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10 novembre 1963

Il Giappone in lutto per due spaventose sciagure

Esplode la miniera Si scontrano due treni

Annalisa Araldi

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aaraldi@publia.it

10 Novembre 2020 - 07:00

Il Giappone in lutto per due spaventose sciagure

TOKIO, 9. - Due spaventose  sciagure, di apocalittiche proporzioni, hanno gettato oggi il Giappone, nel giro di qualche ora, nel lutto e nel dolore: poco dopo che nel Giappone meridionale una catastrofica esplosione distruggeva una miniera di carbone, a Tokio due treni viaggiatori stracarichi andavano ad urtare contro un merci uscito dal binario.

Al momento in cui nei pozzi della miniera di Mitsui Mikawa vicino ad Omura è avvenuta l'esplosione alimentata dal grisou e da impalpabile polvere di antracite, 1221 erano gli uomini al lavoro. Subito sono affluiti i vigili del fuoco di tutti i centri vicini, militari delle forze giapponesi di difesa, reparti di polizia, volontari arruolati nelle fabbriche della regione, marinai, tecnici militari americani con equipaggiamento specializzato.

Purtroppo, se in un primo tempo le squadre di soccorso, munite di maschere antigas, sono riuscite a porta re in superficie numerosi minatori feriti o in preda a choc, presto le operazioni di soccorso sono state ostacolate e quindi quasi del tutto impedite dalle dense nubi di grisou che infiltrandosi attraverso le porosità delle frane causate dall'immane esplosione hanno invaso anche le gallerie non direttamente colpite. Inoltre, sia per l'esplosione quanto per le frane e gli incedi tutti gli impianti elettrici del complesso sono saltati così che non solo non funziona l'illuminazione di sicurezza (e l'uso delle lampade a fiamma è impossibile, data la presenza del gas la cui elevatissima percentuale rende rischioso perfino l'impiego delle lampade Davis) ma non è possibile mettere in funzione nemmeno montacarichi ed ascensori, escavatrici e convogli. Ciò senza contare che comunque la presenza del grisou vieta l'uso di qualsiasi tipo di motore da cui si sprigionino fiamme, scintille o anche solo calore.

L'esplosione, che è avvenuta ad una profondità di circa 150 metri, è stata così violenta che lo spostamento d'aria si è manifestato anche in superficie così intenso da far cadere in briciole gli edifici vicini alla bocca dei pozzi. Due enormi trasformatori di energia elettrica, pesanti ciascuno diverse tonnellate, sono stati sradicati dai loro ancoraggi di acciaio e cemento e sono stati scagliati a varie decine di metri di distanza. A quasi un chilometro dalla miniera  (che è forse la più importante del vasto bacino carbonifero al cui centro essa si trova) sono andati in frantumi i vetri di tutte le finestre degli edifici, linee telefoniche e telegrafiche sono state interrotte, ed è mancata per più di un'ora l'erogazione dell'energia elettrica.

A sei chilometri di distanza i veicoli che viaggiavano su una importante strada hanno avvertito l'onda d'urto ed hanno sbandato. La vasta opera di soccorso è stata organizzata con la massima celerità grazie anche al fatto che il nerbo delle squadre è stato fornito da altre miniere ed è composto pertanto da personale altamente specializzato. Purtroppo di fronte alla vastità della sciagura ben poco possono fare anche gli uomini più esperti ed audaci e le macchine più potenti.

La maggior parte dei feriti apparteneva al personale impiegatizio della miniera, al lavoro negli uffici di direzione che si trovavano in un fabbricato che è saltato in aria quando le fondamenta sono letteralmente esplose sotto la pressione dell'onda d'urto sprigionatasi distruggitrice dalle falle apertesi nel suolo. Altri feriti, ed alcuni morti, appartenevano ai servizi trasporto e si trovavano in superficie quando il disastro si è verificato.

Secondo i tecnici della miniera da un primo sommario esame dell'accaduto si deve concludere che almeno duecento minatori sono prigionieri in una galleria orizzontale che si stende sotto la superficie del mare e che forse, appunto perchè rimasta sigillata a causa di una grossa frana, non è stata invasa dal grisou e dalle fiamme che hanno accompagnato l'esplosione.

La miniera Mitsui - Mikawa è composta da tre unità minerarie collegate tra di loro e di esse una si stende quasi esclusivamente sotto le acque della baia di Ariake, sulla cui riva sorge la città di Omuta.

Il complesso, anche per la modernità degli impianti e le severe norme regolamentari volute dal Governo nipponico, era considerato eccezionalmente sicuro pur esistendo vaste sacche di grisou.

Quanto alla sciagura ferroviaria, essa è avvenuta poco dopo le 22 di oggi e secondo la polizia ha avuto il seguente svolgimento: pochi minuti prima delle 22 un grande autocarro stava attraversando lentamente la linea ferroviaria ad un passaggio incustodito, in un punto in cui sono ben sei i binari che corrono paralleli tra Tokio ed Osaka. Treni veloci vi passano al ritmo di uno al minuto.

L'autocarro aveva quasi del tutto superato il fascio di binari quando un treno merci, sopraggiunta a non elevata velocità, lo ha urtato e tre suoi vagoni sono usciti dalle rotaie. Contro di essi, che si erano fermati sui binari di velocità, si è avventato il direttissimo Yokosuka-Tokio contro il quale pochi attimi dopo è andato a cozzare ad oltre cento chilometri all'ora il direttissimo che proveniva in senso inverso. Un'altra versione dice però che la sciagura non è stata provocata dal camion. Entrambi i treni passeggeri erano stracarichi e ciò ha indubbiamente contribuito a rendere più terribili le conseguenze delle collisioni quasi concomitanti.

Tutto il traffico sulla linea è bloccato e decine di autolettighe fanno la spola a sirene spiegate fra il luogo del disastro e gli ospedali mentre medici ed infermieri confluiti da tutta Tokio hanno improvvisato sul posto, con l'ausilio delle autorità militari e dell'Organizzazione del Sol Levante ospedaletti chirurgici per gli interventi immediati. Altri medici si insinuano tra i rottami per amputare arti rimasti imprigionati tra le la macerie contorte o per intervenire ad arrestare le emorragie dei feriti.

Il disastro, già di per sé spaventoso si mostrerà di eccezionale gravità quando sarà possibile, avendo frugato fra i rottami, fare un calcolo esatto dei morti e dei feriti.

Fiorino Soldi

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