio u.s. il rappresentante del Governo dell'U.R.S.S. ha posto il veto all'approvazione della risoluzione presentata dalla Francia per raccontare all'Assemblea generale la ammissione dell'Italia. E ciò nonostante che tale raccomandazione fosse stata sollecitata dall'Assemblea generale stessa il 7 dicembre 1951. Con una imponente manifestazione (54 voti a favore, 1 astenuto e 5 contrari: U.R.S.S., Bielorussia, Ucraina, Polonia, Cecoslovacchia) e nonostante che nel Consiglio di Sicurezza tutti i membri, ad eccezione dell'U.R.S.S. si siano dichiarati in favore della proposta francese per l'ammissione dell'Italia.

«È questa la quinta volta che il rappresentante della U.R.S.S. pone in Consiglio di Sicurezza il veto contro l'ammissione all'O.N.U. di tutti gli Stati che ne hanno fatto domanda, il Governo italiano rileva che tale presa di posizione non può giustificarsi nei riguardi dell'Italia verso la quale col trattato di Parigi del 10 febbraio 1947, l’U.R.S.S. ha assunto l'impegno di «appoggiare le domande che l'Italia presenterà per divenire membro della organizzazione delle Nazioni Unite e per aderire a tutte le convenzioni concluse sotto gli auspici delle Nazioni Unite».

«Il veto sovietico pertanto, non solo offende la dignità della nazione italiana, ma ne lede un riconosciuto diritto e costituisce da parte dell'URSS la violazione di un impegno da essa sottoscritto e assunto nei confronti dell'Italia con il suddetto trattato.

«In conseguenza il Governo italiano eleva la più energica protesta contro tale violazione, e dichiara al tempo stesso che ogni ulteriore applicazione da parte sua degli obblighi che il trattato medesimo ha imposto all'Italia nei confronti dell'U.R.S.S. non potrà che adeguarsi alla situazione determinatasi a causa dell'attitudine del Governo sovietico.

«Il Ministero degli Affari Esteri esprime all'Ambasciata dell'URSS gli atti della sua più alta considerazione».

Il ministro Pacciardi, interrogato stasera circa un dispaccio dell'Agenzia A. P. che ripete la notizia data ieri dalla stessa Agenzia e già autorevolmente smentita circa un esperimento di richiamo di 50 mila uomini per due settimane, ha così dichiarato: «Confermo nella forma più recisa che la notizia, oggi ripetuta, è completamente falsa. Non riesco a capire per quali motivi o interessi si insista in un'affermazione priva di fondamento».

Commenti a Washington
WASHINGTON, 9. — Il testo integrale della nota italiana all'URSS è giunto a Washington a tarda ora in una giornata di fine settimana e sarà preso in esame dagli organi competenti del Dipartimento di Stato soltanto lunedì. Tuttavia negli ambienti ufficiali la decisione italiana è stata accolta con simpatia e comprensione in quanto si ritiene che l'Italia abbia pieno motivo di assumere un tale atteggiamento. Si fa inoltre osservare che l'atteggiamento degli Stati Uniti è stato fin dal principio favorevole all'accoglimento della richiesta italiana di revisione del trattato di pace ed alla ammissione dell’Italia all’ONU. In base a tale principio la delegazione degli Stati Uniti aveva votato in sede di Consiglio di Sicurezza in favore dell'ammissione dell'Italia all'ONU opponendosi tuttavia alla proposta sovietica di accoglimento in blocco dei paesi che avevano richiesto tale ammissione, tra cui sono alcuni paesi satelliti dell'URSS.

In merito alla nota italiana sarà possibile avere commenti ufficiali soltanto nella prossima settimana.

Con particolare favore viene accolto a Washington il passo della nota in cui si afferma che l'Italia non potrà che adeguarsi alla situazione determinatasi in seguito all'atteggiamento tenuto dal governo sovietico per ogni ulteriore applicazione degli obblighi che il trattato ha imposto all'Italia. Negli ambienti della capitale federale si afferma che quest'ultimo paragrafo della nota italiana mette l'Italia in condizione di poter trattare le questioni tuttora in pendenza con l'URSS con maggiore indipendenza e libertà di azione.

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