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Cremo piccola squadra da rispettare, ma a Lecce non è stato così

L’arbitro non vede, e può succedere anche se puzza un po’, il Var tace, e questo non può succedere e puzza tantissimo. Perché i falli da rigore già visibilissimi a occhio nudo non possono non essere visti al video da quattro occhi esperti

Giovanni Ratti

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redazione@laprovincia.it

09 Marzo 2026 - 18:25

CREMONA - Si fa presto a dire rispetto. Il rispetto è una cosa bellissima, che ci si deve meritare. Gli arbitri esigono rispetto, e hanno pienamente ragione. Purché loro per primi rispettino le regole, le squadre – tutte le squadre allo stesso modo – e i tifosi che alla fine sono quelli che mandano avanti la baracca.

La Cremonese è una piccola squadra per la serie A, così piccola che adesso ha in mano il biglietto di ritorno in B. Nonostante questo, ha diritto a essere rispettata come tutte le altre. A Lecce questo non è successo, come già era capitato con il Torino, sempre guarda caso sull’ultimo pallone, quello che avrebbe potuto cambiare l’esito della partita.

In entrambi i casi l’arbitro non vede, e può succedere anche se puzza un po’, il Var tace, e questo non può succedere e puzza tantissimo. Perché i falli da rigore già visibilissimi a occhio nudo non possono non essere visti al video da quattro occhi esperti. La Cremonese è una piccola squadra, ma questi due accidenti la rimpiccioliscono anche oltre i suoi limiti e demeriti. A pallone in Italia non si gioca solo sul campo, si gioca prima di tutto nei corridoi romani. La Cremonese da un bel po’ gioca male sul campo, e da sempre rinuncia a giocare nei corridoi. Principio lodevole, non sporcarsi le mani, in un mondo ideale. Principio che però ha un alto prezzo, in questa sozza società in cui gira gira contano solo i soldi, nel nome dei quali si prendono allegramente a bastonate le regole.

Poi, il rispetto è una cosa che si deve avere anzitutto per sé stessi. E la Cremonese da mesi dimostra sul campo di aver perso il rispetto per sé stessa. Come? Rinunciando a mettere in campo anche solo quel poco di qualità che si possiede, giocando senza coraggio, in modo remissivo e alla fine dei conti autolesionistico.

Un atteggiamento che chissà perché ha preso in ostaggio Nicola e di conseguenza la squadra dopo la vittoria dell’andata proprio sul Lecce. Un atteggiamento che i numeri riflettono senza pietà, e che ha fatto della rivelazione che fu l’attuale squadra con il rendimento peggiore di tutte. Si è smesso di giocare, andando sotto sempre o quasi, e non riuscendo mai a rimontare. Ecco la radice di questa sequenza umiliante, che non per caso ha i picchi di negatività negli scontri diretti.

Certo, quei due rigori, se segnati ovvio, avrebbero reso meno catastrofici gli effetti dell’involuzione grigiorossa sulla classifica, che invece adesso sono lì, in dirompente evidenza. E adesso? Sozza e i suoi amici al var si faranno un giretto in purgatorio, mentre la Cremo deve sbattersi per non finire all’inferno. Classifica e calendario fanno della Fiorentina il primo obiettivo da mettere nel mirino, in un lunedì sera da Armageddon.

Con tutti i suoi limiti, aggravati dalla squalifica di Pezzella e chissà se alleviati da qualche rientro, la Cremo può e deve fare di meglio. Non avendo fatto il facile, cioè gestire la situazione privilegiata che ci si era costruiti, adesso tocca fare il difficile, cioè rimediare ai disastri combinati. Se poi non si riuscirà a fare nemmeno il difficile, allora toccherà provare a fare l’impossibile. Certo la rabbia e l’incredulità sono tali da spingere a usare un linguaggio ancora più crudo. Ma spero che i concetti siano comunque espliciti, anche trattando le orecchie di chi ascolta con il dovuto rispetto.

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Commenti all'articolo

  • 04973

    09 Marzo 2026 - 19:16

    Bisogna cambiare conduzione tecnica a Lecce abbiamo fatto ridere per l' ennesima volta.

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