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30 gennaio 1979

Il giudice Alessandrini assassinato dai terroristi di Prima Linea

«Siamo in guerra» dice il procuratore capo De Matteo

Annalisa Araldi

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aaraldi@publia.it

30 Gennaio 2021 - 07:00

Il giudice Alessandrini assassinato  dai terroristi di Prima Linea

MILANO, 29. — Per la prima volta a Milano, un magistrato è caduto vittima del terrorismo. Ancora una volta, «Prima linea» ha rivendicato con una telefonata un assassinio politico: l’assassinio del sostituto procuratore della Repubblica di Milano Emilio Alessandrini, di 37 anni, ucciso stamane a colpi di pistola mentre, a bordo della sua automobile, era fermo a un semaforo in viale Umbria.

L'azione è stata rapida, perfetta nella sua esecuzione. I terroristi hanno agito con la sicurezza di un piano predisposto in ogni particolare, e che presenta nuovi elementi di tecnica dell'agguato e della fuga: sorprendere la vittima quando è costretta a una sosta forzata, ma non provocata dagli stessi terroristi, e coprirsi la fuga lanciando candelotti fumogeni, il cui effetto è quanto meno quello di distogliere l'attenzione dei testimoni.

La vittima era una figura di primo piano della magistratura milanese. Per l'ufficio del dott. Alessandrini erano passati fascicoli di inchieste politiche di grande importanza: dall'inchiesta sulla strage di Piazza Fontana a quella degli attentati delle «SAM» (Squadre d'azione Mussolini); dalle indagini sul brigatista rosso Walter Alasia all'istruttoria che vede implicate persone sospettate di appartenere a «Prima linea» e alle «Brigati Rosse».

«Siamo in guerra»
ROMA, 29. —  «Siamo in guerra. Per combatterla occorrono strumenti giuridici adeguati alla situazione. In più di una occasione abbiamo chiesto mezzi più idonei. Ci sono stati dati? No. E allora le parole sono inutili»: questo l’amaro commento del procuratore capo Giovanni De Matteo quando a Palazzo di Giustizia è arrivata la notizia che i terroristi di «Prima linea» avevano ucciso Emilio Alessandrini.

Particolarmente duro sia verso quanti, sull'onda della commozione, fanno a gara per condannare la ferocia degli assassini per poi dimenticarlo con altrettanta facilità sia verso chi ha sempre pronta una giustificazione per tratteggiare le squadre della morte non come spietati criminali ma rivoluzionari idealisti.

«L'uccisione di Alessandrini è un altro fatto di violenza che lascia sgomenti»: lo ha detto il sostituto procuratore generale Luigi Ciampoli, lo ha detto il presidente della Corte d’Appello Orlando Falco, lo hanno detto cinquanta sostituti procuratori della Repubblica, giudici istruttori, magistrati di ogni grado, avvocati che in segno di lutto hanno sospeso le udienze per mezz'ora prima che una delegazione si recasse al Quirinale dal Capo dello Stato. Qualcuno ha definito la protesta, una «marcia» per ricordare che l’esecuzione di Emilio Alessandrini è l'ultima di una lunga serie nel nostro Paese: Scaglione, Ferlaino, Coco, Occorsio, Palma, Tartaglione, Calvosa tutti caduti nell'assolvimento del proprio dovere. La spiegazione di questo insolito atteggiamento l'ha data lo stesso De Matteo diramando un comunicato: «I magistrati della Procura della Repubblica di Roma, indignati e commossi per l'ennesimo sacrificio che colpisce non soltanto una persona singola, ma tutto l'ordine giudiziario si sono astenuti dalle udienze per richiamate l'attenzione dei pubblici poteri sulla necessità di provvedere adeguatamente al ristabilimento dell'ordine».

Il Presidente della Repubblica Pertini ha espresso «il suo sentimento di sdegno per l'assassinio del magistrato e la sua solidarietà profonda a tutta la magistratura italiana per l’altissimo prezzo di sangue che sta pagando per la difesa della Repubblica».

Pertini, fra l'altro, secondo indiscrezioni, si sarebbe mostrato meravigliato del fatto che il magistrato Alessandrini non fosse adeguatamente protetto dalla polizia, dopo quanto riferito dai giornali. E cioè che la vittima era uno dei giudici più esposti alla ferocia delle Brigate Rosse e dei loro accoliti, per il fatto che aveva svolto e svolgeva la sua attività inquisitoria nell'ambito delle indagini sul terrorismo. Pertini, infine, ha comunicato ufficialmente che parteciperà ai funerali del magistrato Alessandrini.  


MILANO — Così i primi accorsi hanno trovato il giudice assassinato
dai terroristi di «Prima Linea»

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