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12 novembre 2000

Rogo e strage alla festa della capitale dello sci

Oltre 170 morti nella funicolare austriaca di Kaprun

Annalisa Araldi

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aaraldi@publia.it

12 Novembre 2020 - 07:00

Rogo e strage alla festa della capitale dello sci

Si tratta della funicolare per il ghiacciaio del Kitzsteinhorn, la prima ‘metropolitana di montagna’
mai realizzata.

VIENNA — Un rogo improvviso, e il lungo tunnel della funicolare di Kitzsteinhorn, sulle Alpi austriache, è diventato ieri una camera a gas che ha fatto strage di decine di appassionati di snowboard, in gran parte giovani. I morti potrebbero essere più di 170.

Per l’Austria, che ha proclamato il lutto nazionale, è una delle più grandi tragedie della sua storia recente. Sicuramente la più terribile fra le tante, anche recenti, che hanno seminato morte nelle sue montagne.

L’incendio è divampato per cause ancora ignote sul metrò del ghiacciaio, un trenino funicolare, mentre saliva attraverso una lunga galleria dal paesino turistico di Kaprun al ghiacciaio del Kitzsteinhorn, nel Salisburghese. Il treno aveva percorso 600 metri dall’ingresso nel tunnel quando si è bloccato avvolto dalle fiamme. A quel punto solo alcuni viaggiatori, che erano in coda alla vettura, avvertito il pericolo, hanno infranto il vetro di un finestrino e sono scesi a terra. Da lì, in otto, tutti tedeschi, si sono mossi rapidamente verso valle e attraverso una uscita di sicurezza.

Per gli altri, in gran parte giovani che andavano sul ghiacciaio anche per assistere a gare di snowboard, non c’è stato nulla da fare. Fra i passeggeri ci sarebbero molti tedeschi e americani, ma nessun italiano. Sono morti tutti per soffocamento da fumo.

La galleria della funicolare, costruita nel 1974 per aprire al turismo il ghiacciaio del Kitzsteinhorn, ha fatto da camino al fumo che velocemente è salito fino alla stazione a monte. Nel suo percorso ha soffocato anche il conducente dell’altro convoglio che, vuoto, stava scendendo, e tre persone, un tecnico e due turisti, che aspettavano nella stazione a monte. All’ospedale di Zell am See sono stati portati 18 feriti: gli otto scampati e altri dieci intossicati dal fumo.

Subito sono scattati imponenti i soccorsi.

Sul bilancio della sciagura c’è incertezza: il governatore Franz Schausberger in serata ha parlato di «oltre 150 morti». Secondo altri però il totale sarà più alto in quanto il convoglio era partito al pieno della sua capacità, che è di 180 persone. Solo otto si sono salvate, per cui tra conducente e le altre tre vittime fatte dal fumo, la cifra totale dovrebbe essere di 176.

Impossibile per ora indicare la causa dell’incendio. Escluso un difetto sul treno, che comunque era di materiale ignifugo.

Potrebbero essere state le batterie per la luce e il riscaldamento che dopo un corto circuito potrebbero avere continuato a alimentare i cavi: la forte temperatura in essi sviluppata potrebbe avere portato allo scoppio dell’incendio.

Metró del ghiaccio 'sotto' per 3.300 metri
La funicolare per il ghiacciaio del Kitzsteinhorn, che  parte da Kaprun è stata la prima 'metropolitana di montagna' mai realizzata. Inaugurata il 21 marzo '74, i due treni sono stati ammodernati nel luglio '94.

La stazione a valle è a 911 metri sul livello del mare, la stazione a monte a 2.446 metri. La pendenza media è del 42,8%. La galleria è lunga 3.297 metri ed ha un diametro di 3,60 metri. La velocità massima del treno è di 36 chilometri orari per un tragitto 8 minuti e mezzo. La portata oraria è 1.240 persone mentre la capacità del singolo treno ammonta a 180 persone. La galleria è singola, con una apertura all'ingresso e una all'uscita. Al centro della montagna c'è uno slargo per il passaggio dei treni che si muovono con movimento pendolare: mentre uno sale, l’altro scende.

«L'incendio della funicolare di Kaprun è un caso unico al mondo», ha spiegato in lacrime (ha saputo della tragedia del cronista che lo ha chiamato per intervistarlo) Heinrich Brugger, direttore dell'Ufficio impianti funviari della provincia di Bolzano, che si occupa di tutti i collaudi. Brugger ha detto di conoscere l’impianto della tragedia e di non capire che cosa possa essere successo dato che in Austria le norme di sicurezza sono osservate con diligenza. Secondo Brugger una tragedia simile in Italia non potrebbe succedere: non esistono impianti con gallerie lunghe dove le cabine possano restare intrappolate. 

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