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8 gennaio 1992

Guerra in Croazia. Giù un elicottero della pace

Missili contro la Cee. Uccisi quattro italiani e un ufficiale francese

Annalisa Araldi

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08 Gennaio 2021 - 07:00

Guerra in Croazia. Giù un elicottero della pace

ZAGABRIA — Quattro militari italiani ed un francese, tutti membri  del corpo di osservatori della Cee in Jugoslavia, hanno pagato ieri un alto tributo di sangue al conflitto che da oltre sei mesi devasta il paese balcanico. Il sacrificio dei cinque osservatori viene ad aggiungersi a quello già pesantissimo delle vittime jugoslave — oltre diecimila — e dei venti giornalisti stranieri uccisi. Secondo la ricostruzione del ministero degli Interni croato «un Mig 21 dell'aviazione federale ha lanciato due missili aria-aria seguiti da raffiche di mitragliera su un elicottero italiano dipinto di bianco e con l'insegna blu e le 12 stelle d'oro della Cee, facendolo esplodere in volo su un piccolo villaggio a 80 chilometri a nord-est di Zagabria».

Nel velivolo si trovavano per un volo di osservazione il primo pilota, tenente colonnello Enzo Venturini, 50 anni, operante in provincia di Udine; il secondo pilota, sergente maggiore Marco Matta, che proprio ieri compiva il suo ventottesimo compleanno; i marescialli Fiorenzo Ramacci, trentatreenne originario di Torino ma operante a Orio al Serio (Bergamo) e Silvano Natale, trentottenne maresciallo capo.

A bordo vi era anche il tenente di vascello francese Jean Lup Ejchenne, di 35anni.

Il secondo elicottero italiano in servizio per gli osservatori Cee, con a bordo il primo pilota, tenente colonnello Renato Barbafiera ed i militari William Paolucci e Silvio Di Bernardo, nonché un diplomatico belga, è stato costretto — secondo le fonti croate — da uno dei due mig federali ad un atterraggio di fortuna nei pressi del villaggio di Madzarevo, poco lontano dalla cittadina di Varadzin, 80 chilometri a nord-est di Zagabria (non molto lontano dal confine con l'Ungheria), dopo aver visto l'altro velivolo trasformarsi tragicamente in una palla di fuoco. Il console generale d'Italia a Zagabria, Salvatore Cilento, ed alcuni osservatori della Cee, si sono recati sul luogo dell' incidente.

Il presidente croato Franjo Tudiman ed il suo primo ministro Franjo Greguric, hanno inviato messaggi di condoglianze al capo della missione degli osservatori Cee a Zagabria, il portoghese Joao Da Silva, pregandolo di estendere il loro cordoglio e quello del popolo croato alle famiglie delle vittime. «Questo grave incidente dimostra che l'esercito federale non rispetta la tregua e che i serbi sono pronti ad una escalation del conflitto», ha detto il primo ministro Greguric.

Il gravissimo incidente di ieri viene considerato dagli osservatori locali come la fine di una già fragile tregua, la 15a dall'inizio del conflitto in Croazia ed il triste dissolversi della speranza che i caschi blu delle Nazioni Unite possano essere dislocati nella regione.

L'abbattimento dell'elicottero italiano era stato preceduto da una serie di violazioni della tregua, secondo la radio croata, la più grave delle quali si era verificata a Vinkovci, in Slavonia, dove dalla mezzanotte di lunedì (inizio del Natale ortodosso, la religione della maggioranza dei serbi) erano caduti sulla città e sull'ospedale oltre 200 proiettili dell'artiglieria pesante dell'armata serbo-federale. A Nova Gradiska, 30 km a sud-est di Zagabria, i cannoni federali hanno aperto il fuoco sulla periferia della città. A Vinkovci si è recato ieri in pellegrinaggio l'arcivescovo di Zagabria, cardinale Franjo Kuharic, che ha visitato l'ospedale colpito dalle granate sparate la notte scorsa ed ha parlato lungamente con le centinaia di feriti civili.

I quattro osservatori italiani e quello francese morti ieri facevano parte di un corpo di 175 osservatori della Cee, che dal luglio scorso opera in Croazia nell' intento (purtroppo vano) di favorire il rispetto degli accordi di cessate- il-fuoco.

Con gli osservatori, sono in Jugoslavia 155 uomini di supporto logistico: gli italiani sono in tutto 75. La decisione di inviare osservatori dei Dodici è stata presa dalla Cee nel luglio scorso. Gli osservatori — hanno sottolineato ieri a Bruxelles alcune fonti — hanno partecipato nei mesi scorsi anche a operazioni umanitarie, in particolare alla distribuzione di viveri e medicinali alle popolazioni vittime del conflitto.

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